domenica 30 settembre 2007

Vodafone si accanisce contro gli scioperanti

Domenica 30 settembre 2007
di Pierluigi Tolardo per "zeusnews.it"



La direzione dell'azienda ha contestato la violazione della legge 146 ai lavoratori di Pozzuoli scesi in piazza per manifestare contro l'esternalizzazione.
L'ultimo gesto di Vodafone nei confronti dei lavoratori che vuole cedere a Comdata potrebbe sembrare una sanzione per avere scioperato contro la loro fuoriuscita dall'azienda. Saremmo all'assurdo: un'azienda come Vodafone vuole disfarsi di novecento lavoratori, cedendoli a un'altra; questi interrompono il lavoro per protesta e l'azienda li punisce sospendendoli, trovando un cavillo.
Sembrerebbe questo il destino di alcuni lavoratori Vodafone della sede di Pozzuoli che, avendo scioperato e inscenato una manifestazione attuata all'improvviso, contro la decisione dell'azienda di esternalizzarli a Comdata, la scorsa settimana, si sono visti recapitare una lettera di contestazione disciplinare per aver violato la legge 146 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici che prevede un tempo di preavviso, in caso di sciopero, di almeno dieci giorni.
Questi lavoratori dal 1 novembre dovrebbero essere ceduti a un'azienda che, non essendo di gestione dei servizi di Tlc, non ha l'obbligo del preavviso della legge 146. Sono dipendenti considerati inutili (o non strettamente necessari) da Vodafone, che infatti se ne disfa, ma per assurdo non possono interrompere il lavoro (quindi senza retribuzione) nemmeno in un caso grave come questo.
I lavoratori rischiano fino a 10 giorni di sospensione; se anche gli venisse comminata questa sanzione, rischiano di non poterla scontare perché la procedura potrebbe trascinarsi per 30 giorni e in quel caso non sarebbero più dipendenti di Vodafone.
Va veramente applicata la legge 146? Non si tratta né di piloti, né di hostess o macchinisti: non solo nessun aereo è stato bloccato, ma il servizio non ha sofferto affatto della loro protesta. Queste persone rischiano di essere tra i pochissimi lavoratori puniti in Italia per violazione della legge sullo sciopero.
Sembra chiaro l'intento vendicativo e di scoraggiare la protesta, che peraltro è solo all'inizio, e che nemmeno Vodafone probabilmente prevedeva così dura e così unanime da parte dei lavoratori.

Scioperi: ottobre caldo

Domenica 30 settembre 2007
"agenzia italia"



Si fermano dieci categorie di lavoratori

Benzinai, magistrati, farmacisti, medici, piloti, dipendenti delle Regioni, addetti alle telecomunicazioni, medici ambulatoriali, controllori di volo, personale di terra Alitalia: sono dieci le categorie che sciopereranno nel mese di ottobre. Venerdi' 5 cominciano per l'intera giornata i dipendenti di Vodafone, seguiti lunedi' 8 dai magistrati professionali e onorari che si asterranno dalle udienze. Sempre l'8, agitazione in vista per i medici ambulatoriali. Dal 9 ottobre, per tre giorni, benzinai chiusi: la protesta iniziera' dalle 19 per i gestori di impianti sulla rete ordinaria e alle 22 per quelli in autostrada. Nello stesso giorno fermi dalle 10 alle 14 i piloti di ALitalia Express e del Gruppo Alitalia. L'11, invece, si fermeranno i medici ambulatoriali del Sumai con modalita' non ancora comunicate alla commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero. Il 20 ottobre stop dalle 12,30 alle 16,30 dei dipendenti di Flight Care Alitalia seguiti il 22 ottobre dai controllori di volo dalle 10 alle 18 esclusi i voli Meridiana. Le farmacie private resteranno chiuse per 25 ore il 25 ottobre. Infine, il 26 ottobre sciopero per l'intera giornata dei dipendenti del ministero delle Riforme e Innovazioni nella Pubblica Amministrazione , settore regioni e autonomie locali.

sabato 29 settembre 2007

E sui dipendenti «ceduti» a Comdata Vodafone rischia due ore di blackout

Sabato 29 settembre 2007
di Massimo Sideri per il "corriere della sera"

Ma l'azienda rassicura: nessuno perderà contratto e trattamenti

Due ore di black out per i cellula­ri Vodafone. Vanno giù duri i dipendenti del gruppo che si stanno organizzando da giorni con proteste, manifestazioni e, ultimo, uno sciopero generale proclamato ieri dall'Ugl Tlc. Messaggio chiaro: loro non ci stanno a farsi «esternalizzare». E va giù duro anche il settima­nale «Carta» (ex supplemento del «Manife­sto») oggi in edicola, che al caso «Spegnete Vo­dafone» dedica la copertina, parlando di «precarizzazioni grazie alla legge 30». Cioè la Biagi. Proprio ieri c'è stato un verti­ce a Roma per tentare di sbro­gliare la matassa. Che è rima­sta piena di nodi doppi.
I fatti. La trattativa è in cor­so, ma il gruppo di telefonia mobile dovrebbe cedere 914 di­pendenti a Comdata, gruppo che si occupa di servizi ammi­nistrativi per le aziende e che già dal '96 (piena era Omnitel) è suo partner stabile. In prati­ca si tratta di una «cessione di un ramo d'azienda», definizio­ne presente sia nella legge Bia­gi sia nella 428 del '90, che già da sola è sufficiente a far venire l'orticaria ai sin­dacati. In realtà, in questo caso si tratta di 914 dipendenti a tempo indeterminato che man­tengono la certezza del posto fisso anche nel passaggio. «Siamo un gruppo presente sul mer­cato da vent'anni con 4 mila dipendenti (il 73% con contratti a tempo indeterminato, ndr) e 200 milioni di fatturato» sottolineano da Comdata. Inoltre, confermano da Vodafone, l'esternalizzazione «è accompagnata da un ac­cordo di lunga durata per la fornitura degli stessi servizi con un impegno a mantenere adeguati livelli occupazionali». Sul periodo le boc­che sono cucite. Ma secondo indiscrezioni si tratterebbe di molti anni. La logica dell'operazione, dunque, sarebbe industriale e non si trat­terebbe di una ristrutturazione. Sempre secon­do indiscrezioni, il passaggio avverrebbe man­tenendo lo stesso tipo di contratto (tlc e non metalmeccanici), il trattamento economico, il livello mentre una trattativa parallela in corso dovrebbe riguardare il trasferimento dell'inte­grativo Vodafone anche se questo dipenderà da Comdata. Infine, una po­stilla dell'intesa prevede an­che che le nuove sedi si trove­ranno entro poche centinaia di metri dalle vecchie.
E dunque? Come mai tanto rumore? E dove sarebbe la precarizzazione? La paura dei sindacati è che, come in effetti è accaduto in altri casi, la ces­sione possa essere l'anticame­ra per i tagli. Ed ecco dunque il richiamo alla Biagi che in al­cune condizioni prevede una exit strategy per chi acquista il ramo d'azienda trasforman­dolo nella possibilità di licenziare una parte delle persone. Anche se la legge 428, a cui fa espresso riferimento la Biagi, sottolinea che le cessioni «non devono essere motivo di licenzia­menti collettivi». Al di là di tutto è comprensibi­le la sensibilità dei dipendenti del gigante delle tlc mobili. Il mercato, si sa, è cambiato. E i tem­pi in cui Vodafone faceva tutto in casa sembra­no allontanarsi. E per molti lasciare il logo (con tutte le sue sicurezze) di una multinazionale sa­rà duro da digerire.

Spegnete Vodafone

Sabato 29 settembre 2007
settimanale "carta" in edicola, articoli non ancora disponibili



Vodafone intende esternalizzare 914 lavoratori, cioè un decimo dei suoi dipendenti. Sul nuovo numero di Carta il racconto della loro storia, che è esemplare degli effetti della legge 30. Un’impresa in attivo può tranquillamente «vendere» i suoi dipendenti ad un’altra, secondo una procedura che tecnicamente si chiama «cessione di ramo d’azienda». . Ecco come anche la precarietà entra nelle riserve indiane del lavoro “garantito”. Ed ecco come si mobilitano i lavoratori del colosso della telefonia mobile, che hanno lanciato molte forme di lotta e che stanno preparandosi a scendere in piazza il 20 ottobre. Inoltre, in occasione del debutto del quotidiano on line di Carta, un dossier sulla comunicazione indipendente e sul rapporto tra web e carta stampata.

Vodafone: pronti a negoziare con sindacato cessione attività

Sabato 29 settembre 2007
"agi - la repubblica"
Vodafone Italia e' disponibile a negoziare con ilsindacato per trovare un'intesa sulla cessione a Comdata delle attivita' di servizio ai clienti. La compagnia telefonica ha assicurato che "l'obiettivo dell'azienda e' uno solo: la chiusura della procedura con un accordo sindacale, che sancisca la stabilita delle condizioni di lavoro" e ha aggiunto che "il sindacato rimane l'interlocutore con il quale negoziare un'intesa per il mantenimento delle condizioni e dei trattamenti economici e normativi dei lavoratori interessati al trasferimento di ramo d'azienda". Vodafone ha inoltre spiegato che "nulla cambia riguardo alla centralita' del servizio al cliente nella strategia aziendale: l'accordo con Comdata ha l'obiettivo di rafforzare Vodafone, apportando competenze specialistiche, a tutto beneficio di Vodafone, dei clienti e delle persone che in Comdata troveranno un datore di lavoro che ha nella gestione dei processi amministrativi il centro della propria attivita' d'impresa". La compagnia telefonica si e' inoltre detta "rammaricata che i ripetuti inviti ad avviare il dialogo siano stati interpretati come campagna di disinformazione".

Vodafone: Sindacati, sciopero nazionale il 5 ottobre

Sabato 29/09/2007
"agi - la repubblica"

Il prossimo 5 ottobre i lavoratori del gruppo Vodafone incroceranno le braccia, per lo sciopero nazionale indetto da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, contro la cessione di mille addetti al back office (i servizi ai clienti). La protesta sara' accompagnata da un corteo a Milano e da un sit-in a Roma, presso la sede di rappresentanza dell'azienda. Alessandro Genovesi,segretario nazionale di Slc-Cgil, ha spiegato che "Vodafone sta mostrando oggi il suo vero volto, nonostante la vera e propria campagna di disinformazione in atto: riduce il perimetro aziendale, cedendo attivita' nelle quali negli ultimi mesi ha 'casualmente' assorbito molte piu' persone del necessario, si rimangia quanto detto finora sull'importanza della qualita' dei servizi ai clienti, dimostra di considerare il sindacato confederale piu' un problema che un interlocutore". "Vodafone - ha concluso Genovesi - deve sospendere la cessione dei lavoratori del back office, perche' e' una scelta sbagliata industrialmente e ingiusta socialmente: la vertenza sara' lunga e l'azienda deve sapere che, con questo atto, si assume la responsabilita' di una rottura che sara' difficile da sanare".

venerdì 28 settembre 2007

Sciopero di Venerdì 5 ottobre 2007: Manifestazione Nazionale a Milano, Presidio a Roma

Venerdì 28 settembre 2007
dal Comunicato delle Segreterie Nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil

Oggetto: mobilitazione nazionale 5 ottobre contro Vodafone.

La manifestazione nazionale con corteo si terrà a Milano.
Per favorire la massima partecipazione dei lavoratori si svolgerà anche un presidio con sit-in a Roma.

Le realtà che convergeranno a Milano sono:
  • Milano
  • Ivrea
  • Triveneto (Padova, Verona, Venezia, Trento, Bolzano, Udine, Trieste)
  • Bologna
  • Pisa
  • Ancona
  • Pescara-Chieti
  • Firenze
Le realtà che convergeranno su Roma sono:
  • Roma
  • Napoli
  • Bari
  • Catania
  • Palermo
Seguiranno nelle prossime ore le necessarie informazioni logistiche.

La crisi dell´industria milanese mette a rischio altri 20mila posti

Giovedì 27 settembre 2007
di Andrea Montanari per "l'espresso local - la repubblica ed. milano"



Allarme dei sindacati: i nuovi disoccupati sono ultracinquantenni o ragazzi senza altre esperienze

Anche Zucchi, Palmera, Peg e Candy riducono gli organici Rosati (Cgil) "Le imprese che aumentano gli ordini puntano solo sugli straordinari e non sulle nuove assunzioni" E sull´occupazione in Lombardia incombe lo spettro dei problemi di Alitalia e dei possibili tagli alla Malpensa

Quasi ventimila posti di lavoro a rischio tra Milano e Provincia. Che si aggiungono ai cinquantamila già espulsi negli scorsi anni dal mercato del lavoro. E quel che è più preoccupante, i nuovi disoccupati sono soprattutto ultracinquantenni o giovani senza altre esperienze. Ovvero: le due categorie che più difficilmente riescono a trovare una nuova occupazione. Questa, in sintesi, la situazione denunciata da Cgil e Cisl nel milanese. Un piccolo segnale di ripresa, rispetto agli anni bui del recente passato, ma non sufficiente per affermare che il peggio è alle spalle, anche perché il futuro potrebbe riservare altre sorprese negative. Basti pensare all´allarme lanciato di recente dal sindaco Letizia Moratti, dal governatore Roberto Formigoni e dal presidente di Sea Giuseppe Bonomi sulle ricadute dell´abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. L´occupazione tiene solo nelle imprese che godono del trend ancora positivo dell´economia mondiale, mentre sono in difficoltà quelle che operano solo nel mercato interno. Un dato destinato a peggiorare visto il forte apprezzamento dell´euro.In questa situazione, i problemi del comparto metalmeccanico lombardo già evidenziati dall´ultima indagine congiunturale della Cisl Lombardia rimangono gravi. Del resto, anche i dati del secondo trimestre della Confindustria lombarda su produzione industriale, ordini e fatturato hanno confermato «un raffreddamento della ripresa».Ai nomi dei marchi entrati in crisi ormai diventate croniche come quelli delle Manifatture di Legnano o della Mivar di Abbiategrasso fino alla Cerruti o alla St-microelectronic di Cornaredo, se ne sono aggiunti altri. Come il gruppo Vodafone, che ha annunciato l´esternalizzazione del 10 per cento del personale con il probabile licenziamento di centinaia di persone. Così alla Zucchi, dove sono a rischio 750 posti su 1.500. O alla Nokia-Siemens di Cassina de´ Pecchi dove rischiano il posto 500 lavoratori e il nuovo piano industriale prevede la dismissione dello stabilimento milanese. Le cose non vanno meglio alla Palmera di Lacchiarella (31 licenziamenti annunciati) alla Torno (150 posti a rischio a Milano), alla Astrazeneca del comparto farmaceutico che sta per mettere in mobilità 50 persone nella sede di Basiglio o alla Peg di Arcore dove sono a rischio 155 posti di lavoro. Con quelli della Candy di Brugherio e quelli della ex Celestica, ancora prima Ibm, i posti in bilico in Brianza sono 850. Numeri che preoccupano il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano Onorio Rosati. «Siamo in presenza di segnali di discontinuità, che andrebbero incoraggiati con una seria politica industriale, non come è successo per il tessile che ha dovuto in gran parte cavarsela da solo. Le imprese che aumentano gli ordini puntano solo sull´aumento degli straordinari e non sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. In altre parole, invece di consolidare lo sviluppo stanno alla finestra». Sulla stessa linea il numero uno della Cisl milanese Fulvio Giacomassi: «Non si può parlare né di inversione di tendenza né di peggioramento, ma quello che è certo è che il mercato del lavoro ha bisogno di nuove protezioni sociali. La crisi si fa sentire anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti. È vero, sono più le imprese che nascono di quelle che muoiono, ma quello che manca è una vera difesa della qualità del lavoro».

Padova - Assemblea dei Lavoratori, intervento del Segretario Generale Nazionale Slc-Cgil Emilio Miceli (2)

Giovedì 27 settembre 2007
di Ferdinando Avarino, "canale italia", delle ore 20.30
durata filmato 00°01'57"



Un altro dei fronti caldi del nostro paese è quello del lavoro.
La parola outsourcing o, in italiano, esternalizzazione, forse non tutti la conoscono, significa praticamente dare i servizi di una determinata azienda all'esterno.
Questo molto spesso porta a degli accorpamenti, a delle razionalizzazioni che è un altro modo per dire licenziamenti.
E' quello di cui hanno paura ben 914 persone che lavorano ora per Vodafone e che appunto saranno esternalizzate.

Padova - Assemblea dei Lavoratori, intervento del Segretario Generale Nazionale Slc-Cgil Emilio Miceli (1)

Giovedì 27 settembre 2007
di Maria Grazia De Simone, "TeleNordEst ed. Padova", delle ore 19.00
durata filmato 00°02'53"


L'incontro di ieri a Roma con i sindacati dell'azienda Vodafone si è concluso con un nulla di fatto.
E' questo praticamente il senso dell'incontro dell'assemblea dei dipendenti di questa mattina nella sala della chiesa Pio X a Padova. Intanto però, i sindacati annunciano lo sciopero per il prossimo 5 ottobre.

"...in atto una vera e propria campagna di disinformazione da parte dell’azienda Vodafone..."

Giovedì 27 settembre 2007
Comunicato Segreteria Nazionale Slc-Cgil



“Il prossimo 5 ottobre i lavoratori di tutto il gruppo Vodafone incroceranno le braccia, per lo sciopero nazionale indetto da SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL. Contemporaneamente a Milano si svolgerà una manifestazione nazionale per dire no alla cessione di mille giovani lavoratori che fino a ieri hanno presidiato un’area strategica dell’impresa, quella della cura del cliente”. Così dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.

“Invitiamo inoltre tutti i media e l’opinione pubblica alla massima attenzione, non solo per l’importanza della vertenza in sé, ma anche perché è in atto una vera e propria campagna di disinformazione da parte dell’azienda Vodafone. Un’azienda che sta oggi mostrando il suo vero volto: riduce il proprio perimetro aziendale cedendo attività dove negli ultimi mesi ha “casualmente” staffato molte più persone del necessario, si rimangia quanto detto finora sull’importanza della qualità dei servizi ai clienti, dimostra di considerare il sindacato confederale più un problema che un interlocutore.”

“Colpisce – continua Genovesi – come diversi organi di stampa riportino da giorni poi solo la posizione aziendale parlando di fantomatiche trattative, o ancora – ed è significativo che a farlo sia il giornale di Confindustria – che si attribuisca lo sciopero indetto dalle uniche organizzazioni sindacali presenti in azienda ad una sigla sindacale non confederale”.

“Ribadiamo allora quanto già detto e scritto più volte in questi giorni: l’azienda deve sospendere la cessione dei lavoratori del back office, perché è una scelta sbagliata industrialmente e ingiusta socialmente. Oggi la parola d’ordine del sindacato è solo questa. La vertenza sarà lunga e l’azienda deve sapere che, con questo atto, si assume la responsabilità di una rottura che sarà difficile da sanare”.

Napoli - Vodafone, scattano i provvedimenti disciplinari

Venerdi 28 settembre 2007
di Nuviana Arrichiello per "il roma.net"


Vertenza al call center : il 5 ottobre manifestazione a Milano, il 12 (non il 18, ndr) sciopero di Cgil-Cisl-Uil a Roma

Sono scattati da qualche giorno i provvedimenti disciplinari a carico di alcuni dei dipendenti della Vodafone Pozzuoli che la scorsa settimana avevano protestato fuori ai cancelli dell’ex complesso Olivetti contro l’esternalizzazione di un ramo aziendale alla società Comdata. I vertici manageriali, come avevano annunciato in alcuni comunicati affissi alle pareti del call center, hanno inviato un avviso ad uno sparuto gruppetto di lavoratori, reo di non aver comunicato in tempo utile l’organizzazione dello sciopero che costò la sospensione dell’attività degli operatori per un’intera giornata. «Sono arrivati alcuni provvedimenti a carico di colleghi - spiega un operatore della divisione flegrea del call center - ma non hanno riguardato tutti coloro che avevano preso parte alla manifestazione della scorsa settimana. Forse si tratta di una strategia aziendale, l’ennesima, che mira a seminare discordia tra i dipendenti in modo da creare fratture all’interno dell’organico e smontare la vertenza. Questo comunque non basterà a fermare la nostra protesta». La conferma arriva anche da Antonio Granato, Rsu Cgil, che punta il dito contro i vertici aziendali che nella giornata di mercoledì hanno preso parte ad un tavolo di confronto con i segretari nazionali di Cgil-Cisl-Uil. Un dibattito che si è chiuso con l’ennesima fumata nera, «nessun accordo, nessuna rassicurazione per i circa duecento dipendenti di Vodafone Pozzuoli che presto passeranno sotto l’egida della Comdata rischiando, tra l’altro, di subire anche una delocalizzazione». Una situazione pesantissima che ha alimentato ancor di più il malcontento tra gli operatori della compagnia di telefonia mobile che per il prossimo 5 ottobre si incontreranno a Milano in un corteo sindacale con i dipendenti delle altre sedi nazionali di Vodafone. Per il 18 ottobre, poi, la protesta si sposterà a Roma, città dove i segretari dei sindacati hanno incontrato l’amministrazione di Vodafone ricevendo come provvisoria rassicurazione da parte della Comdata la «necessità di proseguire i rapporti di lavoro avviati già negli anni scorsi da Vodafone». Per ora, comunque, non si conoscono né luoghi né tempi in cui i lavoratori dovranno prestare il loro servizio alla partner di Vodafone. L’ennesima incongruenza che ha spinto i dipendenti della sede puteolana del colosso di telefonia mobile ad indire, per il prossimo lunedì, un’altra assemblea generale nella quale verranno stabiliti i prossimi passi da compiere per salvare il futuro di decine e decine di famiglie.

Coem, Conad, Cesame e Vodafone lavoratori in piazza per protestare

Venerdì 28 settembre 2007
"la gazzetta del sud ed. catania"

Presidio davanti alla prefettura e ai Quattro canti

Stamani alle 10, nella sede della prefettura si terrà un incontro con le organizzazioni sindacali per verificare lo stato di attuazio­ne dei protocolli d'intesa per la ri­collocazione dei lavoratori ex Coem, ex Conad ed ex Cesame.
«Siamo in ritardo di un paio di mesi - dice Salvatore Leotta, se­gretario generale della Cisl di Ca­tania - e aspettiamo che dopo le dichiarazioni dei buoni propositi fatte finora si arrivi a prendere decisioni concrete che portino alla soluzione della vicenda».
I circa seicento lavoratori del­la Vodafone di Catania organiz­zano sempre per oggi un sit-in di protesta di fronte al negozio Vodafone One di via Etnea (angolo Quattro Canti), a partire dalle ore 10, contro il tentativo dell'azienda di "cedere" circa 914 unità di personale impiegati nel servizio clienti Vodafone di tutt'Italia.
La decisione è stata comunica­ta dai dirigenti nazionali Vodafone, nel corso di un incontro con Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil ed il coordinamento delle rap­presentanze sindacali unitarie e riguarda un progetto di esternalizzazione, tramite cessione di ramo d'azienda, che interessa 914 lavoratori del servizio di clienti Vodafone in tutta Italia.
La cessione di ramo d'azienda avviata da Vodafone è il più gran­de processo di esternalizzazione mai portato avanti in Italia nel settore delle telecomunicazioni. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil "hanno valutato come inac­cettabile tale progetto che segna una grave inversione di tenden­za rispetto alle politiche indu­striali portate avanti fin ora nel segno della qualità e dell'inte­grazione dei servizi, - si legge nella nota ufficiale dei sindacati - e delle professionalità e che ha fatto guadagnare molto all'azienda Vodafone. Riteniamo che il percorso av­viato porti ad un radicale cambio di modello e ad un progressivo svuotamento dell'azienda".
Al termine della manifestazio­ne in via Etnea, i rappresentanti sindacali e una delegazione di lavoratori chiederanno di essere ricevuti dal prefetto Annamaria Cancellieri per poter meglio descrivere i motivi della protesta ed esternare la loro preoccupazio­ne.

Ivrea - Vodafone, dipendenti verso lo sciopero

Venerdì 28 settembre 2007
di Alessandro Barbiero per "torino cronaca"

Ma l'azienda continua a rassicurare: per i lavoratori non cambierà assolutamente nulla.

Proseguono le mobilitazioni dei di­pendenti Vodafone prossimi al passaggio alla torinese Comdata. Ieri i sindacati hanno convocato delle assemblee per fare il punto della situazione. In attesa dell'inizio della trattativa con l'azienda che per ora non ha una data certa, rimane confermato lo sciopero del 5 ottobre. Sempre ieri, i vertici aziendali hanno incontrato i rappresentanti di Regione Pie­monte, Provincia di Torino e Comune di Ivrea.
In base agli annunci, Vodafone sembra muo­vere passi sicuri: cessione delle attività di back office e concentrazione delle energie aziendali verso i nuovi scenari profilati dal piano industriale. Primo fra tutti, l'ingresso della multinazionale nel mercato italiano della telefonia fissa. L'azienda tiene a precisare che «saranno garantite tutte le tutele di cui godono i lavoratori attualmente impiegati da Vodafone che passeranno a Comdata, a co­minciare dalla stabilità del lavoro». Più cauti rimangono i sindacati: secondo Eric Poli della Cgil, «il sindacato è contrario unitariamente all'operazione e chiede all'azienda di ritirare la procedura, che non ha sènso dal punto di vista industriale».
Dell'incontro con le istituzioni locali, nella serata di ieri l'unico resoconto è quello fornito da Vodafone che rassicura: «L'amministrato­re delegato Pietro Guindani ha illustrato a Regione, Provincia e Comune di Ivrea i detta­gli di un'operazione che rimane fortemente industriale e non, prevede, alcun disimpegno dal Canavese. I lavoratori di Ivrea avranno una nuova sede già individuata a poche centi­naia di metri da quella attuale». La sede eporediese di Vodafone Italia è quella su cui si concentrano i timori maggiori perché è quella più colpita, in proporzione, dal pro­cesso di esternalizzazione: 283 addetti su cir­ca 600. All'assemblea di ieri mattina ha porta­to un saluto il vescovo di Ivrea Arrigo Miglio, mentre ha preso la parola don Aldo D'Ottavio,membro della pastorale del lavoro della dio­cesi eporediese: «Il senso dell'operazione non è chiarissimo», ha detto il prelato richiaman­do la «responsabilità sociale delle impreseche rischia di venir meno rispetto alla logica del profitto».

Lettera a Prodi: «Che fa il governo?»

Venerdì 28 settembre 2007

"la nazione di pisa"

I dipendenti Vodafone stanno raccogliendo firme per una lettera da inviare al presidente del consiglio Romando Prodi chiedendo al governo di bloccare il processo di esternalizzazione messo in atto da «un'azienda in ottima salute che vuole così mascherare un taglio di personale. Chi ha fatto del lavoro una bandiera non può non attivarsi per rivedere la legge sulla cessione del ramo d'azienda, una mina vagante sulla testa di milioni di lavoratrici e lavoratori».

Pisa - Vodafone, il call center non risponde: 525 dipendenti incrociano le braccia

Venerdì 28 settembre 2007
"la nazione di pisa"

Braccio di ferro
Un giorno di sciopero (5 ottobre): «Difendiamo il posto di lavoro»
Esplode la protesta. Oggi assemblea e manifestazione

Perchè un'azienda come Vodafone, che incamera profitti stratosferici e cresce a una velocità quadrupla a quella del Pil italiano, può disfarsi da un giorno all'altro di 914 dipendenti, 'venduti' a una società di servizi attraverso un'operazione che maschera di fatto un taglio di personale a favore di aziende con soglie di diritti più basse in cui la stabilità occupazionale è decisamente più a rischio?». E' la domanda che i sinda­cati dei dipendenti Vodafone — a Pisa esiste una sede nella quale lavorano 525 persone—pongono al mondo politico a ogni livello perché «venga bloccato un disegno finalizzato alla mera rincorsa del profitto facile sulle spalle di lavoratori a 800-1000 euro al mese». Vodafone ha annunciato la vendita di un primo gruppo di 914 di­pendenti (che lavorano in cinque città): Pisa per adesso si è «salvata», ma Cgil, Cisl e Uil sono sicuri che si tratti, al di là delle rassicurazioni ufficiali, «dell'inizio di un graduale ridimensionamento del core business dell'azienda che si ridurrà alla sola gestione del marchio esternalizzando il più possibile» e rinunciando definitivamente a un valore «fondamentale quale la cura del cliente, da sempre elemento competitivo di Vodafone»,
Anche a Pisa dunque è scattata la mobilitazione a sostegno dei colleghi direttamente colpiti dai «tagli» e in difesa dei posti di lavoro della sede di Ospedaletto, aperta anni fa grazie al sostegno e al coinvolgimento di tutte le istituzioni locali. Istituzioni alle quali i sindacati chiedono oggi «un intervento forte in difesa dei lavoratori pisani» afferma Lorenzo Cantini (Slc-Cgil) annunciando che la Rsu, in attesa dello sciopero del 5, ha proclamato altre forme di protesta locali. Per questa mattina dalle 11.30 alle 12 è stata indetta un'assemblea davanti alla sedeVodafone con manifestazione sulla strada: i dipendenti attraverseranno ripetutamente le strisce pedonali rallentando il traffico. Sempre oggi dalle 15 alle 17 volantinaggio davanti al supermercato Esselunga (ex Standa) e raccolta di firme per la lettera a Prodi.

Quale futuro per i dipendenti Vodafone?

Venerdì 28 settembre 2007
lettera di Annalisa Ignelzi a “il gazzettino di padova”



Una questione molto sensibile e che coinvolge per ora 914 dipendenti Vodafone: l'azienda ci ha comunicato, da un giorno all'altro, che è pronta a vendere a Comdata rami della nostra azienda. Entro l'I novembre esternalizzerà il 10% delle attività e delle persone di back-office e da voci ufficiose, ma molto molto attendibili, entro marzo tutto il 190. Le cessioni riguardano i call-center di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli per adesso. Se questa cosa va in porto, tutte le aziende di grosso stampo saranno legittimate a muoversi in egual maniera. Entro il nuovo anno i circa 4500 dipendenti del cali-center Vodafone passeranno da contratto a tempo indeterminato ad aziende che vivono di commesse e che quindi da qui a poco potranno "legittimamente" dichiarare esuberi per mancanza di lavoro. Cosa che a Vodafone risulterebbe difficile, dato il parco clienti di 22 milioni! Non sappiamo ancora nulla, né la durata di accordo di armonizzazione con Comdata, né la sede di lavoro, ne se dopo i due anni di presunto contratto ci lasc­ranno tutti in mobilita dato che noi operatori di 5^ livello a tempo indeterminato andremo a lavorare con ragazzi di 3° livello a tempo determinato. Non sappiamo nulla del contratto che avremo perché attualmente non ci interessa, dato che siamo determinati a bloccare questo scempio! Ci saranno centinaia di persone senza lavoro. Ma Vodafone è tuttaltro che in passivo! Ha miliardi di utili! Ed ha intenzione di acquistare TELE2 per allargarsi con la rete fissa e lo farà acquistando per indotto anche tutti i suoi dipendenti mentre a noi ci venderà come merce scaduta! C'è da considerare che tutto ciò non sarebbe mai accaduto se solo la nuova legislazione avesse mantenuto la promessa di abolire la legge 30! E mi permetto di inserire una citazione dal libro di Beppe Grillo: "La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. A questa valutazione vi è poi da aggiungere una semplice constatazione: l'esternalizzazione colpisce una popolazione per quasi il 70% fatta di donne con un'età media di 33 anni. Il timore è quindi quello di essere di fronte solo ad un primo passo verso una più drastica riduzione del core business dell'azienda, con un ridimensionamento anche degli altri assetti strategici come IT e Rete.

giovedì 27 settembre 2007

Trattativa aperta e protesta in ottobre

Giovedì 27 ottobre 2007
"l'unità"

I lavoratori di Vodafone, il gigante della telefonia cellulare, sciopereranno il 5 ottobre contro il piano dell'azienda che prevede la cessione di alcune attività, operazione che coinvolge 914 dipendenti. Ieri si è svolto l'incontro tra Vodafone e sindacati. L'azienda ha dato la sua disponibilità a trovare un accordo, confermando il piano, le ragioni dell'operazione e le garanzie che verrebbero offerte ai dipendenti destinati ad essere tasferiti a Comdata. Dai sindacati è stata vanzata la richiesta di clausola di salvaguardia per i lavoratori intereessati alla cessione. Il negoziato tra le parti resta aperto.

Roma - Strike is Now 2

Giovedì 27 settembre 2007
tratto dal Comunicato Sindacale della RSU di Roma

Ciao a tutti,
Vorremmo fare un riepilogo di quanto sta accadendo (sara’ un po’ lungo) ma necessario per fare chiarezza.
Una collega ci ha riportato una dichiarazione di Codognotto, l’amministratore delegato di Comdata, che riteniamo utile che voi conosciate, riportiamo testualmente : “Il problema dell’Italia e’ il costo del lavoro – spiega Codognotto – Ecco perche’ abbiamo deciso di aprire un centro di contatto in Romania, in un centro universitario ai confini con la Moldavia: 300 persone che lavoreranno sulle applicazioni meno impegnative. Laggiu’ un laureato ci costa 4 euro all’ora: come si fa a non pensarci seriamente? E poi sono stati proprio i nostri clienti piu’ affezionati a suggerirci questa possibilita’.”
E poi sul Manifesto del 22/9 un delegato di comadata dichiarava: mentre alla Comdata sono tutti al secondo e terzo livello … e ci mancano ancora molti trattamenti rispetto a Vodafone – spiega – Non abbiamo i ticket mensa, il premio di risultato, il fondo sanitario, in media un salario e’ sui 940 euro contro i 1200 di Vodafone”
E non solo … leggete la dichiarazione fatta sul forum
www.vodafonepeople.gozzilla.it da una dipendente di Comdata: 26 Settembre 2007 13:12 Nome: Marina
“ciao a tutti,sono una dipendente comdata..avete tutto il mio appoggio in quello che scrivete..e' vero,siamo tutti precari senza NESSUNA sicurezza di stabilita',ci chiedono straordinari ad oltranza e quando prendiamo le busta paga dobbiamo farle leggere ad un commercialista perche' mancano SEMPRE delle ore e quindi dei soldi...addirittura stanno chiedendo di lavorare anche il settimo giorno della settimana...non ci sono sicurezza,non mollate!”
Ribadiamo che nella lettera pervenuta alla RSU L’azienda ha scritto: “ai lavoratori interessati al trasferimento sara’ mantenuto il CCNL dei servizi di telecomunicazione del 3 dicembre 2005 e i trattamenti economici e normativi complessivamente in atto”.
PERTANTO ALLE PERSONE CEDUTE VERRA’ MANTENUTO PRATICAMENTE QUASI TUTTO DEI DIRITTI DI VODAFONE cosi’ come detto dall’azienda all’incontro nazionale di ieri, PER TUTTO IL PERIODO DELLA COMMESSA, per la quale non e’ stata volutamente fornita informazione certa sulla durata.
ORA! Non dobbiamo concentrarci sul QUASI in quanto:
1) COSA SUCCEDERA’ QUANDO SALTERA’ LA COMMESSA?
2) PERCHE’ COMDATA DOVREBBE AVERE INTERESSE A MANTENERE 914 DIPENDENTI CHE COSTANO DECISAMENTE DI PIU’ DEGLI ALTRI 4000? NON SARA’ PIU’ CONVENIENTE PER LORO METTERE I COLLEGHI NELLE CONDIZIONI DI STANCARSI E DARE LE DIMISSIONI?
E’ TUTTO QUI IL PROBLEMA! ALTRO CHE CONDIZIONI DI TRASFERIMENTO! IN BALLO C’E’ MOLTO DI PIU’ DEL QUASI!!
In questi giorni sono girati diversi sms con informazioni NON CORRETTE cortesemente non fate partire sms senza aver parlato o condiviso il testo con qualche RSU!

(omissis, ndr)

Leggete sotto qui questa agenzia di stampa (molto interessante)
NOKIA: MINISTERO CHIEDE SOSPENSIONE PROCEDURE CESSIONE RAMI D’AZIENDA
(ANSA) - ROMA, 25 SET - Una sospensione dei termini di avvio della procedura per la cessione dei rami d'azienda e un incontro con i vertici finlandesi di Nokia Siemens. E' quanto ha chiesto il ministero dello Sviluppo economico ai rappresentanti della societa' in occasione di un incontro che si e' svolto oggi a Roma in Via Veneto tra le segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e le rappresentanze del dicastero e dell'azienda.
''L'amministratore delegato di Nokia-Siemens si e' impegnato a riportare ai vertici finlandesi le richieste del Ministero e a dare, nelle prossime ore, una prima risposta sulla sospensione dei termini della procedura'' hanno annunciato al termine dell'incontro i sindacati, chiedendo quindi che ''il livello di mobilitazione resti alto''.
(ANSA).
Chiediamo a tutti di fare un salto nello scontro! Qui in ballo c’e’ troppo per la vita dei colleghi attualmente coinvolti … ma anche per il futuro lavorativo di tutti!
Noi ci siamo e ci faremo sentire!!!!!!!!!!!

Ivrea - Vodafone, sciopero nazionale

Giovedì 27 settembre 2007
di Ri.Co. per "la sentinella del canavese"

E questa mattina ai cancelli ci sarà monsignor Miglio (Vescovo della Diocesi di Ivrea, ndr)
In novembre il passaggio dei lavoratori in Comdata

Il primo incontro a Roma, tra Vodafone, Comdata e le Organizzazioni Sindacali si chiude con un nulla di fatto. Le aziende illustrano il loro piano industriale, il sindacato conferma il giudizio negativo a questa esternalizzazione di Vodafone. Ad Ivrea, in novembre, saranno in 283 a passare da Vodafone a Comdata, nella sede ristrutturata dell'ultimo piano dell'ex mensa della Ico.
Il sindacato conferma anche lo sciopero nazionale del gruppo Vodafone, in programma per il 5 ottobre. Fino ad allora, si susseguiranno le manifestazioni: sabato, ad esempio, i lavoratori saranno a Torino, in via Roma, davanti alla sede di Vodafone One. Magliette ironiche sulla vendita sono già state stampate e ogni giorno, nei cambi turno, ci sono le assemblee volanti. Altre iniziative sono già in programma: dalla replica del "bimbo day" agli ingressi, all'interpretazione rigida del contratto di lavoro, pause comprese.
Lì, lungo via Jervis, i lavoratori raccolgono solidarietà. Da quella, rumorosa, dei clacson suonati dagli automobilisti invitati a dare così la loro adesione alla lotta, al passaggio di amministratori ed esponenti politici. Come quello, lunedì sera, dell'Onorevole del Prc (nonchè sindacalista metalmeccanica di lungo corso) Marilde Provera. Provera ha scosso la testa di fronte al racconto dei lavoratori dell'esternalizzazione di Vodafone, promesso un'interrogazione in commissione e una verifica sulla possibilità di promuovere un'audizione del numero uno di Vodafone. Questa mattina, tanto per continuare, alle 11 sarà ai cancelli di Vodafone il Vescovo di Ivrea Arrigo Miglio.
Ieri, invece, è stata una lunga giornata. L'incontro di Roma era infatti atteso con tante speranze. Di sapere e di capire. E i punti cardine della giornata possono essere riassunti nella conferma della cessione da parte di Vodafone degli oltre novecento lavoratori, duecentrottantatre dei quali di Ivrea. Comdata, per bocca dell'ad Fiorenzo Codognotto, ha precisato che livelli, benefit e retribuzioni non saranno toccati e ha candidato l'azienda a diventare partner strategico di riferimento nel customer care non solo per le più grandi società italiane, ma europee. Vodafone, da parte sua, ha confermato la "lunghissima durata" del contratto con Comdata e tutte le ambizioni del piano industriale già descritte nei giorni scorsi.
Il sindacato non si dichiara convinto. Eric Poli, Rsu SLC Cgil: "Abbiamo ribadito la nostra posizione contraria a questa esternalizzazione, ma, come avevamo già annunciato, ci siamo posti nell'ottica dell'ascolto della presentazione dei piani industriali. In ogni caso, noi chiediamo alle aziende di recedere da quella decisione". Richiesta che sembra essere vana considerato che le società hanno ribadito il compimento della procedura all'inzio di novembre insieme con la disponibilità a tenere un tavolo aperto per la trattiva sindacale.
Guidizio negativo anche di Monica Cat Genova, segretaria Fistel Cisl del Canavese: "La sede di Ivrea è quella dove l'impatto della cessione è maggiore. Noi riteniamo che vendere parti importanti di attività da parte di aziende economicamente solide non faccia parte di una strategia che possiamo condividere". Il futuro? "Abbiamo ancora tante domande che attendono risposte".

Ivrea - Le istituzioni in movimento. Incontri e mozioni.

Giovedì 27 settembre 2007
di Ri.Co per "la sentinella del canavese"

L'amministratore delegato di Comdata, Fiorenzo Codognotto, ha incontrato il presidente della Provincia Antonio Saitta. E' successo lunedì mattina. Oggi, giovedì, toccherà a Vodafone incontrare,in un colpo solo, i vertici di Provincia Regione e Comune di Ivrea. L'incontro era stato sollecitato dai tre assessorati per cercare di fare chiarezza dopo la notizia anticipata dal Sole 24 ore che annunciava il passaggio di novecentoquattordici lavoratori da Vodafone a Comdata.
Saitta, sull'incontro di lunedì, non si sbilancia. Afferma: "L'amministratore delegato di Comdata ci ha illustrato l'attività dell'azienda e ci ha garantito che si tratterà di occupazione stabile. Molti dettagli della cessione, però, sono coperti da riservatezza e lo stesso amministratore delegato non ha potuto essere prodigo di dettagli. Ora sentiremo Vodafone".
In Provincia, inatnto, il Consigliere Vilmo Chiarotto, insieme con altri colleghi di partito, ha presentato un'interrogazione urgente per sollecitare contatti per conoscere il piano industriale di Vodafone, mentre la conferenza dei capigruppo del consiglio comunale di Ivrea, nella riunione di lunedì scorso, ha deciso di redigere un ordine del giorno da portare in approvazione lunedì prossimo, primo ottobre.
Una mozione di solidarietà ai lavoratori Vodafone sarà anche discussa in consiglio comunale a Favria, convocato per il primo ottobre. la mozione è stata presentata dal capogruppo di minoranza Vittorio Bellone, anche rappresentante della Fistel. Nella mozione, si chiede al consiglio di esprimere una "netta condanna all'operato della multinazionale Vodafone per la strategia aziendale adottata". "Sarebbe bello - sottolinea Bellone - che tutti i consigli comunali della zona potessero esprimersi con un proprio documento".

Vodafone-sindacati match a Roma

Giovedì 27 settembre 2007
di Manuela Pomicino per "ilroma.net"


L’Ugl si unisce allo sciopero di Cgil, Cisl e Uil del prossimo 5 ottobre: nessuna apertura dall’azienda. Vodafone smentisce: non c’è rottura

Ugl ha proclamato lo sciopero dei dipendenti della Vodafone per il prossimo 5 ottobre, così come avevano già annunciato Cgil, Cisl e Uil. La decisione del segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Gianni Fortunato, al termine dell’incontro tra azienda e sindacati sulla vertenza che esternalizza circa mille dipendenti in tutta Italia. Fortunato spiega che «il tavolo delle trattative si è rotto a causa della totale chiusura dell’azienda. Vodafone infatti non solo ha confermato l’intenzione di cedere 914 lavoratori, ma ha anche respinto la nostra richiesta di inserire almeno una clausola di salvaguardia per il loro eventuale rientro in caso di problemi». L’azienda, smentisce spiegando in una nota che non c’è alcuna rottura con il sindacato. Afferma inoltre che durante l’incontro ha illustrato le motivazioni dell’operazione, ribadendo la piena disponibilità al dialogo con i sindacati per giungere ad un accordo. Vodafone intende cedere un ramo d’azienda alla Comdata. È il motivo per cui i circa 200 dipendenti della sede Vodafone di Pozzuoli sono in agitazione da giorni. Temono di perdere il posto di lavoro nel giro di due o cinque anni. In Campania anche i Cobas hanno avuto in incontro con i lavoratori di Fiat e di Vodafone. Coinvolto anche l’assessore regionale al lavoro Corrado Gabriele al quale i Cobas hanno chiesto un intervento della Regione per le due vertenze.
«Non avrebbe senso progettare dei licenziamenti- rassicura Paolo Carminati, Responsabile Comunicazione e marketing di Comdata - sarebbe come avere corteggiato a lungo una donna per poi abbandonarla. Abbiamo lavorato molto per acquisire quelle strutture di Vodafone, con delle specifiche competenze, in particolare di gestione di servizi di backoffice, non rinunceremmo di certo a risorse umane che detengono quel tipo di know how. Sono competenze che a noi servono e che abbiamo volutamente ricercato con questa partnership ». Carminati ha preso parte ieri al convegno “Il ruolo dei call center come sviluppo del business e delle risorse umane” organizzato da Cmmc all’Unione industriali di Napoli. Le tensioni tra lavoratori e Vodafone non saranno però stemperate da questa dichiarazione. La legge sulle acquisizioni di rami industriali prevede infatti che la nuova azienda possa licenziare i dipendenti nell’arco temporale che va dai 2 ai 5 anni successivi alla cessione. «Questa eventualità c’è, così come c’è l’eventualità che il Vesuvio possa eruttare – aggiunge il manager - la norma esiste, ma, ripeto, non avremmo alcun interesse a disfarci di risorse con quel tipo di competenze che servono alla nostra azienda, e per le quali abbiamo fortemente
voluto l’acquisizione di quella struttura». La Comdata, nata nel 1987, con le sue 16 sedi in tutto il territorio nazionale, è una realtà in forte crescita, con un fatturato in costante aumento: dai circa 21 milioni di euro nel 2002 ai 130 milioni nel 2006, e una previsione per il 2007 di 200 milioni di euro di fatturato. «Dei nostri 4mila dipendenti, circa il 70% lavora a tempi indeterminato. Abbiamo stabilizzato oltre 3mila risorse, mentre si è detto che Comdata utilizza contratti a progetto. Ho molto rispetto per tutti i lavoratori, ho lavorato molti anni in
Olivetti e conosco la sensazione di precarietà, ma è anche giusto che si sappia bene di cosa si sta parlando. Sviluppare e valorizzare le risorse interne è cruciale per il nostro successo, le risorse umane rappresentano il core business della nostra azienda». La Comdata, che da circa 7 anni collabora con Vodafone gestendo alcuni servizi in outsourcing, ha di recente acquisito la Selfin di Caserta, con i suoi 146 dipendenti.
«L’operazione in corso con Vodafone, insieme alla recente acquisizione di Selfin- ha concluso Carminati- avrà sicuramente ricadute positive sul territorio».

Napoli - Vodafone, l'azienda contesta lo sciopero dei dipendenti

Mercoledì 26 settembre 2007
di Pa.Ca. per "il mattino di napoli"

Resta aperta la vertenza tra i dipendenti di Vodafone Italia e i vertici aziendali. Ieri gli operatori hanno ricevuto le prime lettere di contestazione per aver partecipato allo sciopero di venerdì scorso senza rispettare le procedure legali. E gli si contesta anche il picchettaggio, che ha impedito ai lavoratori l'ingresso nello stabilimento. "E' disapprovata la mancata osservanza della legge 146 - spiega Enzo Matarazzo, responsabile Cobas - questa regola degli scioperi dei servizi pubblici essenziali, stabilendone tempi e modalità. Ma, volendo osservare la norma, la manifestazione sarebbe slittata al 2 ottobre mentre c'era l'esigenza di dare subito una risposta all'azienda". Si attendono eventuali giustificazioni dei lavoratori, che hanno delegato la risposta ai legali. Queste le possibili sanzioni disciplinari: una multa o una sospensione dal lavoro da uno a tre giorni. L'azienda chiarisce: "Abbiamo seguito le norme che regolano gli scioperi. Non vi sarebbero state sanzioni disciplinari solo se fosse stata rispettata". "L'accordo con Comdata non diminuisce l'importanza del lavoro svolto dai nostri 914 colleghi - continua Vodafone - il trasferiemento di attività e persone garantirà stabili condizioni di lavoro. Tutte le persone che faranno parte di Comdata saranno dipendenti a tempo indeterminato". Per oggi è intanto previsto un nuovo incontro con i sindacati.

Padova - Sciopero e "presidi" il 5 ottobre

Mercoledi' 26 settembre 2007
"il gazzettino di padova"

Si acuisce lo scontro sindacale tra la Vodafone e una parte dei suoi dipendenti impiegati nei servizi di customer care che l'azienda di telefonia ha deciso di esternalizzare all'impresa piemontese Comdata. Ieri infatti c'è stato un tentativo di mediazione al ministero del lavoro che però è fallito, e cossì le rappresentanze sindacali hanno stabilito di indire uno sciopero di sedici ore: otto per il 5 ottobre e l'altra metà il 12 ottobre. "La battaglia - dice Stefano Mazzucato, rappresentante della Fistel Cisl - è appena iniziata. Oltre allo sciopero abbiamo deciso di disdire l'accordo che avevamo firmato con Vodafone il 13 settembre riguardo i fondi impresa destinato alla formazione. L'azienda infatti sapeva benissimo che due giorni dopo avrebbe ceduto parte dei suoi servizi ad un'altra azienda, e nonostante questo non ci ha detto nulla". Oltre alla manifestazione nazionale il 5 ottobre i dipendenti Vodafone che rimarranno a Padova pur aderendo allo sciopero presidieranno il punto vendita dell'azienda di telefonia mobile di via Roma.

Sciopero di Venerdì 5 ottobre 2007: Manifestazione Nazionale a Milano

Mercoledì 26 settembre 2007
dal Comunicato delle Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL

Vi informiamo che lo sciopero indetto per il 5 ottobre 2007 riguardante l’intero gruppo Vodafone (comprese Catania e Pisa) è, da verifiche ulteriori fatte, pienamente legittimo.
Per tanto vi invitiamo alla massima mobilitazione ed informazione dei lavoratori.
La manifestazione nazionale del 5 p.v. si svolgerà a Milano. Seguiranno informazioni organizzative.
La successiva iniziativa, come già deciso, si svolgerà a Roma.

mercoledì 26 settembre 2007

Esito incontro OO.SS. - Direzione Aziendale del 26.09.2007

Mercoledi 26 settembre 2007
dal Comunicato delle Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL


In data odierna si è svolto l’incontro previsto dalla procedura ex art. 47 Legge 428 del dicembre 1990 sull’esternalizzazione del ramo d’azienda concernente le attività BACK-OFFICE.
L’Azienda dopo l’illustrazione del Piano Industriale e delle linee strategiche, ha presentato la dirigenza di Comdata acquirente del ramo d’azienda denominato BACK-OFFICE.
Le OO.SS hanno ribadito la contrarietà al progetto, inoltre VODAFONE ha comunicato i numeri dei lavoratori interessati all’esternalizzazione:

Milano 117 Persone
Ivrea 283 Persone
Padova 148 Persone
Roma 273 Persone
Napoli 93 Persone

Totale 914 su 4600 lavoratori impiegati nei complessivi 8 call center

Di questi 914, 864 sono operatori ("Rep"), 50 Team Leader.

Ivrea - "...Assemblea dai toni molto accesi..."

.
di Andrea Atzei, "Rete Canavese", .
durata filmato 00°03'52"

"...Temono condizioni di lavoro peggiori..."

.
., "TGR Rai del Piemonte", .
durata filmato 00°01'45"




Preoccupati i dipendenti del call center Vodafone di Ivrea dopo che la società ha annunciato la cessione a Comdata, temono condizioni di lavoro peggiori.

S'infiamma la polemica sul lavoro in Vodafone

Martedì 25 settembre 2007
"punto-informatico.it"



Le strategie occupazionali di Vodafone qui in Italia stanno incontrando una fortissima opposizione: il progetto di esternalizzazione dei servizi forniti da circa 900 persone, ossia il passaggio degli stessi ad un'altra impresa, ha spinto i lavoratori alla mobilitazione. Dopo l'appoggio dei sindacati, ieri hanno ottenuto anche quello di Rifondazione Comunista.Salvatore Bonadonna (PRC), vicepresidente della commissione Finanze del Senato, dopo aver incontrato i lavoratori che manifestavano a Roma si è scagliato contro le strategie dell'azienda: "Dopo Telecom anche Vodafone esternalizza il personale. Circa 900 lavoratori rischiano di essere ceduti ad una azienda esterna passando di fatto all'instabilità dell'occupazione e alla precarietà". Bonadonna non usa mezzi termini: "Ormai - ha dichiarato - è la strada che prendono le imprese anche quando realizzano profitti di livello stratosferico, da una parte campagne pubblicitarie e aggressione al mercato per conquistare altre fette, dall'altra aggressione alle lavoratrici e ai lavoratori per diffondere insicurezza e precarietà". "Da parte di Rifondazione comunista - ha anche sottolineato - non si tratta solo di esprimere ai lavoratori solidarietà, ma di aprire un confronto anche con il Ministero del Lavoro e intanto promuovere un incontro con i rappresentanti dei lavoratori nelle sedi delle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato".

I lavoratori Vodafone si stanno mobilitando in varie città, da Pisa a Milano, da Napoli a Roma fino a Padova, e naturalmente anche su Internet. A loro dire la cessione a Comdata di una serie di servizi, a cui seguirà secondo fonti sindacali l'intera cessione del servizio 190 dell'azienda, consentirà a Vodafone di avere mano più libera per successivi tagli e riduzioni. Una visione che l'azienda contesta. A suo dire, infatti, quella con Comdata è una partnership sul lungo periodo che porterà non solo benefici ai lavoratori interessati dall'esternalizzazione ma anche consentirà a Vodafone di focalizzarsi sulla crescita, con molte nuove assunzioni che sarebbero in cantiere. L'azienda ha anche negato che si vogliano cedere tutti i call center e ha sottolineato come l'esternalizzazione sia stata comunicata ai sindacati secondo i termini di legge. Ha anche assicurato che i dipendenti potranno contare su condizioni stabili di lavoro presso la propria partner.

Vodafone: nessuna rottura con i sindacati, apertura al dialogo

Mercoledì 26 settembre 2007
di Red per "Agenzia Italia"


Vodafone Italia ha incontrato le Organizzazioni Sindacali di Categoria per effettuare l’esame congiunto relativo alla cessione del ramo di azienda che comprende i processi amministrativi di supporto alla gestione del cliente e la gestione del credito. L’azienda ha illustrato le motivazioni dell’operazione, ribadendo la piena disponibilita’ al dialogo con i Sindacati per giungere ad un accordo.

Fortunato (UGL), sciopero generale il 5 ottobre

Mercoledì 26 ottobre 2007
di Mas per "Agenzia Italia"



L’Ugl proclama lo sciopero generale dei lavoratori di Vodafone per il 5 ottobre prossimo. Lo ha dichiarato il segretario nazionale dell’Ugl Telecomunicazioni, Gianni Fortunato, aggiungendo che “oggi il tavolo delle trattative si e’ rotto di fronte alla totale chiusura dell’azienda. Vodafone, infatti, non solo ha confermato l’intenzione di cedere 914 lavoratori, ma ha anche respinto la nostra richiesta di inserire almeno una clausola di salvaguardia per il loro eventuale rientro in caso di problemi?”. “L’Ugl - conclude Fortunato - e’ decisa a difendere fino in fondo i diritti dei lavoratori di Roma, Napoli, Milano, Padova e Ivrea che dal primo novembre verranno ceduti a Comdata. L’azienda, infatti, tratta questi dipendenti come delle pedine, senza nessuna considerazione per l’impatto sociale e economico che queste decisioni produrranno”.

"...una grave situazione di instabilità interna..."

Mercoledì 26 settembre 2007
di Pierluigi Tolardo per "zeusnews.it"


Sciopero della Vodafone
Il dipendenti dell'azienda effettueranno una giornata intera di sciopero il 5 ottobre, contro la cessione a Comdata del 10% della forza lavoro.

Il coordinamento dei rappresentanti sindacali Vodafone ha scelto la linea dura contro il progetto aziendale di esternalizzazione del back office, che prevede la cessione a Comdata di circa il 10% dei dipendenti.
Il 5 ottobre è stato proclamato uno sciopero nazionale di tutta Vodafone, per l'intera giornata, con altri presìdi e manifestazioni dopo quelli spontanei, con blocchi stradali, attuati a Pozzuoli come a Ivrea e a Padova, dopo la notizia della volontà di esternalizzare una quota così consistente di dipendenti.
Per Guindani e Colao, vertici del gruppo Vodafone a livello nazionale ed europeo, la difficile scelta se continuare in uno scontro che potrebbe portare a una grave situazione di instabilità interna, compromettendo anche i risultati di fine anno, o recedere in nome del recupero della pace sociale. Certo, questo si preannuncia come solo il primo di una non breve serie di scioperi
.

Vodafone e la favola di Biancaneve

Martedi 25 settembre 2007
"cellman.it"



Apprendiamo con la ricezione del comunicato sindacale che tutti i dipendenti Vodafone il 5 ottobre saranno in sciopero per un turno.
In un documento, distribuito dalle associazione sindacali e di diffusione presso parlamentari e responsabili amministrativi delle zone dove ha sede Vodafone, si elencano alcuni punti interessanti.
Sarà aperto un C/C su cio i dipendenti Vodafone verseranno denari allo scopo di informare i cittadini con campagne stampa della loro situazione.
Immaginiamo gia' due lettori ai giardini con il giornale in mano dove da una parte vedi Gattuso che conta le SLK e sull'altro un dipendente di Call Center tra vent'anni costretto ad aprire i cassonetti per vivere!
Quello pero' che fa inorridire è leggere un richiamo ai colleghi nel rispettare la legge 626 che impone soste dopo 120 minuti di lavoro al terminale.
Ecco l'identikit del dipendente "trombato": 33 anni di media, in maggioranza donne e di cultura medio alta.

Era bello chiamare il 190 e sentire una voce giovane , fortemente aziendalista e pronta davvero a risolvere tutti i problemi del cliente.
Cliente che a questo punto, consapevole di pagare molto di piu' che con gli altri gestori, apprezzava il servizio.

Se il servizio scade e se la dirigenza Vodafone uccide Biancaneve e la sua favola per quale motivo dobbiamo pagare di più?

C'e' veramente da meditare!

Disdetta accordo su formazione finanziata Fondimpresa

Martedi 25 settembre 2007
Lettera delle Segreterie Nazionali a "Fondimpresa"
Spett.le
Fondimpresa
c.a. Consiglieri CGIL-CISL-UIL
Spett. le
VODAFONE S.p.A.
Oggetto: disdetta accordo sottoscritto in data 13-9-07
su la formazione finanziata da Fondimpresa.

Con la presente vi comunichiamo le nostre decisioni di disdettare l’accordo sulla formazione finanziata e sottoscritto con le RSU il giorno 13 settembre 2007.
La decisione è conseguente al processo di esternalizzazione delle attività di B.OFFICE comunicataci con l’apertura di procedura del 17 settembre 2007.
Il tentativo di restringimento del perimetro aziendale di fatto modifica gli accordi sottoscritti sulla formazione che pertanto riteniamo superati.
Copia della presente sarà inviata ai rappresentanti di CGIL-CISL-UIL nel consiglio di Fondimpresa al fine di non autorizzare le erogazioni per il progetto formativo di Vodafone.

Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL
FISTEL-CISL
UILCOM-UIL

Comunicato delle Segreterie Nazionali e del Coordinamento Nazionale RSU

Martedi' 25 settembre 2007
Comunicato delle Segreterie Nazionali e del Coordinamento Nazionale delle RSU

Ordine del Giorno

Le Segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL insieme al Coordinamento Nazionale delle RSU del gruppo Vodafone riunite a Roma il 25 settembre 2007, ritengono il progetto di esternalizzazione delle attività di back office presentato dall’azienda: ingiusto socialmente, grave sindacalmente, sbagliato in termini di prospettive industriali e rischioso per la sopravvivenza dell’impresa così come conosciuta finora e apprezzata dal mercato.

Ingiusta socialmente perché colpisce quasi mille lavoratori, in maggioranza donna e di età media di 33 anni, mettendone a rischio il futuro occupazionale e professionale.
Grave in termini sindacali perché è un’operazione che colpisce una popolazione di lavoratori da sempre impegnata nel difendere i propri diritti e la propria dignità, con una forte cultura sindacale.
Sbagliata in termini industriali perché, con questa esternalizzazione, si impoverisce l’azienda in termini di qualità ed efficienza, svuotando un asset fondamentale quale la cura del cliente, da sempre elemento competitivo di Vodafone.
Rischiosa per la sopravvivenza dell’attuale modello Vodafone, in quanto l’esternalizzazione proposta rappresenta solo l’inizio di un graduale ridimensionamento del core business aziendale che colpirà il customer care, l’IT e le Rete, riducendosi alla sola gestione del marchio.

Per queste ragioni le Segreterie Nazionali e il Coordinamento Nazionale delle RSU chiedono all’azienda di sospendere la cessione e invitano tutti i lavoratori del gruppo alla mobilitazione, e le istituzioni, il Governo e l’opinione pubblica ad intervenire, affinché un patrimonio di diritti, tutele, conoscenze e professionalità non venga disperso.
Tale documento sarà consegnato all’impresa durante l’incontro previsto per domani 26 settembre.

Le Segreterie Nazionali e il Coordinamento Nazionale RSU hanno quindi deciso, oltre che di continuare con le iniziative locali già programmate, il seguente percorso nazionale di mobilitazione:

- lancio di una campagna straordinaria di sottoscrizione tra i lavoratori Vodafone per l’acquisto di spazi pubblicitari sui media. Nei prossimi giorni sarà aperto un apposito conto corrente;
- presidi e volantinaggi davanti a tutti i punti Vodafone il prossimo sabato, 29 settembre;
- invito generalizzato a tutti i lavoratori del rispetto rigoroso delle norme di legge sulle pause 626 (interruzione dopo 120 minuti);
- indizione di un percorso di assemblee a sostegno dello sciopero e della manifestazione nazionale in programma per il prossimo 5 ottobre;
- sciopero nazionale per tutta la giornata e per tutte le aree dell’azienda il prossimo 5 ottobre 2007, con manifestazione nazionale a Roma o a Milano (seguiranno nelle prossime ore maggiori informazioni);
- indizione di una seconda giornata di sciopero e proclamazione del blocco per un mese degli straordinari e delle prestazioni notturne e programmate, nel rispetto delle norme di legge sul diritto allo sciopero nei settori regolati.

Il Coordinamento Nazionale ha inoltre dato mandato alle Segreterie Nazionali di ritirare il proprio consenso all’accordo sulla formazione finanziata (Fondimpresa) recentemente sottoscritto, in quanto riferito ad un perimetro aziendale oggi a rischio di modifica.

Il presente documento sarà inviato, già nelle prossime ore, a tutti i deputati e senatori del Paese, ai Presidenti di Camera e Senato, ai rappresentanti del Governo, ai Sindaci delle città dove ha sede il gruppo Vodafone.

Approvato all’unanimità

martedì 25 settembre 2007

Proclamato lo sciopero nazionale per Venerdi 5 Ottobre 2007

Martedi 25 settembre 2007
Comunicato delle Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL

VODAFONE OMNITEL N.V.
Direzione Risorse Umane e Organizzazione
Relazioni Industriali
Segretario Generale
Ministero delle Comunicazioni
Alla Commissione di Garanzia
per l'attuazione della legge sullo
sciopero nei servizi pubblici essenziali

OGGETTO: Dichiarazione di sciopero

MOTIVAZIONI: Esternalizzazioni call center e riduzione perimetro aziendale.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano per il giorno 5 ottobre 2007 lo
sciopero a livello nazionale per l’intero turno di lavoro di tutto il personale di Vodafone Omnitel NV.

Le scriventi dichiarano di aver esperito con Vodafone Omnitel NV le procedure di
raffreddamento il 21.9.2007 e con il Ministero del Lavoro il tentativo di conciliazione in data 25.9.2007
con esito
negativo.
La presente comunicazione vale come preavviso ai sensi della Legge 83/2000 e
precedenti ed in base alla Regolamentazione Provvisoria di cui alla delibera della Commissione di
Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (Seduta del 25 luglio

2002).

Distinti saluti.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

Tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro

Martedi 25 settembre 2007
Comunicato incontro azienda-oo.ss. presso il ministero del lavoro

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro
Divisione VIII

Comunicato

Il giorno 25 settembre 2007, presso il m
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, alla presenza delle Dr.sse Caterina Piselli e Francesca Cirelli, della Direzione Generale delle condizioni di lavoro
tra
le OO.SS SLC CGIL rappresentata dal Sig. Gianfranco Valente, FISTEL CISL rappresentata dal Sig. Giancarlo Mauro e UILCOM UIL rappresentata dal Sig. Vittorio Spigone
e
Vodafone Omnitel N.V. spa rappresentata dal Dr. Massimo Forbicini e dal Dr. Pino Mercuri ed assistita dall'Unione degli Industriali di Roma nella persona del Dr. Ubaldo Marvardi
e' stat indetta una riunione per esperire il tentativo di conciliazione di cui all'art.1, comma 4, legge 83-2000, di modifica dell'art. 2 legge n.146-1990, in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, ed alla Regolamentazione provvisoria di cui alla deliberazione della Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali del 25 luglio 2002, con riferimento alla cessione di ramo di azienda dell estrutture di back office e di gestione del credito all'interno del customer care, in favore di Comdata.
Detta riunione e' successiva alla fase di raffreddamento, richiesta dalle stesse OO.SS. alla Vodafone Omnitel N.V. spa, ed esperita in sede aziendale in data 21 settembre 2007.

L'azienda al riguardo precisa che questa operazione si inserisce nell'ambito di un Piano industriale di sviluppo e, pertanto, da' la sua piena disponibilita' ad un incontro sindacale finalizzato ad un accordo per il mantenimento delle condizioni di lavoro e dei trattamenti economici e normativi dei lavoratori oggetto del trasferimento.

Le OO.SS. manifestano il piu' totale dissenso sullàoperazione, la piu' netta contrarietà alla frammentazione dell'azienda, esprimendo timori sulle prospettive occupazionali di Vodafone ed in particolare sul futuro dei lavoratori oggetto della cessione del ramo d'azienda e forti dubbi sugli obiettivi di sviluppo dichiarati dall'Azienda sul Piano industriale.

Il Ministero, sentite le Parti, registra l'impossibilità di pervenire ad una soluzione conciliativa e le invita a ridurre al minimo i disagi per l'utenza, in sintonia con i principi informatori della legge 83-2000.

Roma, Martedì 25 Settembre 2007: Coordinamento Nazionale Segreterie Nazionali e RSU Vodafone

***Inizio della riunione ore 10.00***

Iniziati i lavori del coordinamento. Aggiornamenti entro la giornata.

Aggiornamento delle ore 17.00, terminati i lavori del coordinamento

Il documento finale della riunione verrà pubblicato non appena disponibile.

Pubblicata dichiarazione di sciopero per il 05.10.2007

914 lavoratori della Vodafone a rischio

Martedi 25 settembre 2007
di Raffaele Pirozzi, "comunicati-stampa.net"



Tra precarietà, abbassamento dei livelli di inquadramento, minor salario e costo del lavoro.

La decisione di Vodafone di esternalizzare alcune lavorazioni comporta che, circa 914 lavoratori, abbiano livelli di inquadramento e salari più bassi e questo è inaccettabile per i lavoratori, le Organizzazioni sindacali ed i cittadini.La decisione della Vodafone, un'azienda che fattura più di 8 miliardi di euro , è grave. Non è possibile pensare che la legge sulla cessione del ramo d’azienda, nata per salvare il posto di lavoro ai dipendenti di imprese in crisi, venga utilizzata per speculare, trasformando lavoro stabile in lavoro precario e trasferendo il rischio d'impresa dal datore di lavoro ai dipendenti. I lavoratori di Vodafone, sulla sicurezza del posto di lavoro stabile e soprattutto su un determinato livello di retribuzione, hanno costruito tutto il loro futuro che è, oggi, messo in discussione. L'azienda che intende assumere applica un livello contrattuale ben più basso (2º o 3º livello) rispetto a quello applicato in Vodafone (dove si applica il 5º).Questo comporta un abbassamento dei livelli salariali : dagli attuali 1.200 Euro netti al mese agli 800/1000 . La gravità dell’operazione sta in una dichiarazione di Codognotto AD di Comdata: "Il problema dell'Italia è il costo del lavoro. Ecco perché abbiamo deciso di aprire un centro universitario in Romania ai confini con la Moldavia : 300 persone che lavoreranno sulle applicazioni meno impegnative; perché un laureato costa 4 euro all'ora” -ed aggiungiamo -con diritti sindacali molto limitati. Chiediamo al Ministro del lavoro, la cui sensibilità è nota, di attivare un tavolo di trattativa per offrire serenità ai 914 lavoratori ed alle loro famiglie ed affrontare le questioni che sono in discussione. Non è tollerabile che l’Italia rincorre le altre Nazioni sul piano del costo del lavoro e dei diritti sindacali, perché su questo piano non solo non sono disponibili i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali ma l’Italia sarà perdente
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lunedì 24 settembre 2007

Vodafone, una tagliatrice di teste

Lunedì 24 settembre 2007
di Marzia Bonacci per "aprileonline.info"


L'azienda leader nel settore delle Tlc ha intenzione di cedere 914 lavoratori del suo call center ad una società terza. Una decisione che per loro potrebbe tradursi nella perdita del posto e in un futuro incerto, ma che trova giustificazione nella legge 30.

Una multinazionale florida leader nel settore delle Telecomunicazioni, capace di vantare un utile di oltre 4 miliardi e una serie di attività in tutto il mondo. Un'azienda dunque ricca, in attivo, in crescita, che però si dimostra anche pronta a sacrificare personale e diritti nascondendosi dietro vuote formule industriali: cessioni di rami d'azienda o esternalizzazioni, che nella pratica si traducono in vite umane sospese per la fine della sicurezza di un lavoro ma anche di un progetto futuro. Questa è Vodafone, quella della celebre campagna pubblicitaria del "tutto intorno a te", un abbraccio simbolico attorno a un cliente che si vuole coccolare, lisciare, abbindolare sulle spalle però del sacrificio di centinaia di lavoratori. La società delle Tcl ha infatti scelto di procede alla cessione di un ramo d'azienda esternalizzando 914 impiegati del suo call center, i quali saranno dal 1 novembre ceduti alla Comdata, società che offre diversi servizi fra i quali i centralini informativi. Tanto per rendere l'idea, si sta parlando del 20% dei lavoratori del call center e del 10% della forza lavoro nazionale. Una decisione che preoccupa i lavoratori coinvolti perché spesso questo passaggio a terzi finisce per trasformarsi nel sacrificio degli impiegati ceduti, che vedono interrotto il loro contratto o vengono costretti a condizioni di lavoro notevolmente peggiori. Di questa prossima "decapitazione del personale" abbiamo parlato con Roberto Di Palma, Rsu-Cgil della Vodafone di Roma, in prima fila nella battaglia per la difesa dei lavoratori del call center a rischio cessione.
Come ci spiega, il passaggio a Comdata, che collabora per altro da tempo con Vodafone, è un processo assolutamente rischioso perché "sebbene la società abbia sostenuto che lascerà invariati lo stipendio e i diritti dei lavoratori soggetti a questa procedura, noi sappiamo perfettamente che potrebbe avvenire il contrario visto che nel corso degli anni la Comdata certo non si è distinta per la tutela dei diritti dei lavoratori". "Il rischio -ci dice - è che questa cessione di ramo d'azienda possa tradursi molto presto nella trasformazione in un ramo secco, come troppe volte è successo nella storia dell'Italia recente". Cosa potrebbe accadere è abbastanza chiaro del resto: "Vodafone consegna questi 914 lavoratori a Comdata per farle fare il cosiddetto 'lavoro sporco', cioè si offrono i lavoratori ad una società terza e poi, nel giro di due-tre anni, la stessa commessa ti avverte che Vodafone ha trovato un'altra società dove il lavoro costa meno, per cui se vuoi mantenere il tuo posto devi essere licenziato e riassunto la mattina dopo, con il 20% della retribuzione in meno e una decurtazione dei diritti". A rendere ingiustificata l'azione industriale, sottolinea il rappresentante sindacale, è la stessa condizione economica vissuta dalla Vodafone, "la quale ha ottenuto 4 miliardi e 300 milioni di utili annuali e ha visto trasformato in utile il 50% di quello che ha introitato". Rendendosi conto della debolezza delle proprie argomentazioni, soprattutto se riferite alle condizioni economiche vissute, la Vodafone ha comunque sostenuto che la decisione di esternalizzare i suoi impiegati nascerebbe da una necessità di rispondere, con un contenimento dei costi, alla diminuzione dei margini sul minuto telefonico che si starebbe assottigliando progressivamente. Una motivazione senza fondamento però, perché "nello stesso giorno in cui l'azienda dichiarava l'esternalizzazione di 914 persone con la scusa del dover far cassa, al contempo esponeva un piano industriale che prevede 2500 nuove assunzioni per l'inserimento della società nella rete fissa".
A sostegno della propria scelta, la Vodafone si è appellata alla legge 30 che, come ci spiega Di Palma, "ha consentito una deregolamentazione della cessione di ramo d'azienda. Non a caso si sono avute quattro sentenze della Cassazione che hanno dato ragione ai lavoratori e hanno evidenziato come questa deregolamentazione di cessione cozzerebbe con altre norme. Prima della legge 30 infatti la cessione di ramo d'azienda era maggiormente limitata e vincolata, oggi al contrario per attuarla basta solo il raggiungimento di un accordo tra chi vende e chi compra, il tutto sulla testa degli impiegati". Ancora una volta, dunque, sono i call center a rappresentare il fanalino di coda nelle condizioni di lavoro, bacino lacunoso e opaco del rispetto dei diritti. Eppure fino ad oggi, pur con tutti i suoi limiti, la Vodafone era stata una piccola isola quasi felice: "negli anni passati - sostiene Di Palma - anche grazie alle nostre lotte sindacali siamo riusciti a strappare condizioni di lavoro superiori rispetto ad altri colleghi impiegati in altri call center. Il panorama legislativo però ci ha impedito di estendere queste nostre conquiste, cosicché oggi siamo noi ad essere assimilati alle condizioni peggiori degli altri lavoratori". Per rispondere a questo, l'unica ricetta secondo Di Palma è che "la lotta dei call center sia globale e coinvolga l'intero settore, non a caso stiamo ricevendo la solidarietà dei lavoratori di altre compagnie, e stiamo ipotizzando uno sciopero del settore delle Tlc". Qualcosa si muove, soprattutto perché "in questi anni si è cominciata a sviluppare una coscienza sindacale che ha prodotto risultati importanti: gli scioperi organizzati fino ad oggi hanno avuto un buon esito nel call center. La partecipazione dei colleghi è anche discretamente critica, ma è il sale delle scelte che si prendono. Il problema è che in molti hanno creduto alle lusinghe dell'azienda e quindi questa decisione per loro è stata una vera e propria doccia fredda, che noi speriamo abbia contribuito ad aprire gli occhi rispetto alle condizioni di lavoro vissute da molti impiegati". Molto probabilmente questo velo di maya è già stato lacerato.

Vodafone, l’ora della mobilitazione

Lunedì 24 settembre 2007
di Rita Cola per "l'espresso local - la sentinella del canavese"



Ivrea - Assemblee, volantini, cartelli ai cancelli E mercoledì c’è la trattativa con il sindacato.

Totti aiutaci. Chissà se ‘er Pupone’ si sarà fatto un’idea delle istanze dei lavoratori, ma certo è che i ragazzi di Vodafone sono intenzionati a tenere duro. Continuano con la mobilitazione, cercando di inventarsi cose nuove e a effetto per tenere alta l’attenzione sul caso, proprio sullo stile tanto pubblicizzato ‘tutto intorno a te’. D’altra parte, lo sta facendo anche la stessa azienda. La parola d’ordine di Vodafone, sul territorio, è: rassicurare. Probabilmente anche con qualche risultato.In questi giorni, Vodafone e Comdata hanno parlato parecchio con politici e istituzioni. La partita sul piatto è grossa: novecentoquattordici lavoratori addetti ad alcune attività del customer care saranno cedute a Comdata. Per Vodafone è liberarsi di attività non più giudicate core business e concentrarsi su un ambizioso piano industriale che punta sull’integrazione tra fisso e mobile. Per Comdata è il consolidamento di una partnership sul lungo periodo.Questa mattina, i vertici Comdata incontreranno il presidente della Provincia Antonio Saitta. La sera, probabilmente intorno alle venti, la parlamentare di Rifondazione Comunista Marilde Provera, sindacalista di lungo corso nella Fiom, in città per un dibattito, vedrà i lavoratori ai cancelli.Perchè i lavoratori sono preoccupati. Prima ancora di vedere un’incognita in questa cessione di attività importanti di una multinazionale della telefonia mobile, vedono un precedente. Su questo puntano molto le organizzazioni sindacali che hanno già proclamato uno sciopero e avviato le procedure davanti alla Commissione nazionale di garanzia.E’ la prima volta che un’azienda di telefonia così grande cede parte di un’attività che per lungo tempo ha giudicato strategica. E in un mercato impazzito come quello delle telecomunicazioni temono possa avere effetti dirompenti. Se poi a questo si aggiunge che il territorio canavesano ha vissuto lo spezzatino Olivetti e soprattutto lo ha subìto senza avere la forza di programmare una reazione capace di invertire la rotta, il mix è ancora più esplosivo.I ragazzi di Vodafone, per ora, protestano, si arrabbiano, si amareggiano. C’è chi si interroga e si chiede: «Ma le aziende possono venderci come se fossimo una merce qualsiasi? Senza chiederci il consenso?». Si, si può.Giovedì hanno dato vita ad un paio di assemblee all’ingresso di via Jervis. E’ una mobilitazione così, fatta di fantasia e di passione. Sabato mattina, ai cancelli, ci sono venuti con i figli sul passeggino, una sorta di ‘bimbo day’ fuori dal perimetro aziendale, per dimostrare che il lavoro è vita e la vita è anche quella fatta delle certezze della quotidianità, comprese le difficoltà di far quadrare gli orari (del call center) con i tempi della città che non sono mai troppo favorevoli alle donne.In via Jervis hanno più volte bloccato le auto per dare loro i volantini. Volantini colorati anche nei giorni successivi. Eric Poli, Rsu, si prepara al coordinamento di tutti i rappresentanti sindacali in programma per domani, martedì, in vista dell’incontro con Vodafone, previsto per mercoledì: «Ivrea sarà una delle sedi più colpite dalla cessione. Saranno circa duecentocinquanta i lavoratori che passeranno a Comdata. Sono addetti alla linea dedicata ai rivenditori, alle chiamate ad alto contenuto tecnico. Noi ci chiediamo se non sia l’inizio di un nuovo spezzatino».

Esternalizzazione: lettera delle Organizzazioni Sindacali al Ministero del Lavoro

Venerdì 21 settembre 2007
Lettera delle Segreterie Nazionali al Ministero del Lavoro
Spett.le Min.ro del Lavoro
p.c.: Spett.le Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
p.c.: Vodafone Omnitel N.V.
p.c.: UIR

OGGETTO: Sciopero presso Vodafone indetto dalle Segreterie Nazionali SLC-FISTEL-UILCOM in data 17 settembre 2007 -09-21

In riferimento alla Procedura di raffreddamento esperita in data odierna con Vodafone presso l’Unione Industriale di Roma con esito negativo, si chiede l’incontro di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, come previsto dalle norme e leggi vigenti.

Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL

Esternalizzazione: risposta alla lettera delle Organizzazioni Sindacali

Giovedì 20 settembre 2007
lettera di convocazione dell'unione industriali di roma alle organizzazioni sindacali

da: Unione Industriali delle Imprese di Roma
a: SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL Nazionali
e p.c. Vodafone Omnitel N.V.

Oggetto: Trasferimento di ramo d'azienda da Vodafone Omnitel N.V. a Comdata S.p.A. - Procedura ex art 47 legge n. 428/90.

Ci riferiamo alla nostra lettera del 17 u.s., con cui la nostra associata Vodafone Omnitel N.V. ha comunicato l'aintenzione di effettuare il trasferimento di ramo d'azienda alla società Comdata S.p.A.
In riferimento alla vostra richiesta di incontro, realtiva alla procedura in oggetto, vi convochiamo in nome e per conto della Vodafone Omnite N.V. e della Comdata S.p.A., per il giorno Mercoledì 26 settembre 2007, alle ore 10.00, presso la nostra sede - via andrea noale 206, Roma - per l'espletamento dell'esame congiunto di cui all'art. 47 citato.
Sarà vostra cura informare dell'incontro le vostre strutture territoriali interessate.
Distinti saluti.

Vodafone: si va allo sciopero

Sabato 22 settembre 2007
"la nazione edizione di pisa"

Muro contro muro.
Dopo l'annucio dell'azienda di "vendere" servizi e dipendenti di cinque città.

I dipendenti Vodafone scendono in sciopero per respingere il piano che prevede la cessione di un ramo d'azienda e di importanti attività - 914 dipendenti di cinque città saranno "venduti" alla società Comdata - e per chiedere una mobilitazione di tutte le istituzioni pisane e dei partiti politici in difesa dei 525 posti di lavoro esistenti nella sede Vodafone di Ospedaletto.. la data del giorno di astensione dal lavoro verrà comunicata dai sindacati all'inizio della prossima settimana. "E' vero che Pisa non è al momento toccata da questa operazione, ma nessuno dei nostri colleghi coinvolti a Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli, fino al giorno prima. aveva il minimo sospetto di quello che sarebbe accaduto" dichiara Lorenzo Cantini, rappresentante sindacale della Slc-Cgil. "Oggi - aggiunge - ci sentiamo tutti precari" e poco convincenti agli occhi dei lavoratori appaiono i messaggi tranquillizanti diffusi dall'azienda a proposito della sede di Pisa. "Si stanno facendo a pezzi le attività di customer care: come potrà funzionare il servizio clienti senza il supporto delle attività amministrative che l'azienda sta per esternalizzare?" si chiede l'esponente sindacale.
Intanto sale la protesta: "Giovedì ha scioperato la sede di Napoli, e la prossima settimana tocca a noi". Un primo assaggio si avrà già oggi: la Rsu di Pisa ha organizzato un volantinaggio in Corso Italia, dalle 11 alle 13 davanti al negozio "Vodafone One" "per denunciare e far conoscere a tutta la città quello che sta accadendo. Il call center di Ospedaletto - continua Cantini - è stato aperto con il sostegno e il coinvolgimento di tutte le istituzioni pisane ed è dunque patrimonio della città. Chiediamo che il sindaco e l'intero mondo politico si facciano carico di difendere il lavoro che oltre 500 persone svolgono con professionalità e competenza. Chiediamo che la difesa della sede Vodafone di Pisa diventi uno dei temi centrali della campagna elettorale per le amministrative del 2008. Non vogliamo essere ceduti nè esternalizzati ad aziende che lavorano spesso su commesse, terminate le quali, possono iniziziare le procedure di esubero del personale con l'epilogo che tutti possono facilemente immaginare. Una esternalizzazione in questi termini è solo un licenziamento mascherato".
I sindacati chiamano alla mobilitazione e invitano a visitare il blog gestito dalle Rsu all'indirizzo http://vodafonepeople.blogspot.com/

Napoli - Vodafone, sciopero ad oltranza

Sabato 22 settembre 2007
di Nuviana Arrichiello per il "giornale di napoli"

Paralisi e caos ieri in vai Campi Flegrei a Pozzuoli per la protesta dei dipendenti della società di telefonia Vodafone all'esterno della sede dell'ex Olivetti. Centinaia di impiegati hanno preso parte allo sciopero indetto dai sindacati Cgil-Cisl-Uil e Cobas contro l'esternalizzazione da parte del colosso di telefonia di un ramo aziendale alla società Comdata. A partire dalle otto di ieri il presidio organizzato all'esterno dell'ex comprensorio Olivetti, dove hanno sede anche altre aziende italiane, ha letteralmente mandato nel caos la viabilità cittadina rendendo necessario l'intervento dei Vigili urbani del comando puteolano che hanno invitato i manifestanti a proseguire la vertenza nei viali della "cittadella aziendale" in modo da favorire anche l'ingresso dei dipendenti delle altre compagnie nei rispettivi uffici.
"L'adesione alla protesta di ieri mattina dei dipendenti di Vodafone Pozzuoli - spiega Antonio Granato Rsu-Cgil, in prima linea contro lo "scorporo" aziendale - ha raggiunto il 100%. Il picchetto dei lavoratori è duratao ad oltranza, fino alla fine dell'ultimo turno lavorativo delle 24 ed il call center è rimasto inattivo per tutta la giornata". I sindacati hanno fatto inoltre sapere di aver inviato una lettera alla segreteria della Presidenza della Repubblica in modo da chiarire l'attuale posizione di circa 200 dipendenti di Pozzuoli e, soprattutto, con la speranza che "quello che sta avvenendo in Vodafone non possa accadere in altre aziende" aggiungono i sindacalisti che polemizzano: "E' assurdo che un colosso della telefonia "venda"i suoi dipendenti ad un'azienda minore come la Comdata, il cui futuro resta incerto, e allo stesso tempo investa migliaia di euro in spot pubblicitari e campagne promozionali".
Intanto questa mattina è prevista una mega-manifestazione che partirà dal punto vendita Vodafone di via Roma e che proseguirà per le vie cittadine. Un'iniziativa promossa anche nelle altre città d'Italia dove hanno sede i rami aziendali di Vodafone Italia che saranno esternalizzati alla Comdata assieme ai loro novecento dipendenti. Lunedì, poi, ci sarà un'altra assemblea generale negli uffici di via Campi Flegrei durante la quale si procederà all'organizzazione di una protesta congiunta che potrebbe tenersi mercoledì prossimo nella Capitale.
Una folta delegazione flegrea prenderà poi parte ad un incontro previsto al ministero delle Comunicazioni durante il quale saranno esposti i problemi dell'azienda. Intanto, sempre nella giornata di ieri, in merito allo sciopero generale dei dipendenti, i vertici aziendali hanno tenuto a precisare, in una nota, che l'accordo con Comdata non riguarda la cessione di cinque call center in tutta iTalia quanto piuttosto "una collaborazione strategica a lungo termine" con un'azienda che ha lunga esperienza a riguardo. "Non c'è - si aggiunge - alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell'Italia per il Gruppo e non c'è nessun piano di drastica riduzione dei perimetri aziendali. Anzi, il piano strategico di Vodafone Italia è tutto orientato allo sviluppo e sostenuto da un ambizioso piano di investimenti. I dipendenti intereessati manterranno condizioni stabili di lavoro. Inoltre - conclude la nota - le cinque sedi di Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli non subiranno alcuna modifica".
Si è conclusa proprio con queste poche righe emesse dai "boss" aziendali una giornata "nera" all'insegna di proteste e scioperi che, come preannunciato, non finiranno qui.

Napoli - "Un'interrogazione alla Iervolino sul futuro degli impiegati"

Sabato 22 settembre 2007
di Nuar per "il giornale di napoli"

Le reazioni politiche.
Lamura (AN): situazione inaccettabile. Di Marzio (DS): solo una manovra per indebolire le parti sindacali.

La vicenda di Vodafone Pozzuoli ha sollevato un polverone di polemiche nel mondo politico con reazioni forti a sostegno dei lavoratori che hanno investito e puntato tutto sulla loro attività professionale, l'unica certezza della vita che in questo momento sembra essere quantomeno traballante. Ad alzare la voce è stato Carlo Lamura, consigliere di An al Comune di Napoli: "E' una situazione molto preoccupante. Occorre che gli enti locali facciano sentire la loro voce a favore dei lavoratori di Vodafone e di ogni altra azienda del settore al fine di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e favorire concrete prospettive di sviluppo del comporta delle telecomunicazioni sul territorio della nostra regione". "Ho presentato - conclude Lamura - un'interrogazione urgente al sindaco Iervolino per affrontare immediatamente la vicenda così come ho presentato un ordine del giorno, già sottoscritto da tutte le forze politiche, che sarà discusso nella prossima seduta del consiglio comunale di Napoli, prevista per lunedì prossimo". Lo segue a ruota anche Emilio Di Marzio, consigliere dei Ds al comune di Napoli, che, esprimendo tutta la sua solidarietà alla protesta sindacale di ieri mattina ,ha precisato: "La cessione dell'intero ramo aziendale, senza alcuna apparente giustificazione economica e senza alcuna interlocuzione con le parti sindacali ad una piccola società satellite, a mio avviso, ha come chiaro scopo di indebolire la loro posizione professionale e sindacale e di preludere, anche se non in breve, ad un immotivato taglio del personale". "Mi unisco - conclude - all'appello dei sindacati al Presidente Napolitano e agli assessorati al lavoro della Regione, della Provincia e del Comune perchè scongiurino tale evenienza". Per Diego Venanzoni, segretario dell'Udeur di Napoli bisogna fermarsi ad "ascoltare le ragioni dei lavoratori Vodafone in merito al trasferimento di attività. Seguima - prosegue - con attenzione gli sviluppi della vicenda legata al paventato piano di dismissione avviato da Vodafone, che coinvolge 914 dipendenti di tutta Italia tra cui la sede puteolana". "Attiverò - conclude - tutte le iniziative mirate alla soluzione della questione, contribuendo affinchè la vicenda non venga ulteriormente strumentalizzata". Solidarietà è stata espressa anche da Francesco Barra, coordinatore provinciale della Sinistra Democratica: "Bisogna operare affinchè ogni forma di precarietà e di sfruttamento nel mondo del lavoro possa essere debellata".

Esternalizzazione, tutti i retroscena del caso Vodafone/Comdata

Lunedì 24 settembre 2007
"portel.it"


Certamente non hanno perso il senso dell’umorismo i dipendenti Vodafone, affidando a un’inserzione pubblicata su eBay http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&rd=1&item=260162707042&ssPageName=STRK:MESE:IT&ih=016 [1] la loro preoccupazione.
Il messaggio riporta della cessione a Comdata da parte di Vodafone i cosiddetti servizi di back office. Si parla di tutto il supporto tecnico, del supporto ai rivenditori e, appunto del back office, dal primo novembre, per un totale di 914 dipendenti. Ma sembra che il passaggio di proprietà riguardi, entro pochi mesi, tutto il servizio 190.
Sono le regole del mercato, baby, direbbe qualcuno. E, in effetti lo sono: esternalizzare i servizi forniti alla clientela è una pratica assolutamente lecita e generalmente conveniente per far crescere il valore di una azienda. Gli stessi servizi forniti da un’azienda esterna permettono di considerarli come costi a bilancio, dunque eliminabili o riducibili in qualsiasi momento e molto più facilmente di una dismissione di personale dipendente interno.
Ed è una pratica che evita noiose trattative sindacali, sulla quale i lavoratori e i loro rappresentanti poco possono fare.

914 dipendenti rappresentano circa il 10% del totale della forza lavoro impiegata in Italia e il 20% del totale degli addetti al call center.
La notizia è trapelata da metà settembre e ora i dipendenti stanno iniziando ad attuare le conseguenti forme di protesta amplificate dai blog http://vodafonepeople.blogspot.com/ [2] e http://www.vodafonepeople.gozzilla.it/ [3].
I lavoratori della sede di Pozzuoli hanno protestato, sabato è stato organizzato un presidio fuori dal negozio Vodafone One di via Del Corso a Roma (leggi i dettagli nella seguente news: www.portel.it/news/nuove-tariffe/09-2007/vodafone-esternalizza-ed-i-lavoratori-insorgono.html [4]).
I sindacati si preoccupano del futuro della merce di scambio: sarà trattata allo stesso modo, ne sarà ancora garantito il numero, e per quanto?
Inoltre i sindacati chiedono una giustificazione a questa mossa visto che i conti di Vodafone sono decisamente buoni. L’azienda risponde che la mossa rientra nello sviluppo del piano sindacale che prevede investimenti nell’area della banda larga mobile e dell’integrazione fisso-mobile con l’assunzione di 2500 nuovi lavoratori.
Comdata è un’azienda Ict torinese con 4mila lavoratori a disposizione e 200 milioni di euro di fatturato e 136 milioni di ricavi nel 2006.
L’azienda è fornitore di Vodafone dalla prima ora, dai tempi in cui si chiamava Omnitel e, infatti, il fondatore Fiorenzo Codognotto parla, secondo il Sole 24 Ore, di “rafforzamento della partnership industriale”.
Nell’ultimo anno Comdata ha acquisito due aziende It molto specializzate, Met Sogeda e Selfin, di cui peraltro ha salvato tutti i dipendenti, e ha cercato nuovo partner finanziario a cui cedere il 20/30% di quote, senza risultato. Conseguentemente i soci hanno deciso di aumentare le loro quote di capitale. Codognotto, insieme alla moglie Laura Trentin, ora posseggono il 40% del gruppo, Enrico Savaral il 32%, Gianfilippo Cuneo il 20%.
È evidente che dietro queste mosse si nasconde una strategia che non può essere documentata dalle carte ufficiali. Oggi ha portato solo all’acquisizione delle attività di call center di Vodafone, e domani?

domenica 23 settembre 2007

E a Napoli scattano presidi e mobilitazioni

Sabato 22 settembre 2007
di Ilaria Urbani per "il manifesto.it"


Tecnicamente si tratterebbe di «una collaborazione strategica a lungo termine». Dopo una giornata di mobilitazione nell'ex comprensorio dell'Olivetti di Pozzuoli, in provincia di Napoli, questa precisazione da parte dei vertici della Vodafone suona quasi come un'offesa. Dopo ore e ore di picchetti davanti ai cancelli degli uffici di via Campi Flegrei e via Fascione i quasi settecento lavoratori dei call center che hanno protestato ieri dalle prime ore del mattino dovrebbero star tranquilli: la Comdata, l'azienda torinese che dovrebbe acquistare il costumer service, avrebbe solo fatto un'offerta e nessuna cessione sarebbe in atto. Il condizionale è d'obbligo dal momento che la manifestazione di ieri è stata il risultato di un processo, arrivato dopo decine di iniziative dei lavoratori insieme con i sindacati proprio perché voci accreditate da mesi invece parlerebbero di cessione di ramo d'azienda in favore della società torinese. L'accordo che mette in vendita i settori della gestione clienti e del recupero crediti metterebbe a rischio cento posti di lavoro solo a Napoli, mille in tutta Italia ovvero il 10% dei posti di lavoro su tutto il territorio nazionale. «Appare chiaro- ha detto Gianluca Daniele Segretario Generale Slc Cgil Campania - che l'azione intrapresa da Vodafone risulta del tutto inaccettabile, infatti attraverso l'istituto della cessione di ramo d'azienda surrettiziamente si punta a licenziare 914 dipendenti, mettendo fuori dall'azienda tutte le attività più qualificate che si svolgono nel Customer-Care ed inoltre scaricando totalmente sui lavoratori l'operazione di ristrutturazione. Nei prossimi giorni saremo impegnati in tutte le azioni tese a fermare il processo e ci attiveremo a tutti i livelli per sensibilizzare le Istituzioni circa la modifica della normativa relativa alla cessione di ramo d'azienda». L'iniziativa di ieri mattina con la quale «si è deciso di forzare la legge 146» è stata preceduta giovedì sera da una fiaccolata alla quale hanno partecipato oltre 500 persone tra lavoratori e cittadini. «La situazione è allarmante - spiega Lucio Criscuolo dell Slc Cgil Napoli - E qualche mese prima si sono gonfiati i settori, specialmente con trasferimenti di lavoratori portatori di handicap o di chi è ritenuto scomodo perché vicino alle strutture sindacali». La protesta dei lavoratori di Pozzuoli oggi si sposta al centro di Napoli dove è stata proclamata una manifestazione in via Roma e da lunedì i lavoratori terranno assemblee a giorni alterni per decidere le prossime iniziative di lotta. «L'azienda - dice Antonio Granato, rappresentante della Cgil Tlc - sta procedendo contro le indicazioni di mercato e le intese intercorse con i rappresentanti dei lavoratori. Ci opporremo in ogni modo alla speculazione in atto». Una situazione che la Vodafone tiene puntualmente a smentire sottolineando che «non c'è in vista nessuna drastica riduzione dei perimetri aziendali. Anzi, il piano strategico di Vodafone Italia è tutto orientato allo sviluppo e sostenuto da un ambizioso piano di investimenti. I dipendenti interessati manterranno condizioni stabili di lavoro: ovvero manterranno il contratto tlc e i trattamenti economici e normativi attuali. Inoltre le cinque sedi di lavoro, Milano, Ivrea, Padova, Roma, e Napoli non subiranno alcuna modifica». Allora, scusa il disturbo.

«Strike is now»

Domenica 23 settembre 2007
"iltempo.it"



Parafrasando in uno striscione lo slogan di un fortunato spot pubblicitario della loro compagnia telefonica, oltre cento lavoratori della Vodafone Italia hanno manifestato ieri pomeriggio in piazza San Lorenzo in Lucina, di fronte al negozio Vodafone One più grande di Roma, per protestare contro la prevista esternalizzazione di 914 lavoratori del call center dell'azienda in tutta Italia. «La maggior parte di noi ha contratti a tempo indeterminato - dice uno dei manifestanti - l'azienda ci ha proposto di passare ad un'altra società perché vuole esternalizzare il servizio di call-center, temiamo che in futuro i nostri nuovi datori di lavoro ci passeranno ad un regime contrattuale più precario». «È una questione di prospettive, non vogliamo diventare tutti lavoratori a tempo determinato - dice un altro operatore del call center - l'azienda ha degli utili significativi, non capiamo perché ci vogliono mandare via». A Roma sono circa 250 i lavoratori del call center di Vodafone Italia che sarebbero coinvolti nell'esternalizazione del servizio. La manifestazione, in pieno centro storico, ha riscosso consensi tra i passanti di via del Corso. Decine e decine di persone a più riprese si sono fermate e, tra gli applausi dei manifestanti, hanno mostrato alla folla il loro cellulare per poi spegnerlo platealmente in segno di solidarietà con i lavoratori Vodafone, così come richiedevano simpaticamente gli operatori del call center di Vodafone Italia. A spegnere i cellulari con i manifestanti, giovanissimi in cerca di un applauso, coppie a passeggio per lo shopping del sabato e turisti. A breve in piazza San Lorenzo in Lucina è attesa anche l'esibizione musicale di alcuni componenti della «Titubanda».

Esternalizzazioni: la protesta dei Lavoratori Vodafone

Sabato 22 settembre 2007
"romauno.tv"



Roma - Come luogo della protesta hanno scelto non a caso piazza san lorenzo in lucina di fronte al punto vodafone più grande di roma quello all'incrocio con via del corso.

Vodafone, Bonadonna (Prc): "Azienda esternalizza 900 lavoratori. La questione venga immediatamente affrontata in Parlamento"

Sabato 22 settembre 2007
di Red per "asgmedia.it"



Il vicepresidente della Commissione Finanze del Senato, Salvatore Bonadonna (Partito della Rifondazione comunista Sinistra europea), dopo aver incontrato i lavoratori della Vodafone alla manifestazione di oggi pomeriggio a Roma, in piazza San Lorenzo in Lucina, ha dichiarato:"Dopo Telecom anche Vodafone esternalizza il personale. Circa 900 lavoratori rischiano di essere ceduti ad una azienda esterna passando di fatto all'instabilità dell'occupazione e alla precarietà. Questa ormai è la strada che prendono le imprese anche quando realizzano profitti di livello stratosferico. Da una parte campagne pubblicitarie e aggressione al mercato per conquistare altre fette, dall'altra aggressione alle lavoratrici e ai lavoratori per diffondere insicurezza e precarietà. Da parte mia e di Rifondazione comunista non si tratta solo di esprimere ai lavoratori solidarietà, ma di aprire un confronto anche con il Ministero del Lavoro e intanto promuovere un incontro con i rappresentanti dei lavoratori nelle sedi delle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato"

Assemblea alla Vodafone di Pisa

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., "50canale.tv", .
durata filmato 00°01'34"



I dipendenti sono preoccupati per le ultime scelte dell'azienda.

Bologna - Mobilitazione dei Lavoratori Vodafone

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., "TGR Rai dell'Emilia-Romagna", .
durata filmato 00°01'05"



Assemblea dei lavoratori e manifestazione in via corticella.

Napoli - Venanzoni: “Ascoltare ragioni dei lavoratori Vodafone"

Domenica 23 settembre 2007
"caserta news.it"



Seguiamo con attenzione gli sviluppi della vicenda legata al paventato piano di dismissione di attività specialistiche avviato da Vodafone,che coinvolgerebbe 914 dipendenti di alcune sedi,tra cui Napoli – dichiara il Segretario Cittadino UDEUR – Diego Venanzoni. L’ avvio della prevista concertazione con le Organizzazioni Sindacali di categoria è di ottimo auspicio affinché vengano trovate soluzioni ragionate che possano coniugare i progetti di sviluppo dell’Azienda a quelli,sacrosanti, dei dipendenti,garantendo stabili condizioni di lavoro e di miglioramento professionale – ribadisce il rappresentante del Campanile. In quest’ottica considero prioritario,che si ascoltino le ragioni dei dipendenti interessati,avvalendosi delle potenzialità di ognuno,nel rispetto dei ruoli. Pertanto, nel mio ruolo istituzionale e di “ Vodafone “ attiverò tutte le iniziative mirate alla soluzione della questione,contribuendo,affinchè la vicenda non venga ulteriormente strumentalizzata. – conclude il Capogruppo Udeur al Consiglio Comunale.

Le cessioni in Vodafone

Venerdì 21 settembre 2007
lettera al "gazzettino edizione di padova"



Sono un dipendente Vodafone a tempo indeterminato, che da quasi 10 anni é in forza presso il call center di Padova. In questi giorni si dava per imminente la cessione da Vodafone a Comdata di 914 lavoratori impiegati in tutta Italia da anni nelle attività di back-office del gruppo di telefonia mobile. In queste ore, i nostri sindacati di categoria, dopo che é stata data loro informazione da Vodafone stessa, ci hanno dato comunicazione che la cessione a Comdata di interi rami d'azienda avverrà già entro novembre con la sola assicurazione di poter lavorare nella stessa città, con un contratto forse non più telecomunicazioni ma di pari valore economico, valevole per un minimo termine biennale secondo i termini di legge, e con un futuro fatto solo di incertezze. Numerose attività di back office, con centinaia di lavoratori impiegati in questo settore, nelle sedi di Ivrea, Padova, Milano, Roma e Napoli si ritroveranno ad essere esternalizzati dopo anni di onorato servizio, dopo aver fatto guadagnare miliardi a Vodafone attraverso la propria indubbia e indiscussa professionalità, e con il dubbio di non saper cosa dire alle loro famiglie e ai loro figli, quando tra due anni se non prima probabilmente si ritroveranno senza un lavoro e con il problema di non saper come pagare il mutuo della propria casa. Beffa delle beffe, pare che parallelamente alla cessione di noi lavoratori all'esterna Comdata, Vodafone sia intenzionata ad acquistare l'infrastruttura di Tele2 in Spagna e in Italia per poter offrire servizi a banda larga ai suoi clienti mobili. La decisione di Vodafone sarebbe quindi predisposta da tempo con l'intenzione di cedere centinaia di dipendenti e contemporaneamente fregiarsi di voler fare 2500 nuove assunzioni per la rete fissa con una minuziosa e mirata operazione di spostamento anche di delegati sindacali e lavoratori sindacalizzati verso il ramo che si intende esternalizzare. Meno male che, in tempi non sospetti, l'azienda ci ricordava sempre che la nostra era un'isola felice e che noi lavoratori di Vodafone lavoravamo in un'azienda sana che aveva dei sani principi. E per fortuna che eravamo diversi da tutti gli altri, ci dicevano che eravamo persone in grado di cambiare il mondo. Tornando con i piedi per terra, siamo solo "persone in grado di cambiare lavoro".
Un futuro
ex dipendente Vodafone

Vodafone perde pezzi. I lavoratori in lotta

Sabato 22 settembre 2007
di Antonio Sciotto per "il manifesto"



«Pulizia sindacale» e cessione di ramo d'azienda. 914 i lavoratori «ceduti». Ma i diritti restano a Vodafone, che continua a macinare utili.

I lavoratori Vodafone sono decisi: la cessione di ramo d'azienda (914 dipendenti, il «10% del personale) deve essere stoppata. In uscita quelli che si occupano del «back office», il lavoro amministrativo sulle pratiche dei clienti. Gli operatori verranno venduti alla Comdata, società specializzata nei servizi in outsourcing. La notizia è stata anticipata la settimana scorsa su il Sole 24 Ore dall'ad di Vodafone, Pietro Guindani, e la conferma è giunta questa settimana con una lettera alle Rsu. Nelle 5 sedi interessate - Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli - si sono moltiplicate le assemblee e Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil preannunciano uno sciopero nazionale a partire dal 2 ottobre. Il direttivo Slc Cgil sottolinea che Vodafone non è in crisi: nel 2006 ha fatto 4 miliardi di euro di utili, e paventa il rischio di nuove future cessioni. Inoltre sarebbe scattata la «fase 2» di una sorta di «pulizia sindacale», iniziata già qualche anno fa con il cambio del contratto e l'estromissione dei metalmeccanici, in special modo la Fiom, particolarmente conflittuale. La Slc, denuncia che diversi delegati sono stati deviati improvvisamente sui rami da esternalizzare. Interpellata dal manifesto, Vodafone risponde che è in atto la «focalizzazione» sul proprio core business, fatto di assistenza diretta ai clienti, e nella lettera ai dipendenti assicura che i ceduti conserveranno «tutti i trattamenti economici e normativi in atto»: per gli individuali lo prevede la legge, per quelli collettivi si vuole proporre come «ottimo influenzatore». Per mantenere la promessa ci vorrà un processo di armonizzazione firmato anche da Comdata e dai sindacati e Comdata avrebbe costi molto alti. L'azienda spiega poi «che non sono previste altre cessioni come ventilano voci circolanti nei blog, tantomeno del 190», mentre assicura di stare lavorando con Comdata, partner decennale, per un'alleanza industriale pluriennale di solida tenuta. Infine respinge le accuse di aver deviato ad hoc sindacalisti verso la cessione: «C'era già un'autonomia funzionale del ramo d'azienda, senza ricorrere alla legge 30, e i trasferimenti ci sono stati negli ultimi anni, non un mese fa».A Roma i lavoratori sono preoccupatissimi: 200 in uscita. Oggi ci sarà un presidio davanti al negozio di Via Del Corso: «Indosseremo cartelli con scritto «Vendesi» - spiega Roberto Di Palma, delegato Slc - visto che grazie alla liberalizzazione delle cessioni permessa dalla legge 30, anche Vodafone ormai esternalizza». A Ivrea, aggiunge Elvira Russo, andrebbero fuori in 250, compresa lei stessa e altri due delegati: «Mi hanno spostata al back office solo 6 mesi fa - spiega - e diversi altri iscritti o simpatizzanti del sindacato sono stati trasferiti negli ultimi mesi. Anche a Padova usciranno alcuni delegati».Perché sono preoccupati i lavoratori? «Non basta conservare i trattamenti - riprende Di Palma - Fra qualche anno Comdata potrebbe dire ai lavoratori trasferiti che non ha più commesse Vodafone, e così licenziare». «Con Vodafone - conclude Russo - abbiamo una storia di conquiste: il fondo solidarietà, i ticket mensa, i turni mamma, i permessi studio, le maggiorazioni domenicali e per le flessibilità. Un patrimonio che temiamo di perdere». Comdata (fondata nel 1987) è infatti molto più piccola di Vodafone e tutta basata sulle commesse: gli ex Vodafone arriverebbero forti di un quinto livello e pieni di benefit, mentre alla Comdata sono tutti al secondo o terzo livello e senza integrativo. Comdata ha 18 sedi e oltre 4 mila dipendenti. Un fatturato di 130 milioni di euro nel 2006, ne prevede 200 quest'anno. Briciole rispetto all'ultimo fatturato Vodafone: 8 miliardi di euro. Fabio Ceretto, delegato Slc della Comdata di Ivrea, ci spiega che la società ha firmato quest'anno un importante accordo di stabilizzazione, portando il 60% del personale al tempo indeterminato e passando chi aveva più di 18 mesi di anzianità dal secondo al terzo livello. «Ma ci mancano ancora molti trattamenti rispetto a Vodafone - spiega - Non abbiamo i ticket mensa, il premio di risultato, il fondo sanitario: in media il salario è sui 940 euro, contro i 1200 Vodafone». L'eventuale ingresso dei 914 Vodafone spingerà Comdata a equiparare i trattamenti dei suoi 4 mila dipendenti - il costo sarebbe molto alto - o al contrario cercherà di limare al ribasso i diritti dei neoarrivati? Dice Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc Cgil: «Poniamo anche un problema industriale: non è che cominciano dal back office, per poi passare agli altri call center, alla Rete, all'It? Il settore è redditizio ma ormai è quasi saturo: e allora o si punta sulla qualità (finora Vodafone lo ha fatto) o sul taglio dei costi. Se si traforma in un'azienda leggera 'tutta marchio', anche la qualità ne risentirà».

sabato 22 settembre 2007

Vodafone / SLC-CGIL: protesta a Roma contro esternalizzazioni

Sabato 22 settembre 2007
"apcom / alice notizie"



Almeno 400 lavoratori davanti a negozio in via del Corso

Erano almeno 400 i lavoratori di Vodafone Italia che hanno manifestato nel pomeriggio davanti al negozio "Vodafone One" di via del Corso a Roma. Lo afferma in una nota la Slc-Cgil, sottolineando le ragioni di una protesta dovuta alle esternalizzazioni decise dalla società.
"I lavoratori sono infuriati con Vodafone - afferma Roberto Di Palma, rappresentante sindacale della Slc-Cgil - perché l'azienda ha cominciato a vendere lavoratori e non più traffico telefonico. Lo sappiamo bene che queste cessioni di ramo d'azienda diventano in pochi anni rami secchi ed è per questo motivo che i tutti i lavoratori Vodafone metteranno in campo tutte le lotte necessarie per difendere il posto di lavoro".
La mobilitazione e le manifestazioni, aggiunge la Slc-Cgil, proseguiranno nel territorio fino allo sciopero nazionale.

Roma - «Passante spegni il cellulare». Manifestazione in centro contro la Vodafone

Sabato 22 settembre 2007
"ilmessaggero.it"



Sono scesi in piazza e hanno manifestato contro il gestore di telefonia Vodafone per la volontà di vendere una parte delle attivtà del gruppo dove lavorano 914 dipendenti. Con un presidio in piazza San Lorenzo in Lucina di fianco al negozio Vodafone circa cento dei 230 operatori del call center romano di Vodafone Italia hanno accusato di aver «venduto 914 dei suoi lavoratori, appartenenti a cinque diversi call center in tutta Italia, ad un'altra società». «È una vergogna - dice Antonella Pizzino, una delle lavoratrici - lunedì siamo venuti a sapere da un giornale che l'azienda Comdata aveva acquistato il servizio clienti di Vodafone con 914 lavoratori impiegati in cinque call center: Milano, Ivrea, Roma, Napoli e Padova. Noi non lo sapevamo; ne abbiamo avuto notizia lunedì pomeriggio attraverso la lettera di cessione». I lavoratori ora temono che, con questa cessione vi sia «minore stabilità e minori garanzie» perchè spiega ancora la Pizzino, «siamo tutti lavoratori a tempo indeterminato, mentre la legge 30 prevede che vengano assicurate, da sei mesi a un anno, le stesse garanzie che i lavoratori avevano con il precedente datore di lavoro». A chi passeggiava per il Corso hanno gridato «passante spegni il cellulare» i lavoratori del call center romano di Vodafone Italia hanno chiesto a chi passeggiava in via del Corso davanti al loro presidio un gesto di solidarietà alla loro causa.Molti passanti sono apparsi confusi ma dopo le spiegazioni dei manifestanti hanno accetato di aderire alla protesta contro la «cessione di 914 lavoratori di cinque call center vodafone» ad una società esterna. Secondo la portavoce dei manifestanti il prossimo 26 settembre ci dovrebbe essere l'incontro tra le parti sociali e i rappresentanti dell'azienda per discutere del futuro dei 914 lavoratori

Lavoro: dipendenti Vodafone sul piede di guerra

Sabato 22 settembre 2007
di Renato Cavallo per "Videocomunicazioni.com" agenzia video giornalistica


Manifestazione di protesta all’esterno del centro Olivetti di via Campi Flegrei organizzata dai dipendenti della Vodafone Italia. I lavoratori, al termine del sit-in, hanno proseguito la protesta all’interno della struttura con assemblee e dibattiti per valutare la vertenza in atto con l’azienda e le nuove forme di lotta da attuare nei prossimi giorni. A Pozzuoli, su circa mille dipendenti, a causa dell’esternalizzazione che la Vodafone intenderebbe attuare, rischiano il posto di lavoro almeno 100 lavoratori. Nei prossimi giorni sono previste nuove assemblee con i delegati sindacali e l’attuazione di presidi presso i principali centri commerciali della Vodafone presenti a Napoli e provincia. La delegazione flegrea che prenderà parte all’incontro con il ministero delle Comunicazioni sarà accompagnata da un folto gruppo di lavoratori. In sintonia con gli altri centri Vodafone presenti sul territorio nazionale si punta ad una manifestazione nazionale per portare il problema all’attenzione del governo. Secondo le stime dei sindacati, a Pozzuoli si è registrata una massiccia presenza di lavoratori al sit-in ed una astensione dal lavoro pressoché totale. I lavoratori della Vodafone hanno ricevuto la solidarietà di tutti gli altri dipendenti delle aziende presenti nel Centro Olivetti di Pozzuoli. A causa del presidio ai cancelli attuato dai dipendenti in agitazione almeno duemila persone non hanno potuto raggiungere il proprio posto di lavoro all’interno della struttura.Sulla vicenda, in serata, è intervenuta l’azienda con una nota nella quale spiega: “Vodafone ha ricevuto una offerta da Comdata, azienda eccellente nel suo campo, per l’acquisizione di parte delle attività del customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l’attività di gestione del rischio di credito. Quindi nessuna cessione di cinque call center. Si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine”.

Vodafone esternalizza ed i lavoratori insorgono

Sabato 22 settembre 2007
"portel.it"



Dopo la sconfitta dei dipendenti dello storico call center Wind di Sesto San Giovanni, che Portel.it ha sostenuto fino all’ultimo e le cui ragioni continua portare avanti (leggi i dettagli della vicenda nella seguente news:
www.portel.it/news/gestori-mobile/03-2007/wind-ha-ceduto-il-call-center-di-sesto-san-giovanni.html [1]), il testimone della protesta questa volta passa quelli di Vodafone.
A seguito della cessione di ramo d’azienda tra Vodafone e Comdata, infatti, la prevista riduzione del 10% personale fa infuriare lavoratori e sindacati.
Se nel caso di Wind fulcro della resistenza è stata la periferia milanese, i grattacapi per Vodafone arrivano dall’altro capo della penisola, da quel di Pozzuoli, ridente località alle porte di Napoli, che ospita le strutture dell’azienda sin da quando era ancora Omnitel.
A spiegare i termini della protesta ci pensa Gianluca Daniele, segretario generale della SLC CGIL di Napoli, che condanna l’operazione senza se e senza ma: “Loro la chiamano cessione di ramo d’azienda, ma è solo un modo scorrettissimo per ridurre i costi del personale. Peraltro si tratta di attività che noi riteniamo di ‘core business’, attività qualificate”.
Le stime diffuse dalla SLC CGIL riguarderebbero all’incirca 914 su un totale di 8 mila addetti, ma nella sola sede campana gli esuberi ammonterebbero a circa 100 unità.
Come sottolinea Daniele “L’esternalizzazione colpisce una popolazione per quasi il 70% fatta di donne con un età media di 33 anni. Inoltre il timore è quello di essere di fronte solo a un primo passo verso una più drastica riduzione del core business dell’azienda, con un ridimensionamento anche degli altri asset strategici come It e Rete”.
Mentre il sindacato a livello nazionale muove i primi passi per formalizzare gli scioperi previsti per le prossime settimane a Pozzuoli è già iniziata l’autorganizzazione dei lavoratori, decisamente pronti ad incrociare le braccia prima ancora del resto dei propri colleghi.
Vodafone, a quanto pare, sarà costretta a mettersi all’ascolto, volente o nolente.

venerdì 21 settembre 2007

Roma - Manifestazione No-Cellular Zone

Venerdì 21 settembre 2007
Comunicato della RSU di Roma ai Lavoratori

Da questa mattina molti colleghi ci stanno invitando a seguire le scelte che hanno fatto i colleghi di Napoli ovvero di non rispettare la regolamentazione sullo sciopero dei servizi pubblici. Come RSU di Roma abbiamo pensato di gestire la drammatica situazione che stiamo vivendo, in un crescendo che non escludesse nessuna iniziativa. La cosa migliore per noi era di valutare di farlo alla fine di una serie di lotte e non all’inizio.
In tutti i modi la prossima settimana faremo altre assemblee, dove faremo il punto della situazione e regolamentazione sullo sciopero dei servizi pubblici alla mano, valuteremo e voteremo se replicare Napoli.
Per intanto ci stiamo impegnando per far riuscire l’iniziativa di domani, abbiamo delle ottime possibilita’ che riesca molto bene! Chi puo’ domani mattina alle ore 10 qui davanti alla sede di Boccabelli faremo striscioni, cartelloni ecc… poi nel pomeriggio tutti al:

No-Cellular Zone, Sabato 22 settembre ore 15, punto vendita Vodafone One, Via del Corso, 417 - Roma

a cui parteciperanno anche i colleghi di tutti i dipartimenti e dove con i cartelli vendesi addosso, verso le 16,30 platealmente, tutti insieme spegneremo i cellulari e chiederemo di fare lo stesso ai passanti.
Le persone dovranno poter circolare.

"Porteremo i figli in piazza, lottiamo anche per loro"

Venerdì 21 settembre 2007
di Giampiero Maggio per "la stampa edizione di ivrea"

Cristina Scarimbolo, 32 anni, da 6 dipendente Vodafone è il simbolo della protesta cominciata ufficialmente ieri. Il cartello sul petto con la frase: "Venduta, grazie Pietro Guindani" diventerà l'emblema dei colleghi coinvolti nella vicenda Vodafone-Comdata. "Siamo preoccupati -dice -in questi anni ne abbiamo passate tante, abbiamo dovuto affrontare prima la questione degli stipendi, poi di contratti a termine che non garantivano futuro, ci siamo sempre fatti in quattro per quest'azienda sobbarcandoci ore e ore di straordinario. Ora veniamo ceduti e il nostro timore è che si tratti di un primo passo verso lo smantellamento. faremo di tutto per bloccare questa cessione". Il primo passo è previsto per domani: "Abbiamo chiesto ai colleghi che hanno figli che portino i loro bambini alla manifestazione. Vogliamo dare un futuro più sicuro alle nuove generazioni".

Vodafone, in linea c'è la protesta

Venerdì 21 settembre 2007
di Giampiero Maggio per "la stampa edizione di ivrea"

I sindacati: è l'inizio dello smantellamento. L'azienda: solo una collaborazione strategica.
I lavoratori che dovranno passare alla Comdata bloccano la strada.

Due ore di assemblea davanti ai cancelli delle Officine Ico, un tempo simbolo dell'Olivetti e oggi di Vodafone: slogan, striscioni, proteste e un blocco di quasi 50 minuti di via Jervis, la strada su cui si affacciano gli stabilimenti progettati dagli architetti Figini e Pollini negli anni 60 e di recente ristrutturati con un investimento di svariati milioni dall'azienda di telecomunicazione.

E' iniziata così, ieri mattina (ed è proseguita per tutto il pomeriggio) la prima protesta ufficiale e visibile da parte dei lavoratori Vodafone, di quella parte di dipendenti che appartengono al settore "customer care" e che passeranno sotto Comdata. Non hanno nessuna intenzione di accettare in silenzio la cessione del ramo d'azienda alla societò torinese, nè di abbassare la guardia. Anzi, se sarà il caso, dicono i lavoratori il tiro verrà alzato. "Venduta, grazie Pietro Guindani": Cristina Scarimbolo, una dei 250 dipendenti Vodafone (in Italia sono 914 quelli coinvolti nella cessione) si è presentata con questo cartello al petto, ieri, davanti alle decine di colleghe e colleghi in assemblea. "E tutti - dice la rappresentante delle Rsu Elvira Russo alla folla assiepata sotto il piccolo palco organizzato per l'occasione - dovrete seguire l'esempio di Cristina. Presentatevi tutti con questa scritta, facciamo vedere all'azienda che non abbiamo nessuna intenzione di mollare".

E' stata la prima vera giornata di protesta dopo che per quasi una settimana una piccola folla di dipendenti ha occupato, a turno, il presidio fisso piazzato davanti alle Officine Ico. Tre, per il momento, le iniziative che verranno avviate: blocco degli straordinari, il rispetto della pausa ogni 120 minuti e, come atto simbolico, il passaggio ad altro gestore che non sia Vodafone per tutti coloro che ora hanno un contratto telefonico con questa azienda. Il timore di dipendenti e sindacati è che questo sia il primo passo verso lo smantellamento di Vodafone a Ivrea. "Faremo una dura battaglia", dice Eric Poli, Rsu. Gli fa eco la collega Monica Cat Genova: "Abbiamo fatto scacrifici accettando di lavorare più del dovuto, cosntratti precari, rinunciando a troppe cose e in cambio che cosa riceviamo? Ora dobbiamo restare uniti e compatti".

Per l'azienda, però, sitratta di preoccupazioni ingiustificate. Pietro Guindani, numero uno di Vodafone fa notare "l'importante investimento fatto proprio per il recupero delle Officine Ico, segno che non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare Ivrea". E, sempre Vodafone, sottolinea: "Nessuna cessione o vendita. Abbiamo ricevuto un'offerta da Comdata per l'acquisizione di parte delle attività del customer care, quindi nessuna cessione di cinque call center. Si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine che non toccherà nessuno degli stabilimenti italiani".

Sciopero: esito negativo primo incontro procedura raffreddamento

Venerdì 21 settembre 2007
verbale di incontro tra Vodafone Omnitel NV e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Addì, 21 settembre 2007, presso la sede dell'Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, si sono incontrati:

la Vodafone Omnitel N.V. assistita dall'Unione degli Industriali e delle imprese di Roma e la SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL Nazionali per esperire la procedura di raffreddamento ai sensi dell'art. 2, lettera c), regolamentazione provvisoria per il settore delle telecomunicazioni della Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, in conseguenza della richiesta in tal senso inviata il 17 settembre 2007 alla Vodafone Omnitel N.V. dalle OO.SS. costituite nel presente verbale.

La procedura è stata esperita con esito negativo.

Letto, confermato e sottoscritto.

Vodafone vende attività con 914 dipendenti. Proteste e manifestazioni, sabato sit-in a Roma

Venerdì 21 settembre 2007
"il messaggero.it"



Dipendenti Vodafone in rivolta per la decisione dell’azienda di vendere una parte delle attività del gruppo dove lavorano 914 persone, il 10% circa del totale in Italia. Stamani circa settecento lavoratori della sede di Pozzuoli (Napoli) hanno protestato davanti ai cancelli del Centro Olivetti dove si trovano gli uffici della compagnia di telefonia mobile, bloccando l'attività. Sabato invece, dalle 15 alle 18, ci sarà un presidio di dipendenti al negozio Vodafone one di via del Corso a Roma. Le proteste sono scattate dopo la decisione della compagnia telefonica di cedere alla società Comdata il ramo d’azienda che si occupa di assistenza ai clienti e recupero crediti nelle sedi di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli. Una mossa che secondo i lavoratori mette a rischio oltre il 10% dei posti di lavoro del gruppo e fa temere per il futuro la cessione di altre attività.«Ci opporremo in ogni modo», promettono i dipendenti della compagnia che si lamentano anche di aver saputo dell'operazione dai giornali. «Cosa assicurerà Comdata ai nuovi dipendenti? - si chiede in una mail un lavoratore a rischio -. Manterrano le stesse condizioni economiche e di contrattazione aziendale che queste persone avevano in Vodafone? E per quanto tempo?». «Qui in Vodafone - continua - c'è una generazione di giovani che con la sua fatica, il suo entusiasmo e il suo spirito di sacrificio ha contribuito dal '95 a oggi a rendere grande un'azienda (l'allora Omnitel) che non aveva né strutture né rete né clienti e, contando sulla solidità di quest'azienda, ha progettato matrimoni, figli, mutui e quant'altro: e oggi Vodafone ci presenta il conto e accompagna anche noi verso la porta del precariato lavorativo».«Siamo costernati - dicono un gruppo di lavoratrici Vodafone in un’altra mail di protesta -. Dopo più di 10 anni in cui abbiamo dedicato l’anima, il corpo e la mente a una società in cui credavamo e in cui siamo cresciuti sia come persone che come lavoratori, ci troviamo oggi a non sapere nulla del nostro futuro. Prima Omnitel poi Vodafone hanno sempre sventolato la bandiera dell’enorme importanza data ai propri lavoratori e alle proprie persone. Da un giorno all’altro invece ci ritroviamo a non essere più dipendenti Vodafone!»La cessione del ramo d'azienda «risponde alla sola esigenza di sostenere il piano di sviluppo industriale», si difende la divisione italiana del gruppo telefonico inglese, precisando che «a sostegno del piano di sviluppo è previsto un ambizioso programma di investimenti nelle aree della banda larga mobile e dei servizi integrati fisso-mobile con la creazione di 2.500 nuovi posti di lavoro». Le organizzazioni dei lavoratori però ribadiscono il loro no all’operazione e denunciano il «tentativo di ridurre il peso del sindacato all'interno dell'azienda». Secondo la Slc-Cgil «la decisione è grave e sbagliata», visto che Vodafone Italia è «solida e cresce».

La vertenza Vodafone e il futuro dei giovani

Venerdì 21 settembre 2007
lettera del Segretario Generale SLC-CGIL Emilio Miceli a "Repubblica"

La Vodafone ha annunciato la fuoriuscita di quasi mille lavoratori che operano nei nei propri call center. Giovani donne di circa 30-33 anni, molte delle quali con bambini di pochi anni.
Purtroppo però il lavoro sembra non essere più tema degno di grande attenzione, come lo sono invece vicende che riguardano questo o quall'altro personaggio. Con questa lettera vogliamo allora richiamare l'attenzione su una vicenda che ha del simbolico e che dovrebbe spingere tutti ad una riflessione: come è possibile che una grande azienda, con un bilancio positivo per circa 4 miliardi di euro e che è cresciuta grazie all'impegno di migliaia di giovani in gamba e altamente scolarizzati non abbia remore a disfarsene in nome di "ancora maggiori profitti"?

Protesta questa mattina davanti alla sede milanese di Vodafone

Mercoledì 19 settembre 2007
di Maria Giovanna Lorena per il "TGR Rai della Lombardia" delle ore 14.00
durata filmato 00°01'34"



Protesta questa mattina davanti alla sede milanese di Vodafone da parte di un gruppo di dipendenti del call center che l'azienda intende, in parte, trasferire ad una socitetà esterna.

Vodafone “cede” 914 dipendenti

Giovedì 20 settembre 2007
“l'Unità”

I lavoratori si preparano allo sciopero contro i processi di esternalizzazione.
Convocata a Roma l'assemblea nazionale. Critico il sindacato: così l'azienda impoverisce se stessa.

I lavoratori della Vodafone si preparano allo sciopero contro le esternalizzazioni di massa decise dall'azienda. Per la settimana prossima, a Roma, i sindacati di categoria hanno convocato l'assemblea nazionale che deciderà le iniziative di protesta, in risposta alla decisione aziendale di “cedere” 914 addetti alle attività di back-office alla Comdata. Già nei giorni scorsi sono ci stati lo sciopero bianco al centro operativo di Pozzuoli e un blocco stradale simbolico a Bologna. Ma a quanto pare la fase più aspra dello scontro deve ancora cominciare.
“Ho l'impressione che l'azienda si stia facendo male da sé – commenta Emilio Miceli, segretario generale della Slc Cgil – liquidare in un solo colpo 914 lavoratrici e lavoratori, tra l'altro professionalmente qualificati, cioè il 10% della forza lavoro attiva, significa trasmettere una sensazione di crisi irreversibile e di mutamento drastico di un modello aziendale che finora ha funzionato”. A turbare i sindacati è proprio lo stravolgimento di quel modello e il progressivo svuotamento dell'azienda. “Questa è la più importante operazione di esternalizzazione mai azzardata nel settore delle telecomunicazioni – sottolinea Miceli – tra l'altro pienamente aderente al dettato della legge 30, che ovviamente serve a coprire una classica operazione di vecchio stampo: metter fuori i delegati sindacali e lavoratori sindacalizzati per fare di Vodafone una zona franca a totale presidio della dirigenza”. E il sospetto, neanche tanto velato, è che questa scelta mascheri anche una ritorsione contro il decreto Bersani che ha abolito i 5 euro di “tassa” sulle ricariche per i cellulari, che peraltro anche i sindacati avevano a suo tempo criticato la mancanza di gradualità in quel passaggio.
Ma i timori, adesso, sono ben altri. Il quadro è assai preoccupante per un settore importante per l'economia italiana – insiste il leader della Slc – e la decisione di Vodafone, che non è investita della crisi come gli altri operatori, rischia di determinare un effetto domino sull'intero settore. Rischiamo un indebolimento qualitativo del settore delle telecomunicazioni. E questo è un grande problema non solo per l'azienda, ma anche per l'intero paese. Il governo non può stare alla finestra – aggiunge – deve aprire un tavolo su Vodafone e sulle telecomunicazioni, perchè le scelte di Vodafone si intrecciano anche con quei segnali di cedimento che riguardano sostanzialmente tutti gli altri operatori. Wind e 3Italia si muovono pericolosamente lungo il crinale della fuorisciuta dal mercato, la stessa Telecom è impantanata in questioni normative in Brasile dopo il subentro di telefonica ed è industrialmente ferma”.
Insomma, secondo i lavoratori, con questa decisone si trasmette il germe della crisi e i fatti stanno lì a dimostrarlo. Ma “il sindacato si batterà inflessibilmente – conclude Emilio Miceli – contro questa decisione e su questo punto è unito. Si stanno già svolgendo le prime iniziative nei luoghi di lavoro: le intensificheremo fino allo sciopero nazionale”.

Life is now

Giovedì 20 settembre 2007
di Pierluigi Sullo per "il manifesto.it"



Ricordate lo spot di Vodafone, vero? Spunta a tutte le ore da tutte le televisioni, corredato dalle facce di Francesco Totti e Gennaro Gattuso. Ecco, immaginate che quando uno dei due intona: «Life is...», a rispondere in coro «... Now!» siano 914 persone, di età giovanile, dall'aspetto simpatico, ma inesorabilmente poco entusiasti. Quei quasi mille stanno per essere sbarcati, dall'azienda-madre, a una azienda-satellite chiamata Comdata. Sono tutti lavoratori a tempo indeterminato, e è invece il loro futuro a essere diventato indeterminato: per paradosso, potrebbero anche restare negli uffici che occupano ora, ma i loro contratti non si sa come saranno, se cioè il nuovo padrone pescherà in una delle tante offerte speciali che la legge 30 offre, e in ogni caso non faranno più parte di una grande azienda, ma di un'impresa che - ha fatto sapere Vodafone - «è una realtà imprenditoriale italiana di successo, con 4 mila dipendenti, articolata in 18 sedi sul territorio nazionale». Biglietto da visita dubbio, se si pensa a altre «realtà imprenditoriali di successo», come Atesia, un concentrato di call center dallo stile negriero. Proprietario di Comdata è un trevigiano, Fiorenzo Codognotto, la cui azienda il Giornale presenta come «leader dell'outsourcing nel mercato italiano delle telecomunicazioni»: insomma, uno specializzato nel prendere in appalto parti di altre imprese con un unico scopo: diminuire i costi.Oltre che poco entusiasti, i 914 in via di «esternalizzazione» sono infatti anche arrabbiati, e sabato manifesteranno per le vie di Roma. Perché - altro paradosso - la ragione dello sbarco di tanti dipendenti non sta nelle difficoltà di Vodafone, ma al contrario in quel che viene presentato come «un ambizioso programma di investimenti e iniziative commerciali innovative». Così che i 914 dovrebbero essere contenti di contribuire al successo della loro (ex) impresa. E d'altra parte in Italia sono attivi oltre sessanta milioni di telefonini (quasi due ogni persona adulta, a occhio), e l'offerta si arricchisce ogni giorno: tra un po' i cellulari comunicheranno tra loro senza bisogno di interventi umani. Meraviglie tali, che nessuno potrà sentirsene privo. E' una miniera d'oro, la telefonia mobile.Bene, questa vicenda ha qualcosa a che fare con i crampi allo stomaco della Cgil, quando si è trattato di firmare gli accordi con il governo su welfare, pensioni e appunto legge 30 sulla «flessibilità» del lavoro? E ha a che fare con il voto con cui il comitato centrale della Fiom ha detto che no, al più grande sindacato dei metalmeccanici quell'accordo non va bene? Vedete, Carta è un giornale piccolissimo, già molto precario per sua stessa natura. Eppure, riceviamo una media di due richieste giornaliere di assunzione o di stage gratuiti, da parte di ragazzi in generale laureati, magari con uno o più master nel curriculum vitae (familiarmente CV), e esperienze di lavoro occasionale, transitorio e non remunerato. E' un piccolo indice della autentica disperazione che sta corrodendo un'intera generazione. Ma gli appena cinquantenni, come sappiamo, sono «obsoleti», e anche i lavoratori di Vodafone, nel pieno dell'età lavorativa e in possesso di preziosissimi contratti a tempo indeterminato, sono sull'orlo del baratro. E chi dà retta a tutta questa gente? Qualche sindacato, le reti auto-organizzate dei precari, qualche giornale avventuroso e poche persone che, magari, hanno l'idea bizzarra di chiamare a una manifestazione - quella del 20 ottobre - per protestare contro la precarietà e contro molto altro. Perché è proprio così: life is now.

giovedì 20 settembre 2007

Vodafone Italia Vergogna

Lunedì 17 settembre 2007
Comunicato della RSU di Milano ai Lavoratori

Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima, svende diverse centinaia di lavoratori, tutto il Back Office e Gestione del Credito a Comdata, lavoratori assunti, molti dei quali, a tempo indeterminato da dodici anni.
Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima, svende centinaia di lavoratori che hanno contribuito fortemente per dodici anni alla straordinaria crescita industriale e commerciale di Omnitel.
Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima che alle nostre domande, nei mesi scorsi, da` sorrisi e false rassicurazioni, dicendo che il piano industriale non prevede ridimensionamenti.
Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima che nemmeno ha il coraggio di comunicare ai lavoratori: siete svenduti!
Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima che annuncia la svendita dei lavoratori tramite Il Sole 24 Ore.
Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima che avalla entusiasticamente le scelte della casa madre per investire in altri settori in Italia, mentre Vodafone spende in India miliardi di dollari per il quarto gestore indiano.
Che cosa e` Vodafone?
E` questa dirigenza italianissima che smembra sistematicamente un’azienda italiana, indebolisce migliaia di lavoratori, ridotti a merce da spostare a proprio piacimento, senza dignita`.
Mobilitiamoci!
Oggi tocca a mille persone, domani a tutti gli altri!

Esternalizzazione: lettera delle Organizzazioni Sindacali alla UIR di Roma

Mercoledì 19 settembre 2007
Lettera delle Segreterie Nazionali all'Unione Industriali di Roma

Spett.le Unione Industriali di Roma
p.c. VODAFONE S.p.A.

Oggetto: Richiesta di incontro ex ART. 47
In riferimento alla comunicazione del 17/09/2007 sulla cessione a COMDATA del ramo BACKOFFICE” siamo a richiederVi l’incontro previsto dalla procedura e dalle norme in oggetto.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Vodafone cede il call center. A Padova sindacati mobilitati. “Volantinaggi e sciopero”

Giovedì 20 settembre 2007
Alberto Gottardo per “Corriere del Veneto Edizione di Padova e Rovigo”

L'accordo con Comdata riguarda 150 dipendenti.
L'azienda rassicura: “Stesso contratto e trattamento identico”.

Dipendenti Vodafone e rappresentati sindacali in fibrillazione per l'alleanza tra il colosso della telefonia mobile e Comdata, azienda specializzata nel customer service e nella gestione dei call center.
Un'operazione di ingegeneria aziendale che si trasformerà nel trasferimento da una società all'altra, secondo i sindacati, di almeno 150 dipendenti Vodafone che lavorano a Padova. Forse anche 200. Principalmente si tratta degli addetti del 190. “Siamo molto preoccupati, ma anche determinati a vederci chiaro in questa operazione – spiegava ieri danilo Bosco, segretario generale della Fistel-Cisl – la prima tappa di una serie di mobilitazioni già comunicate alla controparte sarà l'assemblea prevista per venerdì (domani) a Roma”. All'assemble adelle rappresentanze sindacali di base parteciperanno anche alcuni rappresentanti di Vodafone, che spiegheranno i dettagli dell'esternalizzaione a Comdata.
“Da aquanto abbiamo appreso in queste ore non c'è molto da stare tranquilli – aggiungeva ieri Bosco – tanto che abbiamo già deciso di dare vita ad una giornata di sciopero per gli operatori del call center Vodafone in un giorno di inizio ottobre, forse il 4 o il 5. sabato 29 saremo di fronte la punto vendita Vodafone di via Roma per un presidio ed un volantinaggio in cui chederemo la solidarietà dell'opinione pubblica”. Il timore dei sindacati è quello di un peggioramento della situazione lavorativa degli addetti alle relazioni con i clienti. In una nota Vodafone tranquillizza gli operatori del call center padovano. “Vodafone ha ricevuto un'offerta da Comdata, azienda eccellente nel suo campo, per l'acquisizione di parte delle attività del customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l'attività di gestione del rischio di credito. Quindi nessuna cessione di cinque call center. Si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine. Non c'è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell'Italia per il gruppo Vodafone e non c'è nessun piano di drastica riduzione dei perimetri aziendali. Anzi, il piano strategico di Vodafone Italia è tutto orientato allo sviluppo e sostenuto da un ambizioso piano di investimenti che porterà l'azienda a lanciare i servizi integrati fisso mobile. I dipendenti interessati manterranno condizioni stabili di lavoro: ovvero manterranno il contratto tlc e i trattamenti economici e normativi attuali. Inoltre le cinque sedi di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli non subiranno alcuna modifica”.

Vodafone perde 200 lavoratori, sciopero

Giovedì 20 settembre 2007
di Mauro Pertile per “il mattino di padova”

Vodafone, timori per 200 posti di lavoro.
Padova. Acque agitate per i dipendenti Vodafone. La parziale cessione di attività riguarda 200 addetti.
Il colosso britannico cede ad altra società la gestione dei servizi di asssitenza ai clienti.
I mille addetti della sede padovana ora temono la vendita di ulteriori reparti ad aziende esterne.
Domani vertice a Roma.

Dopo un lungo periodo di pace sindacale, acue improvvisamente agitate per i 1.000 lavoratori del centro Vodafone di Padova. L'annunciata cessione di parte delle attività di customer care alla torinese Comdata riguarda 914 dei 9.200 lavoratori di Vodafone Italia. Di questi 914, secondo il sindacato, circa 200 sui 500 addetti ai call center e al back office, sono concentrati nella sede di padova. La notizia, diffusa peraltro a mezzo stampa, ha colto di sorpresa il personale di Vodafone Italia, secondo gruppo di Tlc italiano, che sol9o nel nostro paese genera un fatturato di 8,15 miliardi. Ieri si è teneuta nel centro Vodafone di Padova la prima assemblea che, affermano i rappresentanti sindacali, ha avuto una partecipazione ben oltre ogni previsione.
“L'ottima risposta dell'assemblea è stata una sorpresa afferma Silvia Tosato, delegata della Cgil – anche perchè Padova ha sempre avuto un basso tasso di sindacalizzazione. Qui solo un 20% è iscritto al sindacato, ma tutti hanno compreso bene che il progetto di esternalizzazione avviato da Vodafone rappresenta il primo passo per coinvolgere presto anche i lavoratori di altri reparti, come il call center di risposta al cliente, la rete e il settore vendite. Oggi questi colleghi – aggiunge Tosato – non sono direttamente coinvolti dai provvedimenti assunti dal management, ma potrebbero esserlo benissimo fra poco”.
“Nasce una nuova Vodafone, aveva detto Pietro Guindani, amministratore delegato della scocietà che venerdì scorso ha incontrato a Roma i sindacati. Il suo progetto prevede la cessione del ramo d'azienda di back office e del dettaglio a Comdata, gruppo di 4000 dipendenti con un giro d'affari atteso per quest'anno di 200 milioni di euro. Il colosso britannico, secondo la strategia annunciata, focalizzerà invece il suo business sulla gestione della clientela ad alto valore. Comdata, nata nel 1987 a Torino, era un partner storico dell'ex gestione Omnitel poi ceduta a Vodafone; si occupa sostanzialmente di gestione relazioni con i clienti, di consulenze aziendali e di gestione di call center ed ha sede anche a Padova.
“Questa azione è fuori dagli schemi classici aziendali: l'esternalizzazione è adottata solitamente da aziende in difficoltà e con una presenza matura sul mercato, non è certo il caso di Vodafone – osserva a sua volta Francesco Zottino, delegato Rsu della Cisl -. E' una scelta incomprensibile per un gruppo che ha bilanci floridi e buone relazioni industriali. La nostra risposta sarà pronta”.
Subito il sindacato ha aperto la cosiddetta “procedura di raffreddamento” prevista per le aziende del servizio pubblico nel tentativo di trovare un accordo. Ma a questo punto lo sciopero nazionale a fine mese del gruppo Vodafone appare inevitabile. “I tempi sono stretti, ma vorremmo coinvolgere tutto il settore Tlc, perchè se Vodafone apre il fronte tutti la seguiranno” afferma ancora Tosato. “A nostro avviso inoltre – conclude l'esponente della Cgil – Vodafone ha mirato la sua azione per decapitare il sindacato. Un mese fa ha sposta 5 rappresentanti sindacali e molti degli iscritti proprio in questi settori che ora saranno ceduti”. Intanto domani si terrà un vertice a Roma tra sindacato e dirigenza del gruppo Italia come prevede la disciplina sul diritto di sciopero per le aziende di servizio pubblico.

Il comunicato della proprietà

“Nessun licenziamento. In Italia 2.500 assunzioni”
Questa la nota diffusa ieri dal gruppo Vodafone: “Vodafone ha ricevuto un'offerta da Comdata, azienda eccellente nel suo campo, per l'acquisizione di parte delle attività del customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l'attività di gestione del rischio di credito. Quindi nessuna cessione di cinque call center, come invece riferito erroneamente da alcuni articoli di stampa. Si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine. Non c'è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell'Italia per il gruppo Vodafone e non c'è nessun piano di drastica riduzione dei perimetri aziendali. Anzi, il piano strategico di Vodafone Italia è tutto orientato allo sviluppo e sostenuto da un ambizioso piano di investimenti che porterà l'azienda a lanciare i servizi integrati fisso mobile. Verranno generati 2.500 posti di lavoro in tutto il Paese. I dipendenti manterranno condizioni stabili di lavoro: ovvero manterranno il contratto tlc e i trattamenti economici e normativi attuali. Inoltre le cinque sedi di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli non subiranno alcuna modifica”.

«Nessuna cessione: solo una collaborazione»

Giovedì 20 settembre 2007
M.B. Per il “Gazzettino di Padova”




«Vodafone non prevede nessuna cessione di cinque call center. Ha ricevuto un'offerta da Comdata per l'acquisizione di parte dell'attività del customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l'attività di gestione del rischio di credito. Si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine. Non c'è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell'Italia per il gruppo Vodafone e non c'è nessun piano di drastica riduzione dei parametri aziendali. I dipendenti interessati manterranno condizioni stabili di lavoro, e i trattamenti economici e normativi attuali. Inoltre le cinque sedi di lavoro non subiranno alcuna modifica».
La precisazione del gruppo di telefonia Vodafone arriva in una giornata molto tesa per l'azienda e per alcuni dei suoi dipendenti, 913 in tutta Italia, oltre un centinaio a Padova, che hanno saputo del loro passaggio alla Comdata l'azienda alla quale la Vodafone ha deciso di esternalizzare parte dei suoi servizi.
«Abbiamo appreso della trattativa e della nostra conseguente cessione - spiega Silvia Tosato, segretario provinciale Slc della Cgil - dalle pagine dei giornali, e questo per noi è stato un colpo non indifferente. E tra l'altro ci era stato detto e assicurato che si trattava di una notizia priva di fondamento. Invece sembra chiaro che così non è affatto. I lavoratori sono preoccupati e arrabbiati».
Tanto che al termine dell'infuocata assemblea sindacale di ieri almeno una sessantina di loro ha deciso di astenersi dal servizio, con un atto simbolico, per oltre mezz'ora.
«Per un'azienda con un bilancio più che positivo - aggiunge Francesco Zottino, delegato Fistel della Cisl - è un fatto molto anomalo lasciare andare oltre il 10 per cento dei propri dipendenti. E poi ci lasciano davvero perplessi le modalità in cui questa cessione è avvenuta perché avevamo appena firmato un accordo di secondo livello. Questo pare proprio il comportamento di un'azienda "old style" più che di una multinazionale con lo sguardo rivolto al futuro».

Vodafone: partono gli scioperi

Giovedì 20 settembre 2007
Roben per “ilroma.net”




Call Center in lotta
Picchettaggio davanti alla ex Olivetti


La protesta è davanti alla sedi della Vodafone di Napoli, l’ex stabilimento Olivetti a Pozzuoli, che accoglie il call center con circa 200 addetti. Sarà effettuato un picchettaggio così com’era stato annunciato durante la prima assemblea dei lavoratori indetta nel giorno dell’ufficializzazione dei progetti della azienda di esternalizzare il servizio di back office. Lo sciopero senza preavviso (forse oggi e certamente domani). Poi, sabato, si svolgerà una manifestazione a Napoli, in via Roma, davanti al punto vendita della Vodafone, dove i lavoratori effettueranno un presidio con un volantinaggio per mettere al corrente l’opinione pubblica di quanto sta accadendo a circa mille lavoratori in Italia. La stessa manifestazione è stata organizzata a Roma, davanti al punto vendita di Vodafone in via del Corso, e nelle altre città interessate dalla cessione del ramo d’azienda alla Comdata. Sono state inutili, quindi, le rassicurazioni che ha tentato di fornire ai propri dipendenti la Vodafone, così come riportato in un comunicato che elencava i programmi futuri. In essi i lavoratori non dovrebbero subire incertezze occupazionali né economiche, perché la Comdata, alla quale passeranno entro fine novembre 914 dipendenti della Vodafone, viene presentata come azienda forte e affidabile. Persiste quindi uno stato d’animo simile alla disperazione nelle lettere che circolano sul web. Questo è il testo di una delle e-mail, rivolta all’amministratore delegato della Vodafone, Pietro Guidani. “Ciao caro collega Pietro, l’inizio della tua mail sembrava suggerire qualcosa di positivo e annunciare a tutti noi che tutto si sarebbe risolto! - scrive una dipendente - Nonostante nelle tue parole ci siano tutte le prossime e magnifiche azioni di Vodafone, il percorso strategico di questa azienda, l’ambizioso programma di investimenti e iniziative commerciali innovative….annunci, come se fosse la cosa più normale del mondo, che 914 colleghi specialisti dei processi amministrativi a supporto del cliente e dell’attività di gestione del rischio di credito, delle sedi di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli se ne vanno. 914 persone liquidate con 4 righe. Dopo che 914 dei nostri colleghi hanno dato l’anima a questa azienda vengono liquidati con una semplice Mail!!! Solo una mail!!!”.


Vodafone, timori per 250 lavoratori. Saranno ceduti alla Comdata

Mercoledì 19 settembre 2007
Alessandro Barbiero per "Torinocronaca.it"

Ivrea - L'inizativa riguarda 1.000 dipendenti in Italia, la sede eporediese è quella più interessata.

Un cambiamento profondo si profila all'orizzonte del distretto piemontese dei call center. Vodafone ha annunciato l'intenzione di esternalizzare parte dei servizi di assistenza alla clientela che saranno ceduti a Comdata, già partner di Vodafone nel customer care. delle 5 sedi interessate, Ivrea è quella che subirà l'impatto maggiore: 250 dei 600 addetti passeranno dalla multinazionale all'azienda torinese.
La notizia, riportata da il sole 24 ore alla fine della scorsa settimana, scuote gli animi delle istituzioni e dei sindacati eporediesi. Dice eric Poli, della Slc Cgil: "Siamo contrari agli spezzatini d'azienda". Anche il sindaco di Ivrea Fiorenzo Grijuela non nasconde la preoccupazione: "Operazioni come queste sono portatrici di incertezza".
In base al piano di esternalizzazione, a livello nazionale gli addetti che cambieranno datore di lavoro sono poco meno di mille. E in proporzione Ivrea sarà la sede più colpita dal processo di cessione dle ramo d'azienda.
Il call center Vodafone di Ivrea si caratterizza per il suo stare fuor stereotipo circa la condizione dei lavoratori impiegati. la sostanziale totalità dei contartti è a tempo indeterminato e gli operatori beneficiano delle tutele di cui godono i dipendendenti delle aziende di comparti più tradizionali. negli ultimi anni inoltre, a Ivrea Vodafone ha investito cifre considerevoli. ha riqualificato il complesso di Palazzo uffici, recuperandone l'architettura olivettiana. E ha lanciato, di conseguenza, segnali incoraggianti che hanno fatto pensare a una permanenza di lungo periodo sul territorio.
Ma sono le scelte industriali a evidenziare i maggiori punti di incertezza. "Il supporto tecnico è stato accentrato a Ivrea solo a ottobre - afferma Poli della Cgil - e lo stesso è accaduto, pochi anni prima, per il supporto ai rivenditori. Ora ci devono spiegare come si conciliano queste scelte con la decisione di esternalizzare a Comdata".
Ancora più netto, dalla sua prospettiva, il primo cittadino Grjiuela. "La reazione dei lavoratori (che ieri hanno organizzato presidi in segno di protesta, ndr) è comprensibile. Passare da una multinazionale a un'azienda, che seppur rispettabile, ha dimensioni più ridotte, è un fattore di incertezza". Proprio ieri il sindaco di Ivrea ha incontrato l'assessore provinciale al Lavoro Giuseppina De Santis per fare il punto della situazione. L'intenzione degli enti locali è di richiedere un incontro alla multinazionale per comprenderne meglio le intenzioni.
Da parte sual l'azienda rassicura: "Qualunque accordo dovrà essere compatibile con condizioni stabili di lavoro - dice l'amministratore delegato di Vodafone Pietro Guindani - il nostro piano strategico è tutto orientato allo sviluppo, sostenuto da un ambizioso piano di investimenti".

Accordo Vodafone-Comdata Preoccupazione dello Sdi

Mercoledì 19 settembre 2007
"il giornale del piemonte.it"



Cessione di alcune attività

Vodafone intende cedere a Comdata, entro novembre, alcune attività che interessano cinque stabilimenti in Italia - Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli - e il capogruppo dello Sdi a Palazzo Lascaris, Luigi Ricca, teme che questo possa avere ripercussioni negative sui 914 lavoratori coinvolti. In particolare, il consigliere regionale ha a cuore la situazione di chi è impiegato nell’impianto del Canavese, «già gravemente provato - rileva - dalla crisi olivettiana e fortemente depauperata da continue operazioni di trasferimento di attività, in particolare verso Milano e che in passato altre operazioni di frazionamento e di cessione di attività erano state presentate come propedeutiche a iniziative di sviluppo e crescita, salvo poi essere clamorosamente smentite nei fatti». Ricca ha quindi presentato un’interrogazione per sapere se l’operazione sia legata a una evoluzione di crescita di Vodafone Italia, che tra l’altro ha recentemente investito ingenti risorse per la ristrutturazione della sede di Ivrea in un ex stabilimento olivettiano o se la strategia sia di liberarsi di servizi meno redditizi, e in questo caso se Comdata assicurerà il mantenimento degli stessi livelli occupazionali. Ricca sollecita inoltre la giunta incontrare le parti interessate, in particolare Comdata, «al fine di conoscere il piano industriale collegato alla acquisizione delle nuove attività».

Da Vodafone a Comdata Mille lavoratori scoprono di essere stati venduti

Mercoledì 19 settembre 2007
Alessio Ballesio per "la stampa valle d'aosta"

Amara sorpresa per gli addetti

Vodafone cederà a Comdata 914 addetti di call-center distribuiti nelle cinque sedi italiane, 250 nella sola Ivrea. Mancavano soltanto i numeri e l'ufficialità dell'operazione - annunciata pochi giorni fa - che porterà entro il mese di novembre al passaggio di una parte delle attività del customer care alla società torinese. A Ivrea (1100 dipendenti, 600 quelli occupati nei call-center) i sindacati sono sul piede di guerra: già sabato sono state avviate le procedure di sciopero, davanti alla sede di via Jervis sono comparse bandiere e striscioni, hanno pure montato un gazebo permanente per sensibilizzare l'opinione pubblica. "Giovedì (domani, ndr) ci saranno tre assemblee - spiega Monica Cat genova, segretario Fistel-Cisl del Canavese - Le prime notizie sono state dirompenti per il personale di vecchia data: qualcuno si è sentito male all'idea di venir ceduto così. E' stato un fulmine a ciel sereno".
La notizia era stata anticipata venerdì dal quotidiano "il sole 24 ore", dopodichè l'amministratore delegato Pietro Guindani era intervenuto per spiegare gli obiettivi di Vodafone: "Non c'è nessun piano petr una drastica riduzione del perimetro aziendale, anzi puntiamo su cospicui investimenti e nuovi posti di lavoro. Manterremo tutte le attività a stretto contatto con i clienti: l'assistenza e la promozione commerciale". ma non è bastato per calmare l'ansia di una città che teme un altro addio. A Ivrea, nell'ultimo anno, Vodafone aveva speso molto per ristrutturare la sede di via Jervis, la storica Ico centrale di olivettiana memoria. "Proprio in quell'occasione, davanti alle istituzioni si erano impegnati a mantenere la loro presenza e l'occupazione sul territorio - sbotta Monica Cat Genova - chideremo un incontro per capire chi passerà a Comdata, e per chiarire la posizione dei pochi dipendenti rimasti a lavorare in uno stabile così grande".
Un'altra nota di Vodafone, intanto precisa che "si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine. Ivrea, Milano, Padova, Roma e napoli non subiranno alcuna modifica e i dipendenti interessati manterranno condizioni stabili di lavoro: contratto e trattamento economico. Nessun licenziamento nè allontamento dalle sedi attuali. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil invece parlano di "progetto inaccettabile", di "inversione di tendenza". Insistono sulla cosiddetta "riduzione del perimetro aziendale".
L'altro ieri sono stai ricevuti dal sindaco Fiorenzo Grijuela. "Non capiamo questo atteggiamento, la nostra è una realtà florida, senza emergenze da tamponare - dice Vittorio Bellone, delle Rsu - e poi i primi clienti li abbiamo conquistati proprio noi del call center".

Protesta alla Vodafone: i dipendenti del call center bloccano via corticella

Mercoledì 19 settembre 2007
"domani bologna"

Dipendenti del call center Vodafone sul piede di guerra. Ieri mattina centocinquanta lavoratori hanno bloccato il traffico in via corticella, dove ha sede l'azienda, per protestare contro la cessione di alcuni servizi annuciata nei giorni scorsi dal colosso inglese della telefonia. Le rappresentanze sindacali hanno prima indetto una assemblea all'esterno dei locali, quindi hanno occupato temporaneamente e pacificamente la strada. I dipendenti sottolineano i pericoli di una politica aziendale che provocherebbe ripercussioni sulla stabilità occupazionale e determinerebbe il peggioramento delle condizioni di lavoro. "Per venerdì è stata auconvocata a Bologna una assemblea nazionale con tutti i delegati della Cgil - spiegano i delegati Rsu - sarà l'occasione per fornire risposte immediate". E Alessio Festi, segretario regionale Slc-Cgil, promette "una lotta molto dura".

"A rischio 450 posti di lavoro". Giornata di assemblee e proteste

Mercoledì 19 settembre 2007
"la nazione edizione di pisa"

Nubi sul futuro della sede pisana.
L'azienda ha già ceduto i dipendenti di cinque città.

Secondo i sindacati sono a rischio i circa 450 posti di lavoro occupati dai dipendenti vodafone della sede pisana della Vodafone. Dopo aver appreso, solo tramite la stampa, l'ultime novità delle strategie dell'azienda telefonica, i lavoratori si sono riuniti ieri in assemblea - tre, una per turno - per discutere la situazione attuale e soprattutto le prospettive future, della sede pisana, ianugurata anni fa in "pompa magna", al momento non intereessata dalle modifiche decise dall'azienda.
"Vodafone" - spiega in una nota l'azienda - ha ricevuto un'offerta da Comdata, azienda eccellente nel suo campo, per l'acquisizione di parte delle attività del customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente. Si tratta di una collaborazione strategica a lungo termine. Cinque le sedi lavoro interessate Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli. Le sedi di lavoro non subiranno alcuna modifica. I dipendenti interessati manterranno condizioni stabili di lavoro: ovvero manterranno il contratto telecomunicazioni e i trattamenti economici e normativi attuali".
Quel che temono i dipendenti pisani della Vodafone è che questa "manovra" sia il preludio ad altre simili.
"C'è il concreto rischio - afferma Lorenzo Cantini rappresentante sindacale della Slc-Cgil - che l'azienda, che tra l'altro non ha rimpiazzato i dipendenti che se ne sono andati, tanto che sono calati dagli iniziali 600 agli attuali 450, prosegua anche in futuro, più o meno prossimo, nella politica dello "spezzatino". Si è cominciato le sedi di Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli con garanzie occupazionali incerte a medio e lungo termine. Poi a chi toccherà?".

«Ceduti» in 914, grazie alla legge 30

Martedì 18 settembre 2007
Francesco Piccioni per "il manifesto"


Procedura aperta Comdata è il partner prescelto per i call center di Ivrea, Padova, Milano, Roma e Napoli. Assemblee spontanee in tutti i luoghi di lavoro e sciopero da organizzare nelle prossime settimane

Non accade spesso che una grande azienda multinazionale dai bilanci super (4 miliardi di euro di utili nel 2006) decida di cedere «rami» della propria azienda. Specie se tra questi c'è un servizio considerato - nelle apposite classifiche - sempre al primo posto. Ma in Vodafone è successo. Ben 914 addetti dei call center aziendali (i settori customer care, credito, customer business) saranno ceduti a Comdata, azienda non a caso specializzata nell'«outsourcing innovativo». Le indiscrezioni uscite su IlSole24ore venerdì scorso hanno trovato conferma ieri mattina, quando la società inglese ha avviato ufficialmente la procedura sindacale che dovrebbe chiudersi - secondo le intenzioni - entro novembre. I centri produttivi direttamente interessati sono stati localizzati a Padova, Ivrea, Milano, Roma e Napoli. Ma in tutte le sedi Vodafone si sono imediatamente riunite assemblee spontanee dei dipendenti, in cui la parola d'ordine è stata naturalmente «sciopero». Trattandosi di un settore sottoposto alla legislazione sui servizi pubblici (paradossale, visto che si tratta di una società privata), la procedura è abbastanza laboriosa e complessa. Vodafone è consapevole di dover affrontare un periodo di conflitto sindacale, ma è convinta della sua «strategia», tesa a portare fuori dal perimetro aziendale la «aree di competenza» che sul mercato vengono meglio coperte da altre imprese. L'intento, spiegano, «è creare un modello industriale che sia di riferimento per il settore», ma giurano anche di voler mantenere per chi è in uscita «la piena tutela delle garanzie contrattuali». Per questo motivo sarebbe stata scelta Comdata, con cui la collaborazione è avviata da tempo, e che darebbe ampie garanzie in questo senso. L'accordo - in via di negoziazione - dovrebbe essere «a lungo termine», e non di durata annuale, come avvenuto in diversi casi dello stesso tipo.I sindacati hanno immediatamente giudicato il progetto «inaccettabile», anche se Vodafone sostiene di aver parlato con tutte le organizzazioni sindacali riscontrando punti di vista diversi, ma non chiusure totali. Resta invece nei dipendenti «l'indignazione» per una scelta che risulta incomprensibile. La «cessione di ramo d'azienda» è diventata infatti una prassi comune «grazie» alla famigerata «legge 30», che anche il governo attualmente in carico fa mostra di voler mantenere intatta. Prima, infatti, c'erano diversi vincoli legislativi - tipo la constatazione di uno «stato di crisi» - che ne limitavano l'uso. Con la «legge 30», invece, questi limiti sono stati abbattuti e le aziende si stanno ingegnando nell'abbattere taluni costi «esternalizzando» buona parte delle proprie attività.Un gruppo di delegati parla apertamente di «modello inglese», dove l'azienda mantiene come dipendenti pochissime persone. Le «garanzie contrattuali», in caso di vendita di parte dell'azienda, va dai due ai cinque anni di mantenimento dello stesso inquadramento (livello, qualifica, salario). Dopo di che tutto può accadere. E' chiaro infatti che il grado di solidità di una multinazionale come Vodafone è parecchio diversa da quella delle innumerevoli società di «outsourcing innovativo» cresciute come funghi in questi anni per fare - come dicono alcuni sindacalisti - «il lavoro sporco» che molte imprese delegano volentieri per non subire danni di immagine. Il gruppo più grande e noto, grazie anche alla lunga lotta dei precari in Atesia, è certamente Almaviva, dell'«ulivista» Alberto Tripi. Sembra perciò che si sia aperta una nuova fase, in cui le grandi imprese di telefonia dismettono completamente l'infrastruttura di «rapporto con il cliente» (ma non era «centrale»?). In questo senso, la mossa Vodafone può diventare davvero un precedente che fa scuola. Molto dipenderà dalla reazione dei lavoratori. Nelle assemblee si è parlato anche di sciopero a oltranza e di iniziative molto «visibili» in tutte le città interessate dall'operazione.

mercoledì 19 settembre 2007

Dipendenti vodafone oggi in assemblea per non perdere il loro posto di lavoro

Mercoledì 19 settembre 2007
di Carlo Inghilleri per il "TG Padova Giornale di TeleNordEst" delle ore 19.00
durata filmato 00°04'11"



Parliamo dell'infuocata assemblea dei dipendenti Vodafone di Padova che oggi si sono dati appuntamento nella parrocchia san pio x per stabilire quali strategie seguire nella battaglia per mantenere i loro posti di lavoro...

Sul piano Vodafone sindacati in allarme

Mercoledì 19 settembre 2007
di Carmine Fotina per "il sole 24 ore"

Tlc. Coinvolti 914 lavoratori.


I sindacati si mobilitano contro la cessione di una parte delle attività di customer care di Vodafone alla società Comdata. Sono 914 i lavoratori interessati, nei call center di Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli. Ieri è stata aperta la procedura che precede la proclamazione dello sciopero, la cui data potrebbe essere decisa il 25 settembre quando a Roma si riunirà il coordinamento nazionale delle Rsu. Quello delle Fistel-Cisl, dice il segretario generale Armando Giacomassi, “è un giudizio negativo. Riconosciamo all'azienda di guardare al futuro con la svolta verso la banda larga fissa e internet in mobilità, ma resta una forte preoccupazione” Per due motivi, aggiunge: “le garanzie reali sulla stabilità per i lavoratori coinvolti e, in prospettiva, il timore che questo sia solo il preludio a una riduzione del perimetro strategico dell'azienda toccando poi altri settori come l'information technology e la rete”.
L'a.d. Pietro Guindani, in un'email inviata a tutti i dipendenti, descrive un “percorso strategico, basato su un piano industriale di lungo termine e un ambizioso programma di investimenti”. Tuttavia non ha escluso (si veda il sole 24 ore del 15 settembre) che il questo percorso alcune parti del processo produttivo possano essere affidate all'esterno.
Ericsson, già partner di 3 per la gestione della rete cellulare, è entrata nel gruppo dei fornitori tecnologici di Vodafone accanto a Nortel e Nokia, ma Guindani ha anche escluso che da parte della società svedese sia arrivata un'offerta per esternalizzare il network.
La trattativa in corso con Comdata interessa le attività di supporto alla gestione del cliente: per il ramo consumer, si tratta del “dealer support, supporto tecnico unificato reclami, variazioni, subentri”. Per il business: “sales support, variazioni, subentri, attivazioni standard /network/fisso, Crm amministrazione vendite”. Per il credito : “phone collection, credit verification, gestione non telefonico, gestione inbound”. Restano fuori da questo pacchetto le attività di assistenza diretta ai clienti. La procedura con i sindacati durerà 25 giorni, ma è subito iniziata con toni duri. La Slc-Cgil parla di “rappresaglie antisindacali”. Secondo il sindacato, la decisione di Vodafone sarebbe stata predisposta da tempo “con una minuziosa e mirata operazione di spostamento dei delgati sindacali e lavoratori sindacalizzati verso il ramo che si intende esternalizzare”. Vodafone esclude in modo netto, ricordando che la legge prevede che l'ambito delle attività “oggetto di cessione sia autonomo e preesistente”. L'azienda, nella comunicazione inviata alle Rsu, assicura poi che “i dipendenti interessati manterranno il contratto tlc e i trattamenti economici e normativi attuali e che le località delle sedi di lavoro non subiranno modifiche”.

Vodafone: Operazione Comdata, per i dipendenti non cambia nulla

Mercoledì 19 settembre 2007
re.de. per il "denaro.it"



I dipendenti interessati dall’acquisizione di parte delle attività di “customer care” da parte di Comdata manterranno condizioni stabili di lavoro. E’ quanto assicura Vodafone. Il colosso della telefonia precisa ieri i termini della vicenda che ha suscitato l’ira dei sindacati e incertezza tra i lavoratori: “Non c’è nessun piano di drastica riduzione dei perimetri aziendali — comunica l’azienda in una nota — non c’è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell’Italia per il gruppo” e quella con Comdata è “una collaborazione strategica”. Nello stabilimento Vodafone di Pozzuoli lavorano a oggi circa 1.300 persone. L’operazione dovrebbe interessare su tutto il territorio nazionale 914 lavoratori, un po’ più del 10 per cento del totale. Se tale percentuale dovesse essere rispettata anche inrelazione al sito partenopeo, l’esternalizzazione rigiuarderebbe tra le 100 e le 130 persone.
Vodafone non ci sta a finire sotto tiro per l’operazione con Comdata e, ieri, precisa con una nota stampa i contorni dell’affare riguardante parte dei servizi ai clienti, per i quali l’azienda torinese ha avanzato un’offerta di acquisizione. “Vodafone — si legge nella nota - ha ricevuto una offerta da Comdata, azienda eccellente nel suo campo, per l’acquisizione di parte delle attività del customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l’attività di gestione del rischio di credito. Quindi nessuna cessione di cinque call center, come invece riferito erroneamente da alcuni articoli di stampa. Si tratta — prosegue la nota - di una collaborazione strategica a lungo termine. Non c’è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell’Italia per il Gruppo Vodafone e non c’è nessun piano di drastica riduzione dei perimetri aziendali. Anzi — si sottolinea - il piano strategico di Vodafone Italia è tutto orientato allo sviluppo e sostenuto da un ambizioso piano di investimenti”. Poi l’azienda precisa la situazione dei lavoratori coinvolti nell’operazione: “I dipendenti interessati — spiegano da Vodafone - manterranno condizioni stabili di lavoro: ovvero manterranno il contratto Telecomunicazioni e i trattamenti economici e normativi attuali. Inoltre — termina la nota - le cinque sedi di lavoro, Milano, Ivrea, Padova, Roma, Napoli e non subiranno alcuna modifica”. Nel sito Vodafone di Pozzuoli lavorano attualmente circa 130 dipendenti. L’acquisizione parziale dei servizi di customer care da parte di Comdata dovrebbe riguardare oltre un centinaio di essi. A livello nazionale gli addetti interessati sono 914, circa il 10 per cento del totale dei dipendenti. Ma nei giorni scorsi i sindacati hanno già annunciato battaglia. Le procedure per lo sciopero sono già state formalmente aperte, ha fatto sapere due giorni fa Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Slc Cgil. Toccherà al coordinamento nazionale delle rappresentanze sindacali unitarie, convocato per il prossimo 25 settembre, valuteremo tutte le iniziative necessarie da mettere in campo.

No al progetto di cessione di ramo d'azienda. No al trasferimento di 914 lavoratori.

Mercoledì 19 settembre 2007
Comunicato della RSU Triveneto

Ordine del giorno del 19 settembre 2007

I Lavoratori Vodafone Omnitel N.V. delle sedi di Padova riuniti in assemblea, esprimono la loro piu’ totale contarieta’ all’intenzione aziendale di effettuare la cessione di ramo d’azienda di alcune parti del Call Center, con la conseguente esternalizzazione di 914 colleghi.

Considerano inaccettabile il trattamento riservato a quasi mille lavoratori che nel corso degli anni hanno garantito con entusiasmo ed abnegazione a questa azienda il raggiungimento dell’attuale posizionamento nel mercato delle Telecomunicazioni.
Questo atteggiamento non distingue Vodafone Omnitel N.V. da molte altre aziende.

Un comportamento, quello adottato della Dirigenza Vodafone, che compromette seriamente ed inesorabilmente il clima tra tutti i Lavoratori e l’Azienda stessa, attuato, tra l’altro, a ridosso dell’apertura della contrattazione di II° livello.

I Lavoratori delle sedi di Padova, invitano e danno pieno mandato alla RSU, al Coordinamento RSU Nazionale e alle OO.SS. di mettere in campo tutte le azioni possibili volte a contrastare la cessione di un ramo d’azienda del Call Center.
L'ordine del giorno è stato approvato dalle assemblee dei lavoratori all'unanimità.

Vodafone, sindacati contro esternalizzazioni

Martedì 18 settembre 2007
di Ester Crea per "conquistedellavoro.it"



Fistel, Slc e Uilcom verso lo sciopero dopo la presentazione di un progetto per la cessione delle attività di customer care

Bandisce concorsi a premi, si guadagna la simpatia con i volti (ben pagati) di Totti e Gattuso, pensa perfino di comprare le infrastrutture in Italia e Spagna di Tele2, ma intanto è pronta a rifilare una pedata a centinaia di lavoratori del suo customer care. E’ il colosso della telefonia mobile Vodafone, che nell’illustrare ai sindacati il piano industriale della compagnia ha rivelato l’intenzione di esternalizzare fino a quasi il 10% del suo personale, il tutto dopo un anno con fatturati in crescita e milioni di euro di profitti.

Pronta la reazione dei sindacati che hanno aperto la procedura di sciopero e convocato per il prossimo 25 settembre il coordinamento nazionale Rsu Vodafone per decidere le iniziative contro la decisione dell’azienda.

A rischio, in particolare, sarebbero i 914 lavoratori dei call center di diverse città d’Italia (Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli).

”La riduzione del perimetro aziendale è un fatto grave - sostiene Raffaella Di Rodi, segretario nazionale Fistel Cisl – perché l’azienda, a fronte di un calo di redditività, risponde con un processo di esternalizzazione di attività core-business e dei lavoratori”.

Secondo le segreterie nazionali di Fistel, Slc e Uilcom si tratta di un progetto inaccettabile, ”che segna una grave inversione di tendenza rispetto alle politiche industriali portate avanti finora nel segno della qualità e dell'integrazione dei servizi e delle professionalità”.

Inoltre, i sindacati intravedono il rischio che si tratti solo di un primo passo, che col tempo potrebbe coinvolgere anche gli altri asset finora ritenuti strategici, come era stato dichiarato essere lo stesso customer care (cioè rete e IT).

Un’eventualità che secondo Di Rodi dovrebbe spingere il sindacato confederale ”ad una grossa riflessione a fronte dei cambiamenti che stanno avvenendo nel settore delle Tlc per adeguare gli strumenti contrattuali e dare maggiori tutele ai lavoratori che sono i soli a pagare le conseguenze delle strategie aziendali”.

Duro anche il commento di Alessandro Genovesi della Slc Cgil. ”Al di là di belle parole e tentativi di far passare tale operazione come scelta di carattere industriale – afferma il sindacalista - siamo alle prese con una semplice riduzione del costo del lavoro per far crescere il valore economico e finanziario dell’impresa”.

”Abbiamo molti dubbi – sottolinea Genovesi - sulla esternalizzazione di parti importanti dei servizi di gestione del cliente, da sempre vanto di Vodafone, che annuncia nei fatti un cambio di strategia esternalizzando parti importanti dei propri asset. A vantaggio, oltretutto, di un’azienda come Comdata, che non è l’Olivetti, ma anzi un’impresa di call-center priva persino di un contratto aziendale di secondo livello
e che da tempo va facendo shopping al solo scopo di quotarsi in Borsa. Le domande sono: siamo di fronte all'inizio di una drastica riduzione dei perimetri aziendali di Vodafone? Per Vodafone l'Italia è ancora un mercato strategico?”.

Caso Vodafone-Comdata, è scontro a tutto campo

Mercoledì 19 settembre 2007
di Pier Luigi Tolardo per "zeusnews.it"




I sindacati rispondono molto duramente al piano di Vodafone di esternalizzare parte delle attività del 190 e i relativi lavoratori.

I vertici del sindacato confederale replicano molto duramente alle dichiarazioni di Vodafone secondo cui la cessione a Comdata delle attività di backoffice (quelle che non riguardano il colloquio con il cliente), compresi i relativi 914 dipendenti, avrebbe un carattere indolore per i lavoratori e strategico per l'azienda.
Secondo Raffaella Di Rodi, segretaria nazionale della Fistel-Cisl, "a fronte di un calo di redditività, l'azienda riduce il perimetro aziendale solo per ridurre il costo del lavoro".
Alessandro Genovesi della segreteria nazionale dell'Slc-Cgil commenta: "Il rischio è che anche altri settori aziendali, come la Rete, vengano presto esternalizzati. Comdata non ha un contratto integrativo per i prori dipendenti e in questo momento è preoccupata solo di acquisire attività per supportare la sua imminente quotazione in Borsa ma c'è da dubitare sul carattere strategico di questa operazione"
Preoccupa i sindacati soprattutto il fatto che Piero Guindani, amministratore delegato di Vodafone, sia anche presidente dell'Asstel, l'associazione confindustriale del settore e che Vodafone abbia dichiarato di voler fare dell'operazione un modello le aziende di Tlc.

In considerazione del fatto che Vodafone potrebbe acquisire anche Tele2 e perfino H3G, si comprende come lo scontro sindacale in atto vada al di là del merito stesso dell'operazione.

martedì 18 settembre 2007

Sciopero: risposta alla lettera di apertura delle procedure di raffreddamento

Lunedì 17 settembre 2007
lettera di convocazione dell'unione industriali di roma alle organizzazioni sindacali per la procedura di raffreddamento

da: Unione Industriali delle Imprese di Roma
a: SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL Nazionali
e p.c. Vodafone Omnitel N.V.

Oggetto: Procedura di raffreddamento - art. 2, lettera C) regolamentazione provvisoria per il settore delle telecomunicazioni della commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Facciamo seguito alla vostra, inviata inviata in data odierna alla Vodafone Omnitel N.V., relativa alla attivazione della procedura in oggetto e vi convochiamo, in nome e per conto della nostra associata per il giorno

Venerdì 21 Settembre 2007 alle ore 10.00

presso la nostra sede di via noale 206, roma, per esperire la detta procedura.

Distinti saluti.

Esternalizzare il settore assistenza ai clienti, è quanto ha annunciato la Vodafone

Lunedì 17 settembre 2007
di Stefania Giacomini per il "TGR Rai del Lazio" delle ore 19.30
durata filmato 00°01'42"



La decisione dell'azienda di telefonia che porterebbe al distacco di 900 dipendenti in tutta italia, preoccupa i lavoratori che sono scesi in piazza davanti alla sede romana del laurentino...

Vodafone, a Pozzuoli tremano in 100

Martedì 18 settembre 2007
g.b. per il "denaro.it"



Sono cento i lavoratori della Vodafone di Pozzuoli con il fiato sospeso per il progetto di cessione dei servizi di back office a Comdata, azienda torinese di Information Technology con 4 mila dipendenti. Si tratta della stessa impresa che nei mesi scorsi ha fatto shopping in Campania acquistando la Selfin di Caserta. La reazione dei sindacati locali si annuncia dura. “L’esternalizzazione — afferma Gianluca Daniele, segretario generale della Slc Cgil di Napoli, che alle ultime elezioni Rsu ha raccolto circa l’80 per cento dei consensi - è un modo scorrettissimo di ridurre i costi del personale. Oltretutto l’operazione non è ben chiara, e perciò i lavoratori da “esternalizzare” vengono scelti in maniera praticamente casuale, creando delle discriminazioni. Noi siamo già mobilitati, oggi (ieri per chi legge, Ndr) ci sono già state delle proteste spontanee. Probabilmente in Campania anticiperemo anche la mobilitazione nazionale”. Lo sciopero, a questo punto, sembra inevitabile. Il coordinamento nazionale delle rappresentanze sindacali unitarie di Vodafone è già convocato per prossimo 25 settembre: in quella sede i sindacati valuteranno tutte le iniziative da mettere eventualmente in campo”.

Sindacati sul piede di guerra contro Vodafone. La pietra dello scandalo è la decisione del colosso della telefonia di cedere i servizi di assistenza “back office” ai clienti alla torinese “Comdata”. Si tratta della stessa azienda che all’inizio del 2007 ha rilevato la Selfin (ex Ibm) di Caserta; un’impresa in crescita, la Comdata: ad oggi conta circa 4 mila dipendenti e un fatturato che, secondo le stime, nel 2007 arriverà a 200 milioni di euro. I lavoratori Vodafone di Pozzuoli, come avviene in ogni processo di “esternalizzazione”, temono di perdere le attuali garanzie sul mantenimento del proprio impiego. In Campania lo stabilimento Vodafone conta circa 1.300 addetti. Secondo le stime della Slc-Cgil, il processo di esternalizzazione in corso riguarderebbe tra i 95 e i 100 addetti. Ma i sindacati sono decisi a dare battaglia. Spiega Gianluca Daniele, segretario generale della Slc Cgil di Napoli: “Loro la chiamano cessione di ramo d’azienda, ma è solo unmodo scorrettissimo per ridurre i costi del personale. Peraltro si tratta di attività che noi riteniamo di ‘core business’, attività qualificate”. Ma quanti e quali sono i lavoratori interessati dal processo di esternalizzazione? “Su base nazionale sono 914 su circa 8 mila addetti complessivi. Un rapporto di poco superiore al 10 per cento, dunque. C’è da ritenere che a Pozzuoli il rapporto sarà grosso modo lo stesso, anche se i numeri nessuno li ha forniti ufficialmente”. Nello stabilimento campano di Vodafone lavorano poco più di mille dipendenti, dunque, secondo le stime della Slc Cgil, i lavoratori interessati sarebhbero un centinaio. “I limiti dell’operazione non sono ben delineati - prosegue Daniele - per cui i lavoratori da esternalizzare vengono scelti in maniera casuale, creando discriminazioni intollerabili”. “Il clima che si respira a Pozzuoli non è affatto buono . spiega Daniele - ci sono già state delle proteste spontanee, sicuramente qualcosa va fatto e probabilmente la faremo anche in anticipo rispetto alla mobiltazione nazionale”. A livello nazionale i sindacati hanno già formalmente aperto le procedure per lo sciopero in tutto il gruppo. La decisione definitiva sarà adottata dal coordinamento nazionale delle Rsu, convocato per il prossimo 25 settembre. “L’esternalizzazione - afferma la Spi-Cgil nazionale colpisce una popolazione per quasi il 70 per cento fatto di donne con un età media di 33 anni. Inoltre il timore è quello di essere di fronte solo a un primo passo verso una più drastica riduzione del core business dell’azienda, conun ridimensionamento anche degli altri assett strategici come It e Rete”.

Quando un azionista vale più di un dipendente

Lunedì 17 settembre 2007
Comunicato ai Lavoratori della RSU Roma

Ebbene si, ci siamo! Le voci che correvano vorticosamente negli ambienti aziendali, hanno trovato la loro concretezza nella giornata di venerdì. VODAFONE CEDE CENTINAIA DI LAVORATORI A COMDATA. Informazione, questa, che i dipendenti hanno conosciuto attraverso un articolo fatto uscire da Vodafone su “il Sole 24 Ore” (e non ci dicano che non sapevano nulla dell’articolo… non abbiamo l’anello al naso!). Dopo averne parlato diverse volte in assemblea, la tanto contestata legge 30 sul lavoro (impropriamente detta Biagi) ha travolto anche noi. Infatti, è proprio per effetto di questa legge che Vodafone può cedere un ramo d’azienda. Dunque, non è bastato NON reintegrare tutte le persone che fino ad oggi hanno dato le dimissioni! Non è bastato esternalizzare tutto il lavoro esternalizzabile! Non sono bastati gli oltre 4 MILIARDI DI EURO di utili che Vodafone genera all’anno. Comunque cedono centinaia di dipendenti e, beffa delle beffe, contemporaneamente si fregiano di voler fare 2500 nuove assunzioni per la rete fissa. Tutto questo senza neanche provare un pizzico di VERGOGNA! Ma non è proprio possibile fare un operazione un po’ meno finanziaria e un po’ più umana? Se poi pensiamo che questa è la stessa azienda che ci vuole giudicare tutti gli anni per l’ADERENZA AI VALORI AZIENDALI, allora ci viene da chiedere, ma che valore è cedere i lavoratori ad altra azienda mettendo a rischio la loro vita lavorativa futura? Ma non siamo i più bravi sul mercato?
la situazione è grave e siamo convinti che si tratti solo dell’inizio di una strategia che vede vodafone pronta a passare sui suoi lavoratori pur di fare più incassi possibili. Alla faccia dell’impegno e della dedizione che gli abbiamo sempre dedicato. Di certo ora non potrà stupirsi se non riusciremo più ad avere questa ossessiva attenzione per il csi, i dati, gli NBA… se le procedure risentiranno dello stress che ci stanno causando. Sarà solo il risultato del modo in cui ci stanno trattando. E crediamo che tutti, TUTTI, questa volta siano in grado di rendersene conto.
Immediatamente abbiamo aperto le procedure di sciopero, tra breve convocheremo le assemblee e stiamo organizzando iniziative di mobilitazione continue.
Non si può restare inermi di fronte a questo. Non si può fare finta che vada tutto bene o pensare che non è successo a noi. Perché chi di noi non è coinvolto oggi, potrebbe esserlo domani.

lunedì 17 settembre 2007

A Vodafone scioperano contro l'outsourcing

Lunedì 17 settembre 2007
di Pier Luigi Tolardo per "Zeusnews.it"



I sindacati proclamano lo stato di agitazione; presto i lavoratori scenderanno in sciopero contro il progetto di esternalizzare i call center con i dipendenti.

Ormai è ufficiale: Vodafone ha comunicato formalmente alle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil il proprio progetto di esternalizzare i propri call center per l'assistenza clienti (ossia il 190), compresi gli operatori che lì lavorano. Si tratta dei call center di Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli, che impiegano alcune centinaia di operatori e che verrebbero ceduti al Gruppo Comdata.
In seguito a questa comunicazione, i sindacati confederali del settore hanno proclamato lo stato di agitazione, dando all'azienda il preavviso di 10 giorni previsto dalla legge sugli scioperi nei servizi pubblici per la proclamazione dello sciopero.
Lo sciopero di tutto il gruppo Vodafone verrà probabilmente proclamato nel coordinamento delle RSU (le rappresentanze sindacali unitarie) che si riunirà il 25 settembre a Roma. Il sindacato chiede agli operatori di applicare rigidamente tutte le procedure previste.
Questa vicenda dell'esternalizzazione di una parte importante dell'attività di Vodafone viene a cadere all'interno di un momento di forte fibrillazione all'interno della maggioranza di governo, di cui fa parte Rifondazione Comunista che ha presentato un progetto di legge per limitare fortemente la possibilità per le aziende di cedere rami interni con i relativi lavoratori.
E' facile pensare che ifondazione premerà sui ministri Damiano e Bersani perché fermino il progetto di Vodafone. Inoltre, in questo momento si stanno tenendo le assemblee per l'approvazione dell'accordo per il metà contratto delle Telco, che, in seguito a queste notizie, potrebbe essere bocciato dalla base.

Vodafone esternalizza, i sindacati protestano

Lunedì 17 settembre 2007
“Corriere della Sera”



La decisone interessa le sedi di Roma, Milano, Ivrea, Padova e Napoli
L'ad Guindani comunica l'intenzione di cedere un ramo d'azienda che coinvolge 914 dipendenti: agitazione dei lavoratori


ROMA - Vodafone presenta un piano strategico «orientato allo sviluppo», ma che comporta l'esternalizzazione di alcune attività di back-office e il sacrificio (ovvero il trasferimento ad altre società) di quasi un decimo dei 10mila dipendenti della filiale italiana. Una strategia di outsourcing che non fa piacere ai sindacati, che entrano subito in stato di agitazione. Dopo molte voci al riguardo, l'ad del gruppo, Piero Guindani, ha ufficialmente comunicato alle rappresentanze sindacali l'intenzione di cedere un ramo d'azienda - e i relativi dipendenti - al partner Comdata (che lavora con l'azienda telefonica dal 1996 e conta 4mila dipendenti e circa 200 milioni di fatturato annuo). Come scrive Guindani in una lettera inviata lunedì mattina ai dipendenti Vodafone, l'operazione allo studio (di cui è stata avviata la procedura di consultazione sindacale) «coinvolgerà 914 colleghi specialisti dei processi amministrativi a supporto del cliente e dell'attività di gestione del rischio del credito, delle sedi di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli».
I toni dell'ad Guindani sono rassicuranti: Comdata, scrive il manager, è «una realtà imprenditoriale italiana di successo», dove «l'approccio alle persone è improntato ai medesimi valori di Vodafone, con particolare riguardo alla formazione e alla crescita professionale». Eppure, i 914 dipendenti di Vodafone non sembrano affatto felici della novità: le rappresentanze sindacali dopo una lunga assemblea spontanea dei lavoratori, lunedì mattina, hanno manifestato il loro dissenso. Sabato prossimo a Roma, i dipendenti delle sedi interessate dalla cessione del ramo d'azienda manifesteranno in via del Corso, davanti al punto vendita Vodafone One. E intanto i lavoratori inizieranno «un'azione di rallentamento delle attività - spiegano i sindacati - fino a data da destinarsi, per creare evidenti problemi all'azienda».
Guindani, nei giorni scorsi, dopo aver presentato un piano industriale che verte sullo sviluppo della tradizionale attività della telefonia mobile e sui business della banda larga mobile e dei servizi integrati fisso-mobile per famiglie e imprese (confermando tra l'altro l'interesse per Tele2), ha difeso a più riprese il progetto: «Abbiamo ricevuto un'offerta per l'acquisizione di una parte delle attività che riguardano il customer care», oggi svolti dai call center, aveva detto, ma «è certo comunque che manterremo tutte le attività a diretto contatto con i clienti: l'assistenza e la promozione commerciale, attività strategiche anche in futuro». «In ogni caso - ha sottolineato Guindani a proposito di Comdata - qualunque accordo di questo tipo dovrà essere compatibile con condizioni stabili di lavoro».

Comunicato delle Segreterie Nazionali

Lunedì 17 settembre 2007

Comunicato delle Segreterie Nazionali


Ai Segretari Regionali/Territoriali

Al Coordinamento Nazionale
RSU Vodafone

Le Segreterie Nazionali e il Coordinamento Nazionale delle RSU, durante un incontro per l’illustrazione del Piano Industriale con i massimi digerenti dell’azienda Vodafone, hanno appreso del progetto di esternalizzare a breve diverse centinaia di lavoratori del customer care in tutta Italia (Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli).

Le Segreterie nazionali hanno valutato inaccettabile tale progetto che segna una grave inversione di tendenza rispetto alle politiche industriali portate avanti finora nel segno della qualità e dell’integrazione dei servizi e delle professionalità.

La riduzione del perimetro aziendale è un fatto grave che rischia di essere solo il primo passo, potendo coinvolgere poi nel tempo gli altri asset finora ritenuti strategici come era stato dichiarato essere il customer care (cioè rete e IT).

Per queste ragioni le Segreterie nazionali e il Coordinamento Nazionale delle RSU invitano i lavoratori alla mobilitazione, organizzando nelle prossime ore assemblee informative in tutti i luoghi di lavoro e, già nelle prossime ore, avviando le procedure previste dalla legge per l’indizione dello sciopero in tutta l’azienda.

Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL – CISL UILCOM-UIL

Sciopero: lettera di apertura delle procedure di raffreddamento

Lunedì 17 settembre 2007

Lettera delle Segreterie Nazionali alla Vodafone Omnitel NV


VODAFONE OMNITEL N.V.
Direzione Risorse Umane e Organizzazione
Relazioni Industriali
CORSICO (MI)

OGGETTO: Procedure di raffreddamento (ai sensi delle Leggi 146/90 e 83/2000 ed in base all’art. 2 della Regolamentazione Provvisoria di cui alla delibera della Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali - Seduta del 25 luglio 2002).


MOTIVAZIONI: Esternalizzazioni call center e riduzione perimetro aziendale
Con la presente si intende avviare le procedure di legge per la proclamazione dello stato di agitazione e le iniziative di sciopero a sostegno della vertenza in oggetto.
A tal fine si richiede l’incontro previsto dalle procedure in oggetto.

Distinti saluti.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

Un sito delle RSU Vodafone del Triveneto per tenervi informati

Lunedì 17 settembre 2007
www.cellman.it



Non ci sono dubbi!Tra Vodafone ed il personale è crisi dichiarata!

Trattare quest'argomento sul Web è anche rischioso!Essendo Vodafone il n.1 per inserzioni pubblicitarie su WEB , Carta Stampata e TV andare oltre il seminato (intendiamo i comunicati ufficiali sull'argomento) puo' anche comportare di mettere a rischio campagne pubblicitarie importanti.

Noi, non essendo interessati in questo senso, possiamo parlarne con la massima libertà.

Ci siamo davvero rimasti male ...... insomma è crollato un mito per noi..... quando abbiamo appreso che una compagine di RSU ha letto su ILSole24ORE le intenzioni della azienda proprio mentre si recava a Roma per un incontro di routine con i vertici aziendali giovedi' 14 settembre.

I piu' informati sostengono che la delegazione abbia abbandonato la riunione per protesta!

Scorrendo le pagine del
sito delle RSU del Trivento si capisce che gli eventi sono precipitati e che l'esito dell'incontro e dei successivi hanno costretto Vodafone a scoprire le carte.

Certo che se non fosse per
quell'articolo del ILSole24ORE , dedicato a Comdata che probabilmente si vuole quotare in borsa, tutti sarebbero ignari della situazione.

Insomma , come nel caso della RAM Aziendale, siamo di fronte ad una gestione conflittuale del problema.
Ci chiediamo, visto che l'evoluzione attuale era scontata, per quale motivo non si sia scelta la strada della collaborazione e della concordia.

Gli effetti degli scioperi ricadranno sulla clientela.......... e sulla qualita' dei servizi.

Forse ... anche TOPO GIGIO avrebbe fatto di meglio!

Comunicato stampa: Sciopero Vodafone

Lunedì 17 settembre 2007
Comunicato stampa FISTel-CISL

La FISTel CISL, insieme a SLC e UILCOM, ha aperto la procedura di sciopero e convocato il 25 c.m. il Coordinamento Nazionale RSU Vodafone per decidere le iniziative contro la decisione dell’azienda Vodafone di cedere attivita’ e conseguentemente 914 Lavoratori a Comdata.
La riduzione del perimetro aziendale e’ un fatto grave sostiene Raffaella Di Rodi Segretario Nazionale FISTel CISL; perche’ l’azienda a fronte di un calo di redditivita’ risponde con un processo di esternalizzazione di attivita’ core-business e dei Lavoratori.
Secondo Di Rodi il Sindacato Confederale e’ chiamato ad una grossa riflessione a fronte dei cambiamenti che stanno avvenendo nel settore tlc per adeguare gli strumenti contrattuali e dare maggiori tutele ai Lavoratori che sono i soli a pagare le conseguenze delle strategie aziendali.

Vodafone cede 914 Lavoratori, il 10% del personale!!

Lunedì 17 settembre 2007
Comunicato della RSU Triveneto ai Lavoratori


È di pochi minuti fa la comunicazione della direzione aziendale con la quale ci viene formalizzata la decisione di cedere 914 Persone a Comdata, oltretutto con tempi estremamente ridotti.

I Call Center interessati sono ben 5 (Ivrea, Milano, Padova, Roma, Napoli) ed in particolare per la nostra sede le Persone coinvolte saranno almeno 200, coinvolgendo le aree di Consumer: subentri; Corporate: sales support, variazioni, subentri, attivazioni, crm amministrazione vendite; Credito: collection, aca, gestione non telefonica, gestione inbound.

Si tratta di un atto gravissimo che non distingue questa azienda da molte altre….fortuna che eravamo diversi da tutti gli altri!!
Intraprendendo una strada mai attuata finora, trovera’ nel Sindacato e nei Lavoratori la piu’ strenua opposizione.
Siamo consapevoli che l’azione di contrasto sara’ estremamente coesa e compatta.

Non si esclude, infatti, la possibilita’ di future ed ulteriori cessioni di rami aziendali.
Pur di risparmiare qualche euro tutto sara’ attuato!!

Siete invitati all’assemblea di mercoledi’ prossimo, in cui vi daremo ulteriori delucidazioni sull’azione di lotta da intraprendere.

Ulteriori informazioni ed altro saranno reperibili sul sito: http://vodafonepeople.blogspot.com
/

Ecco la lettera che annucia l'intenzione di esternalizzare 914 Lavoratori.

Lunedì 17 settembre 2007
Lettera della Direzione Aziendale Vodafone Omnitel NV alle RSU delle Sedi interessate

Spett.le RSU sede di:
Ivrea
Milano
Padova
Roma
Napoli


Milano, 17 settembre 2007

Oggetto: comunicazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 47, legge 29 dicembre 1990, n. 428, nonché dell'art. 2112 c.c. Come modificato dall'art. 47, 1° comma, legge 29 dicembre 1990, n. 428, dal Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 18 e dall'art. 32, comma 1, Decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003.

Ai sensi e per tutti gli effetti della L. 29.12.1990, n, 428, art. 47 e successive modifiche, Vi comunichiamo che è nostra intenzione di effettuare il trasferimento del ramo d'azienda concernente le attività di supporto alla gestione del cliente (Consumer: dealer support, supporto tecnico unificato, reclami, variazioni, subentri; Business: sales support, variazioni, subentri, attivazioni standard/network/fisso, CRM amministrazione vendite; Credito: phone collection, credit verification, gestione non telefonico, gestione inbound) con personale impiegato presso le sedi di Milano, Ivrea, Padova, Roma e Napoli alla cui acquisizione è interessata la Società Comdata Spa con sede in Via Carlo Alberto, 22/A – Torino.

L'operazione avrà luogo non appena terminata la procedura sindacale prevista e, in ogni caso, non oltre il mese di novembre 2007.
Ai fini e per gli effetti dell'art. 47, legge 29 dicembre 1990, n. 428 si comunicano le seguenti informazioni:

i motivi del programmato atto di trasferimento del ramo d'azienda, nell'ambito della Direzione delle Customer Operations, concernente l'attività di supporto alla gestione del cliente (Consumer: dealer support, supporto tecnico unificato, reclami, variazioni, subentri; Business: sales support, variazioni, subentri, attivazioni standard/network/fisso, CRM amministrazione vendite; Credito: phone collection, credit verification, gestione non telefonico, gestione inbound) rientrano nell'ambito della più ampia politica di focalizzazione dell'attività della società Vodafone Omnitel NV che consentirà all'azienda di concentrarsi sulle attività di gestione della clientela di alto valore e sulle attività di In house sales semplificando, al tempo stesso, la gestione operativa dei processi di back office corporate e consumer e di gestione del credito.

La Comdata Spa, che si dichiara interessata ad acquisire il suddetto ramo d'azienda in una prospettiva di ampliamento della propria attività, è altamente specializzata nel settore della fornitura dei servizi di customer management e document management.

Con l'operazione oggetto della presente procedura la società Vodafone Omnitel NV consentirà altresì la non dispersione e lo sviluppo delle professionalità interne già consolidate.

Ai sensi dell'art. 2112 c.c., il rapporto di lavoro di tutti i 914 dipendenti di Vodafone Omnitel NV facenti parte del ramo d'azienda proseguirà con Comdata S.p.A., per se' o per le sue controllate, senza soluzione di continuità.

Ai lavoratori interessati al trasferimento sarà mantenuto il CCNL dei servizi di Telecomunicazione del 3 dicembre 2005 e i trattamenti economici e normativi complessivamente in atto.

Le località delle sedi di lavoro non subiranno modifiche.

Di quanto sopra Vi diamo notizia ai fini e per gli effetto della particolare procedura prevista dall'art. 47 della legge citata in oggetto, dichiarandoci fin d'ora disponibili ad accentrare l'esame congiunto con le OO.SS. E le RSU presso la sede dell'Unione Industriali di Roma.

Distinti saluti
La Direzione

domenica 16 settembre 2007

Vodafone/Sindacati: mobilitazione contro le esternalizzazioni

Venerdì 14 settembre 2007
"Alice Notizie / Apcom"



Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uil pronti ad aprire procedure sciopero

La Slc-Cgil, insieme a Uil e Fistel-Cisl, lancia una mobilitazione contro le esternalizzazioni annunciate da Vodafone. La società di telefonia, si legge in una nota della Slc-Cgil, ha annunciato che centinaia di lavoratori saranno esternalizzati, forse fino al 10% del personale, "dopo un anno con fatturati in crescita e milioni di euro di profitti". "Al di là di belle parole e tentativi di far passare questa operazione come scelta di carattere industriale - afferma il segretario nazionale della Slc, Alessandro Genovesi - siamo alle prese con una semplice riduzione del costo del lavoro per far crescere il valore economico e finanziario dell'impresa".
"Abbiamo molti dubbi - sottolinea Genovesi - sulla esternalizzazione di parti importanti dei servizi di gestione del cliente, da sempre vanto di Vodafone, che annuncia nei fatti un cambio di strategia esternalizzando parti importanti dei propri asset. A vantaggio, oltretutto, di un'azienda come Comdata, che non è l'Olivetti, ma anzi un'impresa di call-center priva persino di un contratto aziendale di secondo livello e che da tempo va facendo shopping al solo scopo di quotarsi in Borsa. Le domande sono: siamo di fronte all'inizio di una drastica riduzione dei perimetri aziendali di Vodafone? Per Vodafone l'Italia è ancora un mercato strategico?".
"Come Slc-Cgil, insieme a Fistel e Uil - conclude il sindacalista - chiameremo già nelle prossime ore i lavoratori di Vodafone alla mobilitazione, aprendo le procedure per uno sciopero nazionale di tutto il gruppo".

Vodafone: Uilcom, sciopero contro cessione attività back office

Sabato 15 settembre 2007
di Red per "Agenzia Italia"




I lavoratori della Vodafone sciopereranno contro la decisione della societa’ di cedere a Comdata le attivita’ di back office e le centinaia di dipendenti impiegati in questo settore negli stabilimenti di Ivrea, Padova, Milano, Roma e Napoli. I sindacati di categoria Uilcom, Slc e Fistel hanno annunciato di “aver aperto le procedure di sciopero, che interesseranno tutti i lavoratori di Vodafone” e che “e’ stato convocato a Roma, per il 25 settembre, il coordinamento nazionale dei dipendenti del gruppo, che decidera’ le adeguate iniziative”.Secondo Giorgio Serao, segretario nazionale della Uilcom, “iniziano a manifestarsi le prime ricadute sui lavoratori del decreto Bersani, dopo i tagli dei costi di ricarica che hanno ridotto la redditivita’, a loro dire, delle imprese delle telecomunicazioni”. “Siamo preoccupati per il futuro di tutti i lavoratori del settore - ha aggiunto Serao - in particolare, in questo momento, per quelli di Vodafone”

Vodafone: piano industriale orientato a sviluppo e investimenti

Sabato 15 settembre 2007
di Mau per "Agenzia Italia"



Il piano industriale di Vodafone Italia “non e’ riconducibile ai recenti interventi legislativi (Decreto Bersani) ma esclusivamente basato sulle nuove politiche di sviluppo focalizzate sulla banda larga mobile e i servizi integrati fisso-mobili”. E’ quanto si legge in una nota della societa’ telefonica. “I progetti di sviluppo, cosi come illustrati oggi in un’intervista dall’Amministratore Delegato Pietro Guindani”, conclude il comunicato, “interesseranno aree strategiche con la conseguente creazione di 2500 nuovi posti di lavoro, incluso l’indotto, sull’intera filiera produttiva”.

Tlc: slc-cgil, mobilitazione contro esternalizzazioni vodafone

Venerdi 14 settembre 2007
"Adnkronos"



Slc-Cgil contro la decisione di Vodafone di esternalizzare "fino forse il 10% del suo personale, il tutto dopo un anno con fatturati in crescita e milioni di euro di profitti". Ad annunciarlo il segretario generale, Alessandro Genovesi. ''Al di la' di belle parole e tentativi di far passare tale operazione come scelta di carattere industriale - afferma - siamo alle prese con una semplice riduzione del costo del lavoro per far crescere il valore economico e finanziario dell'impresa.''''Abbiamo molti dubbi - prosegue - sull'esternalizzazione di parti importanti dei servizi di gestione del cliente, da sempre vanto di Vodafone che annuncia nei fatti un cambio di strategia esternalizzando parti importanti dei propri asset a vantaggio, oltretutto, di un'azienda come Comdata, che non e' l'Olivetti, ma anzi un'impresa di call center operante al di fuori priva persino di un contratto aziendale di 2° livello e che va da tempo facendo shopping al solo scopo di quotarsi in borsa.''''Come SLC-CGIL, insieme a Fistel e Uil, chiameremo gia' nelle prossime ore i lavoratori di Vodafone alla mobilitazione, aprendo le procedure per uno sciopero nazionale di tutto il gruppo, conclude il sindacalista.

"Nasce una nuova Vodafone"

Sabato 15 settembre 2007
di Carmine Fotina per "il sole 24 ore"

Intervista a Guindani
"La nuova Vodafone si espande nel fisso"
Più sviluppo con i servizi fisso-mobile - Con Comdata intesa di lungo termine.

Per Vodafone, multinazionale che in Italia fattura 8.1 miliardi di euro, secondo gruppo di telecomunicazioni del Paese, scatta l'ora di un nuovo piano industriale. L'amministratore delegato Pietro Guindani, 49 anni, al definisce "fase due dello sviluppo", spiega l'operazione in corso con Comdata per cedere parte dell'attività di customer care (si veda "il sole 24 ore" di ieri) e aggiunge che è ormai imminente lo sbarco nella telefonia fissa per portare "vera concorrenza" in un settore ancora dominato da Telecom Italia. L'operazione con Comdata ha già fatto scattare l'allarme tra i sindacati, con la Cgil che teme l'esternalizzazione "fino forse del 10% del personale" e prepara la mobilitazione. Guindani prova a lanciare un messaggio distensivo assicurando che sarà garantita la stabilità occupazionale. Mentre i progetti di sviluppo nelle aree strategiche e nel "fisso", dice, "porteranno alla creazione di 2.500 nuovi posti di lavoro sull'intera filiera produttiva, incluso l'indotto".

Comdata è pronta a gestire delle vostre attività. Quali aree e quante persone sono coinvolte?
Abbiamo ricevuto un'offerta per l'acquisizione di una parte delle attività che riguardano il customer care: i processi amministrativi a supporto della gestione del cliente e l'attività di gestione del rischio di credito, oggi svolte presso i call center di Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli. Il numero delle unità coinvolte (Comdata parla di "diverse centinaia", ndr) verrà indicato con l'avvio della procedura. E' certo comunque che manterremo tutte le attività a diretto contatto con i clienti: l'assistenza e la promozione commerciale, attività strategiche anche in futuro.
Qual è la logica di questa operazione? In futuro potrebbero essere cedute all'esterno altre area di attività, come i servizi di information technology e la rete?
Avremo un modello di impresa aperto a partner con cui stringere accordi di collaborazione strategica a lungo termine. All'interno gestiremo competenze chiave, quali lo sviluppo dell'offerta commerciale, il portafoglio di tecnologie e il rapporto diretto con il cliente. E' possibile che si accetti di far gestire alcune parti del nostro processo produttivo da operatori specializzati, che abbiano competenze funzionali a garantire l'eccellenza del servizio. In ogni caso, qualunque accordo di questo tipo dovrà essere compatibile con condizioni stabili di lavoro, in piena coerenza con le strategie e i valori di Vodafone.
I sindacati hanno già diffuso una nota di allarme sui vostri piani in Italia.
Non c'è alcun dubbio sulla centralità presente e futura dell'Italia per il grupppo Vodafone e non c'è nessun piano per la drastica riduzione dei perimetri aziendali, anzi il nostro piano strategico è tutto orientato allo sviluppo, sostenuto da un ambizioso piano di investimenti.
Parliamo di sviluppo. Il mercato della telefonia mobile arranca, come crescerete?
La fase uno di Vodafone è durata più di 10 anni con tassi di crescita a due cifre sostenuti dal continuo aumento del numero di clienti. Ma il 2005, l'anno in cui la penetrazione del mercato è diventata totale, ha segnato una svolta spostando la concorrenza sulle quote di traffico e costringendo tutto il settore a rivedere le strategie. Il cuore di Vodafone resta la telefonia mobile, caratterizzata da riduzione dei prezzi e compressione dei margini ma ancora da un continuo incremento dei volumi. In questo mercato dobbiamo differnziarci dai concorrenti con la qualità e investire per gestire i volumi in crescita di traffico. le nuove aree di sviluppo saranno invece due: i servizi integrati e la banda larga mobile, che grazie all'Umts ha ormai prestazioni paragonabili all'Adsl. La banda larga mobile è ancora un mercato di piccole dimensioni, ma con tassi di crescita molto elevati e Vodafone può contare su una quota superiore a quella che abbiamo nella telefonia mobile tradizionale.
Da tempo si parla di un vostro piano per aggredire telecom sul fisso. Può spiegarcelo?
Nei servizi integrati fisso-mobile, per la clientela residenziale e per le imprese, utilizzeremo un portafoglio ampio di tecnologie. La telefonia fissa, con accesso via radio e l'offerta "Casa numero fisso"; ma anche investendo per la realizzazione di una rete Adsl in unbundling (accesso all' "ultimo miglio"). Nel 2008 Vodafone entrerà a tutto tondo in questo settore, che vale 21 miliardi di euro, dove Telecom è ancora dominante con circa l'80% del mercato e dove noi come nuovo entrante puntiamo a una quota significativa.
Disponete di una licenza di telefonia fissa e potrete entrare direttamente in questo mercato. L'alternativa è un'acquisizione?
Entrambe le strade sono aperte e siamo pronti a seguirle in modo complementare. Siamo intereessati a Tele2. In ogni caso siamo intenzionati a investire per creare una rete nazionale, che ci permetta di raggiungere l'intera popolazione, valutando il giusto mix tra l'accesso alla rete Telecom attraverso la modalità bitstream (all'ingrosso, ndr) e attraverso l'unbundling, che comunque consideriamo preferibile perchè ci consente di gestire i clienti in modo diretto. Ad ogni modo questo spiega perchè partecipiamo così attivamente al dibattito sulla separazione funzionale della rete di Telecom. Bisognerà evitare che con la nuova rete in fibra si ricrei un monopolio di fatto e viceversa far sì che siano sempre garantite parità di condizioni di accesso sia all'attuale rete in rame sia al next generation network. E' essenziale per la competitività del mercato.
La nuova Vodafone prevede anche cambiamenti organizzativi al vertice?
No, perchè l'azienda ha già compiuto una forte riorganizzazione quest'anno con la definizione di una direzione generale retta da Paolo Bertoluzzo e di una nuova divisione dedicata ai servzii integrati fisso-mobile per le famiglie e le imprese sotto la responsabilità di Stefano Parisse.

Vodafone: Guindani, in "fase 2" investimenti e tutela occupazione

Sabato 15 settembre 2007
di Red per "Agenzia Italia"



Investimenti nella banda larga mobile, integrazione fisso-mobile, accordi di collaborazione per la gestione di alcune attivita’ e focalizzazione su quelle strategiche: sono questi i tre perni sui quali si basa la ‘fase due’ di Vodafone illustrati in una lunga intervista al sole 24Ore dall’amministratore delegato di Vodafone Italia, Pietro Guindani. Il manager manda segnali rassicuranti sul terzo punto del piano industriale (con la gestione di alcune attivita’ Vodafone a Comdata, ndr) che ha suscitato piu’ di un malumore nel sindacato: “Abbiamo ricevuto un’offerta per l’acquisizione di una parte delle attivita’ che riguardano il customer care”, oggi svolti dai call center, ha detto Guindani. “E’ certo comunque che manterremo tutte le attivita’ a diretto contatto con i clienti” (assistenza, promozione). “In ogni caso - sottolinea Guindani - qualunque accordo di questo tipo dovra’ essere compatibile con condizioni stabili di lavoro”. “Il nostro piano strategico e’ tutto orientato allo sviluppo, sostenuto da un ambizioso piano di investimenti”.Per quanto riguarda la banda larga, il top manager di Vodafone Italia ha idee precise: “Nel mobile dobbiamo differenziarci dai concorrenti con la qualita’ e investire per gestire i volumi in crescita di traffico. Le nuove aree di sviluppo saranno due: i servizi integrati e la banda larga mobile che grazie all’Umts ha ormai prestazioni paragonabili all’Adsl. Nei servizi integrati fisso-mobile, residenziale e domestico, utilizzeremo un portafoglio ampio di tecnologie. Nel 2006 Vodafone entrera’ a tutto tondo in questo settore che vale che vale 21 mld di euro e dove Telecom e’ ancora dominate con circa l’80% del mercato”.Nei programmi di Guindani non mancano le acquisizioni: “Siamo interessati a Tele2. In ogni caso siamo intenzionati a investire per creare una rete nazionale che ci permetta di raggiungere l’intera popolazione”.

sabato 15 settembre 2007

Vodafone pronta a cedere i servizi di gestione clienti a Comdata

Venerdì 14 settembre 2007
di Daniele Lepido per "il sole 24 ore"



Pesce grande mangia pesce piccolo? Non sempre. Nell'Italia dei paradossi (anche) positivi può capitare il contrario, o quasi: per esempio che una Pmi corteggi una multinazionale per "strapparle" un pezzo d'attività. Certo, non un pezzo core, ovviamente, che il pesce grosso avrà tutto l'interesse a cedere. Ma pur sempre un asset fatto di addetti, competenze e investimenti da mettere a punto. Il pesce piccolo è Comdata, azienda torinese di Information Technology con 4mila dipendenti e un fatturato stimato per il 2007 di 200 milioni di euro. Quello grande è Vodafone, multinazionale che in Italia è pronta a cedere parte dei servizi di gestione a supporto del cliente, in particolare quelli specializzati nei processi di back-office. In tutto, cinque centri in Italia nei quali operano «diverse centinaia di lavoratori», come dice al Sole-24 Ore il fondatore di Comdata, Fiorenzo Codognotto, che ha formulato l'offerta e parla di «rafforzamento della partnership industriale». L'operazione, intorno alla quale il riserbo è ancora alto (oggi ci sarà un vertice sindacale), è interessante più dal punto di vista industriale che finanziario, visto che nessun particolare è ancora trapelato in merito all'entità della cifra messa sul piatto. Il gruppo guidato dall'amministratore delegato Pietro Guindani era cliente di Comdata dai tempi della vecchia Omnitel, nel 1996, a testimonianza di un rapporto cresciuto nel tempo.Per capire il perimetro di quello che sta passando sotto nuove insegne, basti dire che a Vodafone dovrebbe rimanere tutta la parte di assistenza diretta al cliente e la promozione vendite. Un esempio di ciò che il gruppo torinese faceva per Guindani e che da domani farà "in proprio"? La gestione dei contratti per l'attivazione delle Sim card.La storia di Comdata è quella di una Srl nata a Torino nel 1987 con un capitale di 20 milioni di vecchie lire e poi cresciuta fino al giro d'affari attuale e un 2006 chiuso con 135 milioni di ricavi e 18 sedi in Italia. Un'azienda cresciuta anche a suon di shopping: nell'ultimo anno sono state acquistate due società attive sempre nel comparto dell'It, in amministrazione straordinaria: la Met Sogeda di Padova e la Selfin di Caserta (ex Ibm), con il "salvataggio" di tutti i lavoratori (700 in tutto). Sempre nell'ottica di espansione, tra la fine del 2006 e la scorsa estate Comdata si era messa a caccia di un partner finanziario (si veda Il Sole-24 Ore del 5 e del 13 gennaio 2007), per cedere il 20-30% delle quote, dopo la dismissione da parte di un socio storico, Industria & Finanza, la Sgr con base a Torino e a Milano guidata da Alberto Franchino e Luigi Capello (il 30% faceva capo invece a Ubs fiduciaria e il rimanente 50% alla Altair Sistemi informatici Sa). In sei mesi si sono fatti avanti soprattutto fondi di private equity: tra i tanti il gruppo finanziario Magenta e Stirling Square Capital Partner. Tutto concluso con un nulla di fatto. Perché? Risponde Fiorenzo Codognotto: «Le trattative con i fondi sono andate avanti più di sei mesi, ma alla fine abbiamo capito che i nostri interessi, che la nostra impostazione, non coincidevano: noi partiamo da una prospettiva industriale, mentre i fondi da una più finanziaria».E allora i vecchi soci hanno deciso di aumentare la loro quota: Codognotto e la moglie Laura Trentin sono passati dal 30 al 40%, l'altro partner storico, Enrico Saraval, è cresciuto dal 25 al 32%, e Gianfilippo Cuneo (Synergo) ha raddoppiato passando al 20 per cento (l'8% rimane ad altri mini-azionisti). Un pesce piccolo che sta crescendo di taglia.