Comunicazione della RSU Triveneto-Padova
Sede di Padova, votazioni sull'ipotesi di accordo del 25/10/2007, risultati:
92 si
16 no
03 bianche
02 nulle
lavoratori in balia dell'involuzione di un'azienda
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Martedì 30 ottobre 2007
di red per "asgmedia.it"
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Martedì 30 ottobre 2007
Comunicato stampa della Provincia di Padova
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Lunedì 29 ottobre 2007

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Martedi' 30 ottobre 2007
di Pier Luigi Tolardo per "zeusnews.it"
L'accordo fra sindacati e Vodafone potrà essere impugnato dai dipendenti ma è più ricco di garanzie rispetto alle esternalizzazioni di Telecom Italia.
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Venerdì 26 ottobre 2007
Comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico
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Il giorno 25 Ottobre 2007, presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Sottosegretario Alfonso Gianni, dei rappresentanti del Ministro Bersani e del Ministro Damiano, si è svolto l’incontro tra Vodafone Italia, le OO.SS. SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU. L’incontro seguiva il difficile confronto tenutosi con l’azienda durante il quale era emersa una insufficiente disponibilità dell’azienda in relazione alle garanzie sociali e alla politica industriale (in particolare a possibili future esternalizzazioni). La garanzie sociali sono infatti, per SLC, Fistel e Uilcom, elemento essenziale per garantire i lavoratori che non si tratti di licenziamenti collettivi camuffati.
In tarda serata è stata quindi raggiunta un’ipotesi di accordo, che sarà ora sottoposta al giudizio sovrano dei lavoratori interessati.
In particolare:
è stata ribadita la contrarietà delle OO.SS. al progetto di esternalizzazione, confermando il parere negativo già espresso durante la procedura;
Vodafone si impegna a non esternalizzare più attività e lavoratori per la rete e per il customer per tutto il periodo coperto dal piano industriale (2010);
In caso di nuove assunzioni a Comdata Care, che diverrà entro pochi giorni una SPA (con tutte le connesse garanzie societarie e di capitale) non vi sarà il doppio regime, cioè si applicheranno anche a eventuali nuovi assunti tutti i diritti e le norme conquistate dai lavoratori di provenienza Vodafone;
Ai lavoratori ceduti si applicheranno tutti i diritti e le tutele economiche e normative previste dai diversi accordi collettivi nazionali e aziendali (compreso il Premio di Risultato) nonché diversi benefit erogati dall’azienda, a partire dagli asili nidi, e dall’accelerazione delle azioni del piano “all shares” ;
Per i 7 anni della commessa, fatte salve le dimissioni volontarie e i licenziamenti per giusta causa, Vodafone e Comdata garantiscono la piena stabilità occupazionale;
In caso di risoluzione anticipata della commessa, Vodafone garantirà che le attività saranno date a un soggetto terzo a cui passeranno i lavoratori, senza soluzione di continuità (cioè con tutti i diritti e le tutele attuali) con il diritto a seguire le attività garantito a tutti i lavoratori oggetto della cessione;
In caso di fallimento del gruppo Comdata (che risponde in solido della sua controllata Comdata Care) Vodafone si impegna o a trovare un soggetto terzo presso cui far transitare senza soluzioni di continuità tutti i lavoratori o a riassumere tutti i lavoratori in Vodafone.
I lavoratori ceduti hanno il diritto a non essere trasferiti fuori dal comune dove lavorano a questo momento (cioè non potranno essere trasferiti, rispettivamente fuori da Padova, Ivrea, Milano, Napoli, Roma);
La commessa durerà 7 anni e sarà rinnovabile ed in ogni caso le attività non potranno essere subappaltabili.
E’ riconosciuto il principio condiviso per cui lavoratori ed attività sono tra loro legati e un anno prima del termine della commessa le OO.SS. e Vodafone si incontreranno per preservare anche per il futuro la continuità occupazionale (oltre quindi i primi 7 anni).
Si tratta di un’ipotesi di accordo tra le più avanzate nel settore delle TLC e in generale nel settore privato, per le garanzie sociali e occupazionali.
Si sancisce per la prima volta il principio che per 7 anni non si può ridurre l’occupazione dopo un’esternalizzazione e che tale garanzia occupazionale - in base al principio per cui “il lavoratore segue la commessa” - si proroga nel tempo.
Si stabilisce inoltre il precedente che in caso di fallimento di Comdata, Vodafone ne rimane responsabile, fino alla riassunzione di tutti i lavoratori ceduti.
Punti importanti per i lavoratori di Vodafone e per tutte le aziende che si andranno riorganizzando e un precedente importante nel settore e più in generale nei rapporti con imprese private, con tutto ciò che questo potrà comportare in termini di maggiori diritti e tutele per i tanti lavoratori degli outsourcer e degli appalti.
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Sabato 27 ottobre 2007
di Antonio Sciotto per "il manifesto"
Accordo azienda e sindacati sulla «cessione di ramo d'azienda» per 914 dipendenti. E dai call center sale la protesta
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Venerdì 26 ottobre 2007 Dichiarazione di Emilio Miceli e Alessandro Genovesi, della Segreteria Nazionale di SLC-CGIL

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Venerdì 26 ottobre 2007

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Venerdì 26 ottobre 2007
comunicato stampa della segreteria nazionale ugl
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Venerdì 26 ottobre 2007
articoli vari tratti da "carta.org"
[24/10/2007] Vodafone. Le segreterie sindacali si ritirano, i lavoratori no
[25/10/2007] Vodafone. Imminente l'accordo, nonostante il parere dei lavoratori
[26/10/2007] Un accordo a perdere
Pubblicato da Marco Schiavon a 16:54
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Mercoledì 24 ottobre 2007
tratto dal comunicato sindacale inviato ai Lavoratori del Triveneto sull'esito delle Assemblee dei Lavoratori di Padova-Triveneto del 23/10/2007 concernenti gli Ordini del Giorno denominati "Esternalizzazione" e "garanzie su piano industriale"
Voto O.d.G. "Esternalizzazione":
Voto O.d.G. "garanzie su piano industriale":
Entrambi gli ordini del giorno sono stati approvati dalle Assemblee.
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Lunedì 22 ottobre 2007
(ultimo aggiornamento)
TG3 19/10/2007 ore 19.00
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Ordine del Giorno per le assemblee del 22 e 23 Ottobre
(esternalizzazione)
Riteniamo che occorrano maggiori certezze, diritti e tutele per oggi e per domani, per tutti i lavoratori di Vodafone: per quelli che l’azienda dai primi di novembre trasferirà a Comdata e per quelli che rimarranno.
Per questo per noi il confronto sindacale deve servire, da oggi - dopo il secondo sciopero nazionale - per discutere di tutto, senza pregiudiziali o scelte già predeterminate da parte aziendale.
Dopo la convocazione da parte di Vodafone per Sabato 20 Ottobre, subito dopo il successo del secondo sciopero, preso atto delle posizioni aziendali, come Segreterie Nazionali e come Coordinamento Nazionale delle RSU ci rimettiamo al giudizio dei lavoratori interessati dal processo di esternalizzazione e chiediamo loro il mandato a trattare con l’azienda per giungere, se possibile, ad un eventuale ipotesi di accordo, nel rispetto dei seguenti punti di merito:
la quantità dei lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo non può essere un tabù per l’azienda, il numero può essere ridotto;
servono garanzie sociali per la tutela dell’occupazione di tutti i lavoratori del ramo eventualmente ceduto, anche attraverso il riconoscimento di un principio per cui “i lavoratori seguiranno la commessa”. Lavoratori ed attività dovranno essere cioè legati tra loro e le attività non potranno essere in nessun caso subappaltabili;
vanno salvaguardati tutti i diritti economici e normativi (a qualsivoglia titolo riconosciuti dagli accordi collettivi) per i lavoratori ceduti (fondi, indennità economiche, ecc.), obbligando esplicitamente Comdata a riconoscerli da subito.
Ordine del Giorno per le assemblee del 22 e 23 Ottobre
(garanzie su piano industriale)
A tutti i lavoratori del gruppo, al fine di dare maggiori garanzie sul futuro, chiediamo il mandato a trattare con l’azienda per giungere, se possibile, ad un’ipotesi di accordo che impegni Vodafone, all’interno delle strategie industriali, a non ridurre ulteriormente il perimetro aziendale attraverso cessioni di ramo, oltre quanto già annunciato, fino alla scadenza dell’attuale piano industriale triennale,, riconfermando in particolare il customer care come asset strategico per l’impresa.
Pubblicato da Marco Schiavon a 21:27
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"Non solo Spot!"
La vertenza Vodafone va in onda sulle principali Emittenti Televisive Nazionali.
Si apre uno spiraglio nella "ringhiante" valanga pubblicitaria, la parola ai Lavoratori...
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Rai Tre, "che tempo che fa", 06/10/2007
estratto [00°00'53"] - intervento integrale [00°17'26"]
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Rai Utile [digitale terrestre/web], 16/10/2007
prima parte [00°05'13"] - seconda parte [00°06'18"]
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La7, " l'infedele", 17/10/2007
prima parte [00°03'38"] - seconda parte [00°03'45"]
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Rai2, "annozero", 18/10/2007
prima parte [00°09'35"] - seconda parte [00°06'59"]
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Rai1, "la vita in diretta", 19/10/2007
prima parte [00°08'03"] - seconda parte [00°03'43"]

Una volta, da questo palco, era sufficiente urlare “saluto tutti i lavoratori”, e basta!
Sul perche’ di questa assurda e indegna moltiplicazione a ribasso delle forme di lavoro precarie e’ necessario andare dritti al sodo ed individuarne i responsabili:
la Legge 30, ipocritamente chiamata Biagi con l’evidente obiettivo di santificarla col suo ideatore e blindarla cosi’ per i prossimi decenni. Una legge che quindi noi preferiamo chiamare Legge Maroni, e scusate la parola.
Una legge brutta, che non ci piace, perche’ permette, tra i tanti suoi effetti deleteri ad una multinazionale con 4 miliardi di euro di utili all’anno di mettere alla porta, vendendoli al miglior offerente, 914 lavoratori che hanno contribuito in un decennio di fatica a farla grande e ricca. Vodafone, grazie alle maglie larghe della Legge 30, che ha provveduto a deregolamentare la precedente norma sulla cessione di ramo d’azienda, ha posto in essere una speculazione per ridurre il costo del lavoro e eliminare il fardello chiamato “lavoratore”. In pochi giorni ha creato un ramo d’azienda che non esisteva e ha messo di fatto 914 lavoratrici e lavoratori, il 10% del totale della forza lavoro Vodafone Italia, in maggioranza donne, in una condizione di precariato latente.
La storia infatti ci insegna che le cessioni di ramo d’azienda sono spessissimo l’anticamera del licenziamento, quando, a fine commessa, l’azienda acquirente potrebbe, casualmente, non avere piu’ le garanzie economiche per mantenere tutti questi lavoratori sul suo libro paga.
Il lavoro precario, fuori da ogni dubbio, e’ ormai stato legalizzato, come una forma strutturale di lavoro, sulla quale si basa la forma mentis considerata normale per la quale e’ necessario, per accompagnare la crescita e lo sviluppo del paese, partire dagli interessi d’impresa, e non da quelli del lavoratore, del cittadino, della persona. Per noi tutto cio’ non solo non puo’ e non deve essere normale, noi lo consideriamo assurdo ed immorale.
Per quanto tempo ancora nei salotti televisi, nella stampa allineata dal denaro sonante di mister Vodafone e degni compari questa mentalita’ dovra’ essere considerata la retta via?
Ma la lista dei responsabili non si esaurisce con la legge 30. Lo sono i nostri governanti passati, diretti ideatori della legge 30 e ancor prima quelli del pacchetto Treu, e soprattutto il nostro attuale governo. Presidente Prodi, lei aveva promesso, nero su bianco, in un programma condiviso con le forze politiche della sua coalizione e con l’aiuto degli elettori, il superamento della legge 30 e la sua sostituzione, da realizzare entro i primi 100 giorni di governo.
Ne sono passati piu’ di 500, e questa maledetta legge e’ ancora li’. Oltretutto è stata legittimata con il protocollo sul welfare del 23 luglio, sdoganato con 30 euro in piu’ ai pensionati, molta confusione e nessun contraddittorio degno di questo nome. Nonché con la disastrosa dichiarazione di un segretario di sindacato, lo stesso che oggi ha vietato l’uso del suo simbolo. Una scelta imbarazzante per chi come me ha la tessera con quel simbolo, e una dichiarazione volta a considerare il voto sul protocollo come un referendum sul governo, e dunque a scaricare sui lavoratori contrari la responsabilita’ dell’eventuale caduta del governo.
Dove siete adesso,Presidente Prodi e Ministri Bersani e Damiano? Ora che la mancata sostituzione di questa legge con una nuova che riporti in primo piano il rispetto per il lavoratore e la sua dignita, ha provveduto a generare altra precarietà, oltre quella gia’ introdotta e formalizzata come normale dalle precedenti cosiddette riforme, come la Treu?
Vi limitate a dire che con questa operazione Vodafone e le altre imprese purtroppo non infrangono la legge, e ci portate solidarieta’. Noi non abbiamo bisogno di solidarieta’. Non piu’.
Noi siamo in lotta e vogliamo e pretendiamo che la legge venga cambiata in modo tale da considerare questi abusi sui lavoratori, operazioni speculative fuori dalla legge, quindi illeggittime e vietate!
L’articolo 41 della costituzione afferma che “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
Dove sono, questi controlli affinche’ le attivita’ economiche di Vodafone e di centinaia di altre ricche e meno ricche aziende non si svolgano in contrasto con l’utilita’ sociale? E dove siete,voi segretari dei sindacati? In passato in tante occasioni vi siete detti contrari alla Legge Maroni, ma, anche in passato, non avete fatto altro che mobilitazioni del tutto insufficienti.
La legge 30 e la sua mancata abrogazione sono un’offesa all’intelligenza e alla dignita’ del lavoratore, e noi, che resistiamo,vogliamo una legge nuova che, nel rispetto della costituzione e della nostra storia, politica e sindacale, parta dal lavoratore e dai suoi diritti conquistati con anni di lotte delle generazioni precedenti. Vogliamo una legge che parta dal cittadino, dalla persona, e la vogliamo ora, perche’ non una volta in piu’ da questa bocca e da quelle di queste centinaia di migliaia di straordinari cittadini dovra’ uscire la parola precariato!




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Venerdì 19 ottobre 2007
"romaOne.it"

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Sabato 20 ottobre 2007
di Ester Crea per "conquiste del lavoro.it"
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Giovedì 18 ottobre 2007
"vita.it"

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Giovedì 18 ottobre 2007
"il messaggero.it"
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Chi vorrà esprimere solidarietà a quei lavoratori che non si piegano alla decisione unilaterale di Vodafone di trasferirli ad un’altra azienda, dismettendo quindi le lavorazioni di back office per affidarli a Comdata, potrà recarsi fuori la prefettura della propria città, luogo del raduno previsto per domani, 19 ottobre 2007, a partire dalle 9 del mattino.
Milano,117 Persone
Ivrea, 283 Persone
Padova, 148 Persone
Roma, 273 Persone
Napoli, 93 Persone
Il totale dei dipendenti interessati al cambio forzoso di datore di lavoro sarebbe confermato, dunque, in 914 su 4660 unità corrispondente al 19,87% dei lavoratori impiegati nei complessivi 8 call center.
La giornata di domani, in definitiva, potrebbe servire a rappresentare la vera forza delle organizzazioni sindacali in vista del tavolo di confronto cui dovrebbero sedersi nelle ore immediatamente successive alle proteste di piazza.
Se l’alto tasso di partecipazione sarà confermato Vodafone potrebbe essere messa di fronte alla necessità di modificare i propri piani e già qualcuno parla di un possibile duplice impegno della compagnia.
Da un lato, infatti, la società dovrebbe garantire il mantenimento degli stessi standard lavorativi ai dipendenti ceduti a Comdata, ma soprattutto essa potrebbe impegnarsi a riassumere quei lavoratori eventualmente considerati in esubero dalla società cessionaria.
Una sorta di responsabilità partecipata Vodafone nelle future decisioni dell’acquirente Comdata, una clausola che renderebbe meno pericoloso il futuro dei 914 dipendenti cui l’azienda vuol a tutti i costi dire addio.
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Martedì 16 ottobre 2007

Pubblicato da Marco Schiavon a 13:33
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Mercoledì 17 ottobre 2007
l'email inviata da anonimo con la lista dei colleghi di bologna che non hanno aderito allo sciopero del 5 ottobre 2007; sono stati ovviamente omessi i dati relativi ai destinatari dell'email, il dominio dell'account utilizzato, i nomi dei lavoratori interessati.
From: scioperi_vodafone@---.--- [mailto:scioperi_vodafone@---.---]
Sent: venerdì 5 ottobre 2007 19.54
To: ---
Subject:
CARI AMICI,ECCO A VOI LA LISTA DEI CRUMIRI CHE SONO ENTRATI A BOLOGNA OGGI:
(segue lista nominativi, omessa)
Pubblicato da Marco Schiavon a 13:32
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Vi informiamo inoltre che il Governo (Ministero delle Attività Produttive e Ministero del Lavoro) ci ha comunicato la disponibilità ad un eventuale tavolo di mediazione, tra le Organizzazioni sindacali e l’impresa stessa.
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Lunedì 15 ottobre 2007
Comunicazione delle Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL alle RSU
Pubblicato da Marco Schiavon a 12:10
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Pubblicato da Marco Schiavon a 12:00
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Lunedì 15 ottobre 2007

Due anni dopo, Colao dovette andare via da Rcs: gli azionisti del Corriere non lo ritenevano più capace di garantire il patto che riunisce quasi tutta l'imprenditoria e la finanza italiana che contano nella proprietà del primo quotidiano nazionale; inoltre non sopportavano la sua autonomia e la sua rigidità nei rapporti sindacali con giornalisti e grafici; forse non giovarono nemmeno i suoi rapporti non buonissimi con il direttore Paolo Mieli.
Colao nell'andare via dal Corriere ricevette i complimenti di tutti, nonostante il carattere: era un eccellente manager e per questo ricevette un'ennesima liquidazione milionaria.
Era anche in odore di santità: era stato vilmente spiato da Tronchetti e da una banda di pericolosi hacker.
Colao non rimase disoccupato neanche per un giorno: venne immediatamente riassunto in Vodafone, con una carica superiore a quella che aveva prima di andare in Rcs: vicepresidente per l'Europa, con una retribuzione (ovviamente) ancora più in alta.
Il sindacato sarebbe orientato a chiedere per i novecento lavoratori Vodafone ceduti a Comdata l'applicazione della "clausola Colao". Come Colao, questi dipendenti hanno contribuito al successo di Vodafone. Sono persone eccellenti, anche se magari possono avere con un brutto carattere o pessime relazioni sindacali, ma sempre eccellenti; e rispetto a Colao hanno il vantaggio di costare molto meno.
Nel caso si trovassero male a Comdata, Vodafone si potrebbe impegnare a riassumerli, possibilmente con un incarico migliore e una retribuzione più elevata.
Domenica 14 ottobre 2007
comunicazione della RSU Triveneto: dettaglio dell'impatto provocato dalla riduzione del personale del progetto di esternalizzazione sul call center di padova - triveneto
Dettaglio sede di Padova - Triveneto (% Persone impattate dall'annunciata riduzione del personale):
totale dipendenti sede di Padova-Triveneto 910 (- 16.26 %)
operatori call center 447 (- 31.77 %)
team leader call center 34 (- 17.65 %)
totale dipendenti call center 481 (- 30.77 %)
operatori call center esternalizzati 142 (113 FTE)
team leader call center esternalizzati 6 (6 FTE)
totale dipendenti call center esternalizzati 148 (119 FTE)
Riepilogo Nazionale della riduzione del personale:
Milano 117 Persone, 95 FTE
Ivrea 283 Persone, 222 FTE
Padova 148 Persone, 119 FTE
Roma 273 Persone, 199 FTE
Napoli 93 Persone, 85 FTE
Totale 914 (720 FTE) su 4600 (3569 FTE) lavoratori, corrispondente al 19.87 % (20.17 % degli FTE) dei lavoratori impiegati nei complessivi 8 call center.
Di questi 914, 864 sono operatori ("Rep"), 50 Team Leader.
Nota: "FTE" (full-time equivalent, es: 1 FTE = 1 lavoratore full-time 40 ore settimanali oppure 2 lavoratori part-time a 20 ore settimanali)






Mercoledì 10 ottobre 2007
di Peppino Caldarola, "http://peppinocaldarola.ilcannocchiale.it"
Pubblicato da Marco Schiavon a 09:50
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Secondo quanto riportato dai trader, il Ceo Arun Sarin, potrebbe essere in procinto di lasciare la società.
"Ci sono voci secondo cui Sarin potrebbe essere vicino a presentare le dimissioni e la reazione del mercato fa capire che si tratterebbe di una novità positiva, anche se io non credo che potrebbe essere d'aiuto per la società", dice un trader.
Una portavoce di Vodafone ha detto di non essere al corrente di una decisione in tal senso, mentre altri dirigenti non hanno voluto commentare la voce. Alle 10,45 circa il titolo Vodafone sale del 2,35%.
Pubblicato da Marco Schiavon a 13:03
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Dopo lo sciopero del 5 ottobre (riuscitissimo secondo il sindacato, con una partecipazione quasi totalitaria dei dipendenti, fallito secondo la direzione Vodafone) continua la mobilitazione dei lavoratori del gestore mobile contro l'esternalizzalizzazione del backoffice del servizio clienti, con più di novecento lavoratori addetti che verranno ceduti a Comdata.
Un'altra giornata di sciopero è stata proclamata per il 19 ottobre con presidi di fronte alle prefetture di Milano, Torino, Padova, Roma. Per la Cgil la decisione di esternalizzare questi lavoratori è antisociale ed è finalizzata a espellere da Vodafone delegati sindacali, mamme appena tornate dalla maternità, giovani con contratto part-time; la Cgil ipotizza addirittura la proclamazione di uno sciopero generale dei lavoratori delle Telco italiane contro le esternalizzazioni.
Vodafone ribadisce che i lavoratori manterranno in Comdata il trattamento salariale e normativo dell'attuale contratto integrativo e continueranno a lavorare nelle stesse sedi di lavoro o a poca distanza; il contratto di appalto a Comdata dovrebbe avere una durata superiore ai cinque anni.
Si profila purtroppo anche una prima divisione all'interno del fronte sindacale: il Slc-Cgil è più intransigente sul no all'esternalizzazione e la Fistel-Cisl e la Uilcom-Uil sono più disponibili a discuterne per definire maggiori tutele a favore dei lavoratori.
Un eventuale referendum fra i lavoratori Vodafone su un'ipotesi di accordo sindacale che non prevedesse la cosidetta "clausola di salvaguardia" che garantisca il rientro dei lavoratori in Vodafone in caso di crisi di Comdata o di termine della commessa troverebbe la stragrande maggioranza dei lavoratori fortemente contraria.
Pare che anche quattro dirigenti del settore Vodafone interessato all'esternalizzazione dovrebbero traslocare in Comdata; ma il sospetto dei lavoratori è che solo a questi manager la garanzia dei rientro in Vodafone in caso di problemi venga concessa.
Pubblicato da Marco Schiavon a 07:36
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Mercoledì 10 ottobre 2007

Pubblicato da Marco Schiavon a 12:48
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Pubblicato da Marco Schiavon a 12:47
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Martedì 9 ottobre 2007
"rassegna.it"
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Martedì 9 ottobre 2007
Red/Pit per "agenzia italia"
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In contemporanea si terranno di fronte alle Prefetture nelle diverse città dove ha sede Vodafone presidi sindacali di protesta.
Da qui al 19 invitiamo per tanto le RSU ed i lavoratori al massimo di mobilitazione, continuando a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni locali.
Pubblicato da Marco Schiavon a 14:32
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Pubblicato da Marco Schiavon a 12:26
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Dopo il successo delle manifestazioni dello scorso venerdì 5 ottobre, continua il muro contro muro tra le sigle sindacali ed i vertici aziendali, il tutto nonostante un'apparente disponibilità al dialogo.
Se da un lato, infatti, l'azienda si dichiara pronta a dar avvio ad "una trattativa in tempi brevi” i sindacati rifiutano l'offerta tacciando il tentativo di ipocrisia.
Analizzando la situazione nel dettaglio si nota che l'ampia disponibilità sbandierata da Vodafone riguarda il "mantenimento delle condizioni e dei trattamenti economici e normativi" dei lavoratori destinati ad essere ceduti a Comdata, una sorta di presa d'atto, dunque, dell'operatore del malcontento che serpeggia tra i propri lavoratori e l'offerta di sedersi intorno ad un tavolo per parlare.
Quelli di Vodafone, inoltre, ci tengono ad accorciare i tempi di un'eventuale trattativa, certi di non poter tornare indietro sulla cessione, infatti, hanno un gran interesse a che i sindacati non intralcino oltremodo e troppo a lungo il preventivato passaggio.
Dal canto loro le sigle sindacali che stanno capitando le proteste, Slc CGIL, Fistel CISL, e Uilcom UIL, denunciano l'atteggiamento indifferente dell'azienda che, a parer loro, sembra tirar dritto per la sua strada.
Significative in tal senso le dichiarazioni rilasciate da Alessandro Genovesi, segretario nazionale del Slc CGIL che ribadendo la contrarietà al progetto di esternalizzazione della stragrande maggioranza dei dipendenti Vodafone, diffida l'azienda dal "dal procedere come se nulla fosse accaduto".
E' sempre Genovesi, dunque, a chiedere insistentemente "risposte soddisfacenti" da parte di Vodafone dal momento che "le belle parole dell’azienda di volersi confrontare con i sindacati sono infatti spudoratamente contraddette dalla nota che oggi Confindustria ci ha inviato e con la quale comunica che tutto rimane così come deciso".
Genovesi, inoltre, conferma le iniziative e le mobilitazioni previste per i prossimi giorni, fissando sin da ora un altro appuntamento in piazza appena i tempi saranno maturi.
La battaglia dei lavoratori Vodafone, quindi, è appena agli inizi, ci auguriamo che una soluzione soddisfacente venga presto trovata tramite l'accordo di entrambe le parti, che non pregiudichi né la qualità dei servizi per gli utenti, né la qualità del lavoro per i dipendenti del settore.
Pubblicato da Marco Schiavon a 08:11
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Lunedì 8 ottobre 2007
Pit per "agenzia italia"
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Lunedì 8 ottobre 2007
di Michela Bevere per "rivistaonline.com"
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Domenica 14 ottobre 2007
(ultimo aggiornamento)
Milano:
Roma:
TG1 RAI del 05/10/2007 ore 20.00, estratto dal servizio di Bruno Luverà [00°00'39"]
TG1 RAI del 05/10/2007 ore 20.00, servizio integrale di Bruno Luverà [00°01'32"]
TG3 RAI del 05/10/2007 ore 19.00, servizio di Francesca Barzini [00°02'08"]
Bari:
Padova:
Catania:Pubblicato da Marco Schiavon a 23:59
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Sabato 6 ottobre 2007
"la sicilia ed. catania"
Alte adesioni allo sciopero
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Riuscitissime le manifestazioni organizzate dai dipendenti della compagnia inglese per gridare la tutta la propria indignazione contro la prossima esternalizzazione di un intero storico settore.
Secondo le stime più verosimili circa il 95% dei dipendenti dell'azienda si sarebbe astenuto dal lavoro lo scorso venerdì 5 ottobre, quando, chiamati a raccolta dai sindacati, oltre 3.000 persone sono scese in piazza a Roma e Milano contro la cessione del ramo d'azienda.
Come dicevamo nel nostro articolo sullo stato dell'arte delle condizioni lavorative nel comparto delle TLC (leggi i dettagli nella seguente news: www.portel.it/news/cronaca/10-2007/vodafone-wind-la-corsa-della-politica-al-capezzale-dei-call-center.html ), la coesione interna e la solidarietà proveniente dall'esterno hanno messo in luce una rinnovata presa di coscienza di questo settore com soggetto indipendente e determinato.
Per tutti quelli che non c'erano pubblichiamo di seguito alcune foto particolarmente significative della giornata.
Fonte fotoreportage Vodafone People
Pubblicato da Marco Schiavon a 08:17
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