Sabato 15 settembre 2007
di Carmine Fotina per "il sole 24 ore"
Intervista a Guindani
"La nuova Vodafone si espande nel fisso"
Più sviluppo con i servizi fisso-mobile - Con Comdata intesa di lungo termine.
Per Vodafone, multinazionale che in Italia fattura 8.1 miliardi di euro, secondo gruppo di telecomunicazioni del Paese, scatta l'ora di un nuovo piano industriale. L'amministratore delegato Pietro Guindani, 49 anni, al definisce "fase due dello sviluppo", spiega l'operazione in corso con Comdata per cedere parte dell'attività di customer care (si veda "il sole 24 ore" di ieri) e aggiunge che è ormai imminente lo sbarco nella telefonia fissa per portare "vera concorrenza" in un settore ancora dominato da Telecom Italia. L'operazione con Comdata ha già fatto scattare l'allarme tra i sindacati, con la Cgil che teme l'esternalizzazione "fino forse del 10% del personale" e prepara la mobilitazione. Guindani prova a lanciare un messaggio distensivo assicurando che sarà garantita la stabilità occupazionale. Mentre i progetti di sviluppo nelle aree strategiche e nel "fisso", dice, "porteranno alla creazione di 2.500 nuovi posti di lavoro sull'intera filiera produttiva, incluso l'indotto".
Comdata è pronta a gestire delle vostre attività. Quali aree e quante persone sono coinvolte?
Abbiamo ricevuto un'offerta per l'acquisizione di una parte delle attività che riguardano il customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l'attività di gestione del rischio di credito, oggi svolte presso i call center di Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli. Il numero delle unità coinvolte (Comdata parla di "diverse centinaia", ndr) verrà indicato con l'avvio della procedura. E' certo comunque che manterremo tutte le attività a diretto contatto con i clienti: l'assistenza e la promozione commerciale, attività strategiche anche in futuro.
Qual è la logica di questa operazione? In futuro potrebbero essere cedute all'esterno altre area di attività, come i servizi di information technology e la rete?
Avremo un modello di impresa aperto a partner con cui stringere accordi di collaborazione strategica a lungo termine. All'interno gestiremo competenze chiave, quali lo sviluppo dell'offerta commerciale, il portafoglio di tecnologie e il rapporto diretto con il cliente. E' possibile che si accetti di far gestire alcune parti del nostro processo produttivo da operatori specializzati, che abbiano competenze funzionali a garantire l'eccellenza del servizio. In ogni caso, qualunque accordo di questo tipo dovrà essere compatibile con condizioni stabili di lavoro, in piena coerenza con le strategie e i valori di Vodafone.
I sindacati hanno già diffuso una nota di allarme sui vostri piani in Italia.
Non c'è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell'Italia per il grupppo Vodafone e non c'è nessun piano per la drastica riduzione dei perimetri aziendali, anzi il nostro piano strategico è tutto orientato allo sviluppo, sostenuto da un ambizioso piano di investimenti.
Parliamo di sviluppo. Il mercato della telefonia mobile arranca, come crescerete?
La fase uno di Vodafone è durata più di 10 anni con tassi di crescita a due cifre sostenuti dal continuo aumento del numero di clienti. Ma il 2005, l'anno in cui la penetrazione del mercato è diventata totale, ha segnato una svolta spostando la concorrenza sulle quote di traffico e costringendo tutto il settore a rivedere le strategie. Il cuore di Vodafone resta la telefonia mobile, caratterizzata da riduzione dei prezzi e compressione dei margini ma ancora da un continuo incremento dei volumi. In questo mercato dobbiamo differnziarci dai concorrenti con la qualità e investire per gestire i volumi in crescita di traffico. le nuove aree di sviluppo saranno invece due: i servizi integrati e la banda larga mobile, che grazie all'Umts ha ormai prestazioni paragonabili all'Adsl. La banda larga mobile è ancora un mercato di piccole dimensioni, ma con tassi di crescita molto elevati e Vodafone può contare su una quota superiore a quella che abbiamo nella telefonia mobile tradizionale.
Da tempo si parla di un vostro piano per aggredire telecom sul fisso. Può spiegarcelo?
Nei servizi integrati fisso-mobile, per la clientela residenziale e per le imprese, utilizzeremo un portafoglio ampio di tecnologie. La telefonia fissa, con accesso via radio e l'offerta "Casa numero fisso"; ma anche investendo per la realizzazione di una rete Adsl in unbundling (accesso all' "ultimo miglio"). Nel 2008 Vodafone entrerà a tutto tondo in questo settore, che vale 21 miliardi di euro, dove Telecom è ancora dominante con circa l'80% del mercato e dove noi come nuovo entrante puntiamo a una quota significativa.
Disponete di una licenza di telefonia fissa e potrete entrare direttamente in questo mercato. L'alternativa è un'acquisizione?
Entrambe le strade sono aperte e siamo pronti a seguirle in modo complementare. Siamo intereessati a Tele2. In ogni caso siamo intenzionati a investire per creare una rete nazionale, che ci permetta di raggiungere l'intera popolazione, valutando il giusto mix tra l'accesso alla rete Telecom attraverso la modalità bitstream (all'ingrosso, ndr) e attraverso l'unbundling, che comunque consideriamo preferibile perchè ci consente di gestire i clienti in modo diretto. Ad ogni modo questo spiega perchè partecipiamo così attivamente al dibattito sulla separazione funzionale della rete di Telecom. Bisognerà evitare che con la nuova rete in fibra si ricrei un monopolio di fatto e viceversa far sì che siano sempre garantite parità di condizioni di accesso sia all'attuale rete in rame sia al next generation network. E' essenziale per la competitività del mercato.
La nuova Vodafone prevede anche cambiamenti organizzativi al vertice?
No, perchè l'azienda ha già compiuto una forte riorganizzazione quest'anno con la definizione di una direzione generale retta da Paolo Bertoluzzo e di una nuova divisione dedicata ai servzii integrati fisso-mobile per le famiglie e le imprese sotto la responsabilità di Stefano Parisse.